Alternative ad amplificatore a due ingressi uhf

libero222

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Devo sostituire un ampli a due ingressi uhf e vorrei evitare di comprarlo, possiedo alcuni amplificatori che hanno solo un ingresso uhf e vorrei tramite partitore o miscelatore ottenere lo stesso risultato; l'ampli in questione, non funzionante, aveva l'amplificazione separate delle bande III+uhf+uhf, cio' significa che ogni singolo ingresso uhf era gestito da un transistor?? qualcuno mi puo postare un schema?
 
Senza il modello dell'amplificatore, o senza che tu abbia ricavato (e postato) lo schema, è impossibile stabilire se VHF ed UHF avevano l'amplificazione separata.
Se fossi capace di darti questa risposta, avrei già usato queste mie facoltà extrasensoriali in modo più redditizio. :D
 
L'amplificatore e' il televes 5360 (amplificatore a bande separate, 3 ingressi BI/BIII/DAB-UHF-UHF)
 
Da qui http://www.televes.com/sites/default/files/01030190_001_es-pt-fr-en-it.pdf sembrerebbe proprio che i circuiti di amplificazione siano separati, ma solo tra VHF ed UHF.
Gli ingressi UHF hanno ognuno un proprio attenuatore passante regolabile, indipendentemente l'uno dall'altro, dopodichè sono mixati e vanno ad un singolo amplificatore UHF.

Quindi se io unisco le due antenne uhf (che sono gia opportunatamente filtrate tramite passacanale etc) mediante un partitore al rovescio e colleggo il tutto all'ingresso uhf di un normale ampli ottengo lo stesso risultato? A me interessava soprattutto sapere in che modo sono mixati i due ingressi
 
Sì, lo stesso risultato, a parte che ti manca la possibilità di equalizzare i livelli (a meno che non ci siano attenuatori variabili sui filtri).
I vari ingressi UHF degli amplificatori di quel tipo hanno proprio un trasformatorino, praticamente uguale ad un partitore usato a rovescio.
L'unica cosa è che negli amplificatori, dovendo mixare solo segnali UHF, il circuito è ottimizzato per quella banda, mentre il partitore fa passare dalla VHF ai 2Ghz e sarà leggermente peggio come attenuazione di passaggio.
 
Sì, lo stesso risultato, a parte che ti manca la possibilità di equalizzare i livelli (a meno che non ci siano attenuatori variabili sui filtri).
I vari ingressi UHF degli amplificatori di quel tipo hanno proprio un trasformatorino, praticamente uguale ad un partitore usato a rovescio.
L'unica cosa è che negli amplificatori, dovendo mixare solo segnali UHF, il circuito è ottimizzato per quella banda, mentre il partitore fa passare dalla VHF ai 2Ghz e sarà leggermente peggio come attenuazione di passaggio.

Che dire, quell'ampli mi aveva gia' deluso quando, dopo l'acquisto, ho scoperto che aveva i trimmer resistivi e non coax... adesso a quanto pare i due ingressi uhf hanno un sono finale al posto di due! bella roba
 
In realtà, avere amplificazioni separate per VHF ed UHF è già un lusso, visto che la stragrande maggioranza degli amplificatori ha solo ingressi filtrati, ma VHF ed UHF condividono lo stesso circuito amplificatore.

adesso a quanto pare i due ingressi uhf hanno un sono finale al posto di due! bella roba
 
In realtà, avere amplificazioni separate per VHF ed UHF è già un lusso, visto che la stragrande maggioranza degli amplificatori ha solo ingressi filtrati, ma VHF ed UHF condividono lo stesso circuito amplificatore.

Questi amplificatori ad amplificazione unica conviene acquistarli oppure possono dare grossi problemi ed allora e' meglio spendere di piu' per amplificatori a linee separate?
 
E' senza dubbio meglio utilizzare amplificatori con le sezioni UHF/VHF separate, e nella maggior parte dei casi e' cosi', ma nel caso di doppio ingresso UHF normalmente i due stadi convergono attraverso un mixer in un singolo stadio amplificatore, e' sempre stato cosi', e comunque i trimmer al posto degli attenuatori coassiali, in alcuni casi non sono un inconveniente perche' agiscono sulla polarizzazione del primo transistor, e in altri modelli su dei diodi pin.
Se pero' avessimo a che fare con segnali molto bassi, non conviene utilizzare amplificatori multi ingresso, perche' lo stesso mixer ci porta via qualcosa, e per sopperire a questo inconveniente in genere si utilizzano preamplificatori a basso rumore, meglio se di banda, ovviamente solo dopo aver lavorato per il meglio sul sistema di antenne riceventi, le uniche che riescono a fare l' operazione inversa, ovvero discriminare il segnale utile dal rumore.
 
