Discipline scientifiche in Italia

aristocle

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Vorrei fare alcune riflessioni con voi sul perché in Italia non si dà sufficiente spazio alla parte scientifica.
Moltissimi studenti delle superiori preferiscono ripiegare su facoltà umanistiche/sociali o comunque a basso contenuto matematico.

Non credete che in Italia vi sia la convinzione diffusa che la Cultura sia solo quella umanistica?
In pratica sembra quasi che sia più importante che una persona sappia cosa ha scritto, per es. Manzoni (e non nego che sia importante), piutosto che saper risolvere, tanto per dirne una, un'equazione di 2° grado.

Non vi sembra che si badi troppo alla forma e poco alla sostanza?
E soprattutto non pensate sia sbagliato il fatto che in Italia i ruoli dirigenziali e manageriali vengano ricoperti da personalità poco competenti a livello tecnico?
 
la matematica si dalle scuole primarie viene insegnata veramente male, molti studenti la odiano, e non mi sorprendo se poi gli studenti ripiegano su facoltà di tipo umanistico...
 
adriaho ha scritto:
la matematica si dalle scuole primarie viene insegnata veramente male, molti studenti la odiano, e non mi sorprendo se poi gli studenti ripiegano su facoltà di tipo umanistico...

Però materie come diritto non vengono fatte nei licei scientifici o classici, eppure da lì di avvocati ne provengono parecchi.
 
Forse non hai capito che la maggioranza sceglie indirizzi umanitari perchè nella maggior parte dei corsi di laurea di quel tipo non si fa un c**o!!!
 
Spiro185 ha scritto:
Forse non hai capito che la maggioranza sceglie indirizzi umanitari perchè nella maggior parte dei corsi di laurea di quel tipo non si fa un c**o!!!

Semmai umanistici...ma almeno l'italiano lo sanno meglio di te :D
E da come parli scommetto sei un ingegnere :D
 
Comunque, credo che in Italia più di che discipline scientifiche ci sia bisogno di discipline tecnico - professionali intese in senso stretto "tecnico - professionali", ormai se non si va all'università queste discipline scientifiche servono a ben poco, tanto vale diffondere l'idea che meglio optare per inidirizzi tecnico - professionali nelle scuole superiori dopodichè si valuta cosa fare successivamente; ma già comunque si ha un mestiere in mano, che ai tempi di oggi, non è poca cosa. ;)
Attenzione però nelle scuole superiori a scegliere bene gli indirizzi tecnici e professionali, ci sono molti indirizzi tecnici che attualmente a mio avviso sono paragonabili a quelli scientifici e cioè se non continui con l'università non te ne fai nulla, mi riferisco ovviamente a Ragioneria, che se si riesce a conseguire il diploma poi oggi non te ne fai nulla o continui con l'università con discipline economiche o meglio già dalle scuole superiori scegliere indirizzi professionali e tecnici specifici quali alberghiero, industriale elettronico, elettrico, meccanico, ecc... ;)
 
aristocle ha scritto:
Semmai umanistici...ma almeno l'italiano lo sanno meglio di te :D
E da come parli scommetto sei un ingegnere :D
Se sei convinto tu! Non ho bisogno di dimostrare niente a nessuno.. Facevo solo una valutazione oggettiva. Non so se hai già avuto esperienza nel mondo universitario; quando l'avrai capirai come funzionano le cose.. Se invece sei già all'università allora forse da te la situzione è diversa.
 
Comunque io mi sono accontentato di ottenere il diploma nel 97 e per fortuna che lavoro, l'epoca è quella che è, se una volta conseguita l'università non si hanno agganci è difficile a mio avviso trovare un impiego; quindi altro consiglio che darei scegliete un indirizzo universitario che poi Vi permetta davvero di entrare nel mondo del lavoro. ;)
 
aristocle ha scritto:
Però materie come diritto non vengono fatte nei licei scientifici o classici, eppure da lì di avvocati ne provengono parecchi.
Infatti secondo me diritto ed economia andrebbe fatto anche nei licei... Io che ho fatto un itis lo fatto per 5 anni.
 
Spiro185 ha scritto:
Forse non hai capito che la maggioranza sceglie indirizzi umanitari perchè nella maggior parte dei corsi di laurea di quel tipo non si fa un c**o!!!
Non è vero! io sto facendo una facolta umanistica è mi sto facendo il ****, visto che mi devo laureare in 3 anni con un programma che in una facoltà come giurisprudenza si fa in 5!
 
Spiro185 ha scritto:
Se sei convinto tu! Non ho bisogno di dimostrare niente a nessuno.. Facevo solo una valutazione oggettiva. Non so se hai già avuto esperienza nel mondo universitario; quando l'avrai capirai come funzionano le cose.. Se invece sei già all'università allora forse da te la situzione è diversa.

