Rinuncereste ai vostri diritti, se questa fosse la condizione posta dal governo degli Stati Uniti per liberare per sempre il mondo dalla minaccia terroristica?” Con questa domanda posta da un professore americano ai suoi studenti inizia STRIP SEARCH – QUALCOSA AVVERRA’ il film tv in anteprima su SKY Cinema Autore lunedì 20 marzo alle ore 21,30, a tre anni dall’attacco all’Iraq (20 marzo 2003).
STRIP SEARCH, realizzato nel 2004 da Sidney Lumet, il regista di “Serpico” e “Quel pomeriggio di un giorno da cani” che torna a puntare il dito contro le disfunzioni del sistema in Prova a incastrarmi da venerdì 17 nelle sale italiane, è una spietata quanto amara riflessione sui diritti civili dopo l’11 settembre, sulla fobia del nemico/straniero, sui metodi poco ortodossi utilizzati negli interrogatori.

Il film inizia con il cartello: “Nel corso della storia americana, in tempi di crisi o di minacce, il governo degli Stati Uniti è ricorso all’uso di misure estreme in nome della sicurezza nazionale” e la domanda che attraversa la pellicola riguarda proprio la violazione delle libertà individuali in nome della sicurezza della collettività.

La trama:


Linda (Maggie Gyllenhaal), una ragazza americana in Cina, viene interrogata in una buia prigione di Pechino da un ufficiale del governo cinese (Ken Leung): è sospettata, senza prove evidenti, di terrorismo. A New York uno studente arabo (Bruno Lastra) è nella stessa condizione, interrogato in un ufficio avveniristico da un agente americana dell’FBI (Glenn Close).
Due storie parallele, stesse situazioni, stessi dialoghi, ma contesti diversi.
L’interrogatorio si svolge con metodi non ortodossi (a un certo punto i due studenti sono costretti a spogliarsi e a farsi ispezionare da agenti di sesso opposto) e non vengono garantiti i diritti degli accusati.

Alla fine un altro cartello sintetizza ciò che è successo negli Stati Uniti dopo l’attacco alle Torri Gemelle
: “Dall’11 settembre 2001 come risultato delle aumentate minacce alla nostra sicurezza nazionale, più di 700 individui sono stati arrestati perché sospettati di attività terroristiche. 515 erano stranieri e sono stati espulsi. 4 erano cittadini americani. A tutti è stato negato un giusto processo”.

A seguire, alle ore 23,05 FAHRENHEIT 9/11, il provocatorio documentario diretto da Michael Moore nel 2004, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes. Un’inchiesta che tenta di scoprire la verità sulle elezioni americane del 2000 e sui rapporti tra Bush e Bin Laden, per dimostrare come il presidente degli Stati Uniti abbia usato politicamente a proprio favore la tragedia dell’11 settembre.