Gran brutta soluzione, quella di spostare il punto di lavoro del transistor (retta di carico), si rischiano intermodulazioni a gogo e/o peggioramento della figura di rumore.
Anche gli attenuatori a diodi pin sono stati da tempo abbandonati come attenuatori, perchè quando lavorano sul ginocchio (anzichè saturi od interdetti), generano distorsione.
Molto meglio un sano e linearissimo attenuatore resistivo, benchè anche quello introduca sempre una piccola attenuazione di passaggio, cosa che va a peggiorare leggermente la figura di rumore.
;)


i trimmer al posto degli attenuatori coassiali, in alcuni casi non sono un inconveniente perche' agiscono sulla polarizzazione del primo transistor,
 
In effetti in quei casi specifici il range di attenuazione sull'ingresso era piuttosto limitato, nell'ordine di una decina di db, ma devo essere sincero, non ho mai indagato oltre sul funzionamento di una simile soluzione, anche perche' e' poco diffusa, e comunque non credo che intervenga sul punto di lavoro del primo transistor, i rivenditori asserivano che non agiva come semplice potenziometro posto in serie all'ingresso, bisognerebbe indagare....,mentre per quello che riguarda i diodi pin Televes ne fa' uso sul suo brevetto boss tech, ma anche li si tratta di una parzializzazione limitata, forse per evitare l' inconvenienti della non linearita' citati da te...?
 
Il problema non è il range, ma di usare il diodo PIN in una sua caratteristica impropria, quella a cavallo tra la saturazione e l'interdizione.
A suo tempo (fine anni 70, inizio 80) facemmo molti esperimenti per vedere il comportamento degli attenuatori a diodi PIN che avevamo visto impiegati su apparecchi giapponesi, ma i risultati furono assai sconfortanti, in presenza di forti e nuomerosi segnali. Ok come switch (saturo/interdetto) ma inadatto ad essere usato come resistenza variabile. Che io sappia, nessuna azienda seria li usa più a quel modo, mai più visti attenuatori a diodi pin, in RF (sui circuiti d'antenna) negli ultimi 25 anni.
(al mondo, si contano a migliaia i brevetti poco funzionali, come a dire che brevettare qualcosa non implica necessariamente che si tratti di una "bellla trovata" dal punto di vista tecnico :D)

Come sa bene chiunque abbia progettato un amplificatore a transistor, anche in BF con un AC125 (preistoria), all'interno di una classe di funzionamento, possiamo tranquillamente polarizzare per ottenere il funzionamento più corretto per una data applicazione. Se vogliamo più potenza di uscita, polarizzeremo in un certo modo, sacrificando un po' la figura di rumore, se invece vogliamo molta amplificazione e basso rumore, faremo scorrere nel dispositivo una corrente minore, sacrificando così la potenza di uscita. Dato un bias, se vario un componente (es resistenza di emettitore) per riportare il dispositivo a metà della retta di carico devo modificare anche il resto del circuito di polarizzazione. Se non lo faccio, mi ritrovo un ampificatore "zoppo", che magari, pur aumentatando la corrente di bias e diminuito il guadagno, mi va in distorsione anche con livelli bassi di segnale ed inizia a fare mixing reciproco (cioè a produrre intermodulazioni).
 
Sul discorso della polarizzazione e relativa classe di lavoro di un transistor il tuo discorso non fa' una piega, anzi mi rimangio quello che ho citato prima, sul discorso dei diodi pin invece ho ancora dei dubbi, no che non creda alle tue esperienze vissute sia chiaro, ansi, anch'io li ho sempre visti su circuiti di commutazione tipo commutatore disecq, ma se analiziamo l'ultima serie di ampli. Televes mod. Mini Kom scopriamo un miniaturizzato concentrato di tecnologia (fin troppa) che vale la pena di studiare, per capire fino a dove si spingono le promesse del famoso marchio, e credo che lì compaia qualche diodo pin moderno, o una diavoleria simile;)
diamogli un'occhiata dentro....




ha anche il filtro lte selezionabile/deselezionabile tramite doppio deviatore, e le caratteristiche sembrano ottime, un solo db come cifra di rumore per ben 30db di guadagno....non poco!!:eusa_think:
 
