ROMA - Mentre tutti guardavano verso i computer, Google si è infilata nei telefonini. La compagnia di Mountain View annuncerà oggi un accordo con il colosso dei cellulari Motorola per portare il motore di ricerca più famoso del mondo nelle tasche di milioni di clienti di telefonia mobile.

Entro la fine di questo trimestre, verranno commercializzati i primi cellulari Motorola dotati di un tasto Google, che permetterà di accedere con un click alle ricerche, alla posta, e ad altri servizi studiati per la clientela mobile. La partnership con Motorola, che Repubblica può annunciare in anteprima, potrebbe essere l'oggetto del keynote che Larry Page, cofondatore di Google, indirizzerà oggi alla platea della Consumer Electronics Conference di Las Vegas, e che ha scatenato nei giorni scorsi le indiscrezioni della stampa americana.

"La partnership durerà tre anni", ha dichiarato Scott Durchslag, corporate vice president di Motorola. "Vogliamo portare la potenza di Google nelle vostre tasche". Nei giorni scorsi Google aveva annunciato la fornitura di un servizio di posta elettronica, il suo Gmail, pensato appositamente per i cellulari. "Inizialmente, la nostra offerta per i clienti mobili comprenderà Gmail, le ricerche tradizionali e quelle locali", spiega Nikesh Arora, vicepresidente per l'Europa. "Contiamo di sviluppare altri servizi basandoci sulle richieste e le reazioni degli utenti".

L'integrazione tra i telefonini e altri servizi sembra una delle note dominanti della conferenza di Las Vegas. NetGear, ad esempio, uno dei principali fornitori di banda larga negli Stati Uniti, presenterà il primo telefonino in grado di fare telefonate in protocollo Voip attraverso il servizio Skype. Anche Microsoft lancerà il primo smart phone, il Treo 700w, che funziona con i suoi software.

Una guerra di annunci nella quale ogni azienda cerca di rubare la scena ai rivali. In questo campo Google ha già ottenuto il suo personale successo: oggi tutti gli occhi saranno puntati sul keynote di Larry Page. Al cofondatore di Google resta ora il difficile compito di non deludere le aspettative degli analisti.
http://www.repubblica.it/