Bancomat clonati: torna in Abruzzo la truffa del Bluetooth

ERCOLINO

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Come alcuni giorni fa in Liguria, anche in Abruzzo gli inquirenti della locale polizia postale hanno smascherato alcuni truffatori dediti alla clonazione di bancomat tramite tecnologia Bluetooth.

Come detto, è stata la Polpost, di concerto con la Guardia di Finanza, a sgominare la banda, dopo aver ricevuto centinaia di segnalazioni di truffa da parte degli utenti residenti nella regione del Gran Sasso.

I malfattori si introducevano nottetempo all'interno degli esercizi commerciali manomettendo le apparecchiature POS collocate nei pressi dei registratori di cassa, utilizzate per la lettura delle carte magnetiche di pagamento. La manomissione consisteva nell'installazione di un microchip all'interno del POS che trasmetteva, tramite connessioni Bluetooth, le informazioni richieste ai criminali.

Alcune associazioni di consumatori attive nel territorio, come la «Guardiacivica» di Pescara, già nel mese di giugno avevano segnalato la circostanza che in regione numerosi cittadini avevano lamentato acquisti effettuati da terzi con la propria carta di credito o con il proprio bancomat a loro insaputa.

"Guardiacivica" aveva pertanto segnalato per tempo il grave problema alla polizia postale di Pescara, Teramo, Chieti e L'Aquila.

Dopo alcuni mesi di indagini oggi si è scoperto come la truffa sia stata messa a punto in Abruzzo, da chi e con quali modalità.


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