Scusate ma visto che ci siamo ne approfitto per chiedervi come posso costruirmi un semplice attenuatore regolabile 0-20db; io pensavo di mettere in serie al segnale un regolatore coassiale preso da un vecchio ampli... mi serve per simulare la perdita della distribuzione in casa quando mi trovo sul tetto
 
Il problema, è l'intrinseca non linearità dei diodi, che infatti si usa per mixare/eterodinare (modulare in ampiezza) due segnali a frequenza diversa.
Televes può fare quel che gli pare, ma ti garantisco che se sullo stampato mettono 3 attenuatori resistivi in SMD (es 6, 12, 20dB), cioè 3 resistenze messe a T o PiGreco, poi li comutano "intelligentemente" (*) con dei diodi PIN realizzano un oggetto molto più serio, che garantisce i 75 Ohm e non intermodula, sia a 6, che a 12 che a 20dB.
(*) Quanto all'intelligenza dell'amplificatore "intelligente", di intelligente c'è comunque poco, perchè se non prelevi il segnale dalla IF del decoder (dopo il filtro) e lo usi per comandare l'attenuatore (come fosse un AGC), in realtà regoli l'attenuazione d'ingresso in base al valore di picco del segnale RF più alto di tutta la banda, ad es UHF.
Ne abbiamo già parlato, ma è assolutamente (concettualmente) sbagliato adottare un preamplificatore da 2dB NF e 30dB di guadagno per poi metterci 12dB di attenuazione davanti, visto che così facendo, peggioriamo drasticamente la NF (e questa cosa, molto discutibile, è proprio ciò che fa l'amplificatore, cosiddetto "intelligente", della Televes).
Detta molto semplicemente, l'amplificatore ideale di ogni impianto è quello che non avrebbe alcun bisogno di attenuare in ingresso.
Comprendo che sia comodo abbondare in amplificazione per poi ridurre a piacere il segnale, ma questa operazione non porta a degradi importanti nella qualità solo se le condizioni dei segnali sono buone in antenna e se gli stessi sono anche già piuttosto ben livellati.
;)




sul discorso dei diodi pin invece ho ancora dei dubbi, no che non creda alle tue esperienze vissute sia chiaro, ansi, anch'io li ho sempre visti su circuiti di commutazione tipo commutatore disecq, ma se analiziamo l'ultima serie di ampli. Televes mod. Mini Kom scopriamo un miniaturizzato concentrato di tecnologia (fin troppa) che vale la pena di studiare, per capire fino a dove si spingono le promesse del famoso marchio, e credo che lì compaia qualche diodo pin moderno, o una diavoleria simile;)
 
Caro Tuner le tue sono sacrosante osservazioni, avverto nei tuoi interventi un certo disappunto quando le premesse di certe ingegnerie elettroniche si spingono oltre i limiti fisici, e ti capisco bene;), se ricordi a suo tempo avevo un po' studiato il sistema "intelligente" boss tech, viste le premesse...
http://www.digital-forum.it/showthread.php?143337-televes-dat-75-hd&highlight=boss+tech
Comunque....evitando ulteriori commenti sull'efficacia e sul metodo adottato dagli spagnoli per ottenere (a detta del loro ufficio marketing) una soluzione rivoluzionaria unica nel suo genere, (ma che a noi non ha affatto entusiasmato quell'antenna col CAG;))....una dote pero' devo dire ce l'ha quest' ultimo prodotto, a parte la miniaturizzazione, ovvero un buonissimo rapporto tra guadagno e rumore introdotto, che in alcuni contesti al limite si mette in evidenza, in pratica "anche se un po' a malincuore" ho scoperto proprio oggi in seguito a prove comparative che si comporta meglio di altri 5 marchi blasonati con identico guadagno che ho sempre intallato, sia chiaro il contesto e' quello di segnali al limite della corretta ricezione.
In pratica prendendo come riferimento lo stesso canale, il MER e' risultato migliore degli altri di ben 3db rispetto al secondo classificato e degli oltre 5 db del quinto classificato ...senza fare nomi:eusa_whistle:
Con questa prova ho voluto mettere in evidenza l'importanza della qualità dell'amplificatore che in un contesto di segnali digitali puo' fare la differenza, nel senso che una situazione critica può in questo caso diventare stabile, con opportuna amplificazione a basso rumore.;)
 
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