Non c'è bisogno che ti scaldi per così poco, non l'avevo buttata sul personale, era solo una battuta.
Comunque ho avuto in passato esperienze nel mondo universitario visto che sono laureato, ma sono convinto che l'indirizzo conti relativamente, anzi sembra premiare in alcuni casi le discipline sociali, dato che i più ricchi in Italia sono laureati in giurisprudenza, economia, medicina o simili.
In Italia ormai è diventato tutto una barzelletta, se non si tira fuori la grana, se non si hanno calci nel sedere o colpi di fortuna non si va da nessuna parte.
Il merito non è parola che vale in Italia, e i colloqui spesso sono
a) una trovata per dare il pane quotidiano agli addetti delle risorse umane
b) un metodo per far credere che non vengono presi raccomandati grazie alle "dure" selezioni

Ma chi esce dall'università sa benissimo che una persona vale l'altra perché del mestiere che dovrà fare ne sa zero.
 
aristocle ha scritto:
...Ma chi esce dall'università sa benissimo che una persona vale l'altra perché del mestiere che dovrà fare ne sa zero.
ecco il punto;
il mercato odierno assorbe universitari del tipo "jolly" che può piazzare in qualsiasi posto, ad eccezione di settori molto tecnici dove
per forza deve cercare una preparazione specifica. ma quei posti sono molti di meno!
pensate che nella mia azienda, che si occupa di energia, la stragrande maggioranza degli ultimi laureati assunti ha una preparazione...umanistica.
per fortuna abbiamo ottimi tecnici che stanno "trasferendo" le conoscenze ai neo-laureati, ma mi sembra un sistema che non funzionerà a lungo.
i laureati, specie i "brevi", saranno i futuri "tecnici"? :icon_redface:
 
YODA ha scritto:
ecco il punto;
il mercato odierno assorbe universitari del tipo "jolly" che può piazzare in qualsiasi posto, ad eccezione di settori molto tecnici dove
per forza deve cercare una preparazione specifica. ma quei posti sono molti di meno!
Appunto, come dicevo ciò facilita l'ingresso dei figli di papà: l'uno vale l'altro. Ai colloqui si appiattisce al ribasso il livello, non si fanno volutamente domande troppo tecniche (anche perché ognuno viene da indirizzi diversi) e la selezione la si finisce per fare su aspetti relativamente importanti, come il superamento di test motivazionali o una chiacchierata con l'addetto alle risorse umane.
Dico relativamente perché poi sono le solite domande insulse preconfezionate che non hanno una risposta "giusta" e la validità delle risposte è in mano a chi deve assumere.


YODA ha scritto:
pensate che nella mia azienda, che si occupa di energia, la stragrande maggioranza degli ultimi laureati assunti ha una preparazione...umanistica.
per fortuna abbiamo ottimi tecnici che stanno "trasferendo" le conoscenze ai neo-laureati, ma mi sembra un sistema che non funzionerà a lungo.
i laureati, specie i "brevi", saranno i futuri "tecnici"? :icon_redface:
Esattamente quello che dico..purtroppo in molti non lo vogliono accettare.
Ma non ci vuole molto a rendersene conto, basta anche solo guardare chi sono i nostri dirigenti della PA: quasi tutti laureati in giurisprudenza, scienze politiche. O addirittura filosofia.
E anche nelle industrie, dove in molti penserebbero più adatto un laureato in discipline come ingegneria gestionale, economia o un corso di laurea relativo al settore, magari ci trovi il laureato in giurisprudenza che forse non sa fare neanche una radice quadrata a mano e sicuramente sarebbe più adatto a fare altre mansioni.

Resta ovvio che non funzionerà a lungo questo metodo perché avremo incompetenti, ma d'altronde se il ruolo ha un basso grado di specializzazione diventa quasi normale che avvenga ciò.
 
Spiro185 ha scritto:
Forse non hai capito che la maggioranza sceglie indirizzi umanitari perchè nella maggior parte dei corsi di laurea di quel tipo non si fa un c**o!!!
a parte umanistici e non umanitari (capisco perchè l'accademia della Crusca rischia la chiusura). Io ho fatto lingue e ho dato anni di vita per preparare esami che erano divisi anche in otto parti e che duravano mesi.. non mi pare di aver passato il tempo a girarmi i pollici...
 
Spiro185 ha scritto:
Se sei convinto tu! Non ho bisogno di dimostrare niente a nessuno.. Facevo solo una valutazione oggettiva. Non so se hai già avuto esperienza nel mondo universitario; quando l'avrai capirai come funzionano le cose.. Se invece sei già all'università allora forse da te la situzione è diversa.
o ofrse generalizzare è sempre e solo soggettivo.
 
