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La crisi di Canale 10

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AsRoccella1935

CANALE 10: STIPENDIO 'REVOCATO', SCIOPERO E PRESIDIO

"Le difficoltà di Canale 10 che si trascinano da quasi due anni - spiega il testo diffuso dalla slc cgil - dapprima in conseguenza delle vicissitudini finanziarie e societarie del gruppo Profit ed oggi ulteriormente aggravatesi dopo il recente affitto di ramo d'azienda che ha visto subentrare dall'1 febbraio ultimo scorso la Iasu Ltd. la quale al momento del subentro si era impegnata ad un rilancio produttivo ed occupazionale dell'emittente". "Nonostante le promesse verbali e scritte di pagamento, i dipendenti attendono ancora di percepire lo stipendio di febbraio - il primo della gestione IASU Ltd. - il cui pagamento é stato 'revocato' dall'azienda mentre stanno rapidamente venendo meno anche le condizioni minime (strumentazione, telepass, benzina, ecc.) indispensabili per garantire l'attività dell'emittente". Sulla stessa vicenda sono intervenuti l'Associazione stampa toscana (Ast) e l'Ordine dei giornalisti della Toscana che si sono detti "al fianco dei lavoratori senza stipendio" esortando l'azienda a "rispettare i contratti " e a "non dissipare un patrimonio di professionalità di una tv che da quasi 20 anni occupa un posto di assoluto rilievo nell'informazione regionale". Ast e Ordine "si schierano con la redazione di Canale 10 e con l'assemblea dei dipendenti che questo pomeriggio ha dichiarato tre giorni di sciopero dopo che l'azienda, via email, ha comunicato la "'revoca' del primo stipendio". "Un fatto gravissimo e assolutamente irrituale sia per le modalità della comunicazione che per i termini usati per informare del mancato pagamento dello stipendio - si legge in una nota -, il primo che avrebbe dovuto erogare la nuova società, la Iasu Limited, che dal primo febbraio sta gestendo i contenuti tv, attraverso la procedura di affitto del ramo di azienda". Un passaggio, si ricorda, su cui "Ast e Ordine avevano espresso forti perplessità e preoccupazioni, che purtroppo si stanno manifestando in tempi e modalità peggiori delle previsioni". Ora Ast e Ordine "chiedono con forza che l'azienda subentrata, dopo i tanti proclami sulle possibilità di sviluppo dell'emittente, sappia per lo meno garantire i livelli minimi di rispetto dei diritti e di sopravvivenza stessa dell'informazione su Canale 10. La 'revoca' dello stipendio, infatti, avviene in un quadro già segnato dalle difficoltà nel garantire quotidianamente la produzione dei tg, a fronte di una crescente indisponibilità di mezzi (compreso la benzina per gli spostamenti)". Ast e Ordine "invitano anche le istituzioni e le forze politiche a garantire il loro sostegno a questa nuova battaglia dell'emittente", battaglia che sarà seguita da domani anche attraverso un blog (www.assostampa.org/SOSCanale 10), attivato sul sito dell'Associazione Stampa Toscana".

da http://www.controradio.it/popx.php?elemento=43394&banner=news
 
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