No calma non ci siamo capiti: intanto non mi sono per niente scaldato figurati! La mia risposta è stata secca per motivi di tempo non di voglia. Voi state parlando da un punto di vista diverso dal mio, potremmo dire a posteriori. In questo caso credo alle vostre parole perché io non ne so nulla essendo ancora al quinto anno di università. Io ho dato seppure in maniera troppo breve, arrogante e sgrammaticata la mia visione a priori del mondo universitario. Bene, uno studente che completa le superiori potrebbe prediligere CERTE materie umanistiche per il semplice motivo che garantiscono "facilmente" il raggiungimento del titolo e allo stesso tempo consentono di godere di quella vita universitaria goliardica di cui spesso si parla. Sottolineo comunque che anche tra le facoltà scientifiche numerose sono particolarmente semplici e per essere vale lo stesso discorso. Quindi dal mio punto di vista, dal basso, il problema non è tanto la diatriba facoltà scientifiche/umanistiche quanto l'abbassamento quasi vergognoso del livello d'insegnamento e apprendimento dovuto alla presenza di corsi di laurea (sempre più numerosi) farlocchi.
 
Spiro185 ha scritto:
Quindi dal mio punto di vista, dal basso, il problema non è tanto la diatriba facoltà scientifiche/umanistiche quanto l'abbassamento quasi vergognoso del livello d'insegnamento e apprendimento dovuto alla presenza di corsi di laurea (sempre più numerosi) farlocchi.

Su questi punti secondo me sarebbe fondamentale capirci..
Voglio dire..il numero di corsi di laurea ritengo che non necessariamente sia un male: per es. alla facoltà di Scienze MM.FF.NN., Matematica, Fisica o Geologia alla Sapienza avranno in certi casi meno di 50 iscritti, ma è impensabile rimuovere corsi di laurea di questo tipo.
Anzi, addirittura insieme a corsi come Chimica o Statistica, se non ricordo male, hanno ricevuto contributi per la prima rata proprio per incentivare i ragazzi a non abbandonare questi percorsi.
Che poi siano meno quotati, fighi o conosciuti è altro discorso.

Similmente, non mi pare molto sensato continuare a incentivare corsi di laurea sovraffollati da anni come Giurisprudenza o Economia visto che non hanno nemmeno numero chiuso...

Il livello di insegnamento idem...cosa si intende per qualità di insegnamento?
Disponibilità dei professori? Qualità della didattica? Tasso d'abbandono degli iscritti? Numero di bocciature ad un esame?
Francamente non credo che le università italiane siano tra le peggiori in Europa per qualità, ricordo di studenti che sceglievano l'Erasmus per spianarsi la strada e fare la bella vita.
 
Ma perché nelle facoltà di Scienze MM.FF.NN matematica e fisica sono così povere di studenti secondo te? Vogliamo parlare invece di biologia, biotecnologie, scienze naturali, scienze geologiche, tecnologie forestali, tecnologie agrarie ecc.. Siamo d'accordo che è una cosa molto utile una maggior specializzazione ma... Hai mai visto come sono tenuti questi corsi? Io parlo per quello che ho potuto vedere con i miei occhi.. Che valore ha una persona che mi esce con 110 e lode preparando ogni esame in 3 giorni magari con i bigliettini?? Non si ottiene forse il risultato contrario? Sono queste le cosa che a me danno fastido.. Un livellamento apparente delle capacità dei giovani.
 
aristocle ha scritto:
Similmente, non mi pare molto sensato continuare a incentivare corsi di laurea sovraffollati da anni come Giurisprudenza o Economia visto che non hanno nemmeno numero chiuso...
Scusami aristocle, sai per caso se attualmente a romatre, economia è ancora a numero chiuso oppure no?
Ricordo che anni fa in questa sede a differenza della Sapienza era a numero chiuso, qual'è la situazione odierna? :eusa_think:
Grazie.
 
Corry744 ha scritto:
Scusami aristocle, sai per caso se attualmente a romatre, economia è ancora a numero chiuso oppure no?
Ricordo che anni fa in questa sede a differenza della Sapienza era a numero chiuso, qual'è la situazione odierna? :eusa_think:
Grazie.

Non so se ci sono test iniziali, ma non mi pare siano a numero chiuso..

@Spiro185: fintanto che ci sono prove scritte quello che copia puoi trovarlo ovunque, se un professore vuole beccarti ci riesce tranquillamente, basta che mette 2 o 3 assistenti a girare per i corridoi.
In ogni caso, moltissime materie hanno poi l'orale.
 
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