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Cambiare gestore telefonico e mantenere il numero del cellulare sarà presto un'operazione più rapida.
A stabilire nuove regole per gli operatori, che porteranno benefici ai clienti, è l'Autorità per le tlc, con una delibera pubblicata sul sito Web ma che per entrare in vigore dovrà aspettare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il cambiamento più rilevante e con il quale l'Autorità spera di incidere soprattutto sui tempi d'attesa, la cui lunghezza è stata più volte denunciata dalle associazioni dei consumatori, è il numero minimo di richieste che gli operatori 'donanti' (vale a dire che cedono il cliente) sono tenuti a evadere ogni giorno. Attualmente questo tetto è fissato in 9mila per tutti e quattro i gestori mobili (Tim, Vodafone, Wind e 3), ma con le nuove regole per i due colossi del settore (Tim e Vodafone) si sale a 12mila.
Per Wind e 3, invece, è previsto l'obbligo di comunicare all'Autorità, entro il giorno 10 di ciascun mese, il numero medio di richieste ricevute: nel caso in cui tale numero superi il valore di 8mila si sale automaticamente a 12mila nel mese successivo. La decisione, presa dalla Commissione per le infrastrutture e le reti nella riunione del 5 dicembre scorso, è stata adottata considerando che "l'attuale capacità giornaliera di evasione degli ordini di portabilità ha evidenziato, anche in precedenza, la possibilità di creare arretrati di lavorazione con conseguenze negative sulla qualità del servizio reso agli utenti, in particolare nel caso che l'operatore donating sia Telecom Italia o Vodafone, vale a dire gli operatori che dispongono del numero di utenti più rilevante". Insomma, argomenta il regolatore, "l'inadeguatezza delle capacità di evasione degli ordini di portabilità rispetto alle esigenze del mercato comporta un danno concreto ed attuale per i consumatori, che vedono allungarsi i tempi occorrenti per l'attivazione della prestazione richiesta". Da qui, dunque, la decisione di alzare del 33% il tetto minimo di pratiche giornaliere a cui dare risposta, una misura considerata "proporzionata per la risoluzione delle problematiche al momento evidenziate". Ma la delibera dell'Autorità non si ferma qui.
Il mercato della telefonia mobile sta infatti vivendo una piccola rivoluzione con l'avvento degli operatori virtuali (da Coop a Poste), verso i quali si sta progressivamente spostando parte della clientela. L'Autorità, che per il momento esclude questi nuovi gestori dal conteggio totale dei numeri portati (in sostanza le operazioni tra l'operatore mobile e quelli virtuali con cui ha stipulato l'accordo per l'utilizzo della propria rete sono 'a parte' rispetto al numero minimo previsto), vuole vedere se è il caso di cambiare: per questo viene avviato un procedimento "volto a rivedere le norme relative alla portabilità del numero mobile", proprio "per tener conto dell'ingresso nel mercato degli operatori mobili virtuali".
Secondo gli ultimi dati disponibili, sono ormai 14 milioni gli italiani che hanno cambiato gestore mantenendo però il vecchio numero: una possibilità ritenuta fondamentale per assicurare una vera concorrenza, ma che tuttavia genera non poche incertezze sul fronte dei prezzi.
In molti casi, infatti, non si sa quale operatore si sta chiamando (e quindi a quale tariffa), perché il prefisso in questo senso ormai non è più indicativo: per questo il commissario dell'Autorità Enzo Savarese ha ipotizzato, invece del macchinoso meccanismo di un tasto da digitare prima di comporre il numero da chiamare, l'apparire sul display del chiamante del nome dell'operatore che gestisce la sim della persona a cui si telefona.(ANSA).
A stabilire nuove regole per gli operatori, che porteranno benefici ai clienti, è l'Autorità per le tlc, con una delibera pubblicata sul sito Web ma che per entrare in vigore dovrà aspettare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il cambiamento più rilevante e con il quale l'Autorità spera di incidere soprattutto sui tempi d'attesa, la cui lunghezza è stata più volte denunciata dalle associazioni dei consumatori, è il numero minimo di richieste che gli operatori 'donanti' (vale a dire che cedono il cliente) sono tenuti a evadere ogni giorno. Attualmente questo tetto è fissato in 9mila per tutti e quattro i gestori mobili (Tim, Vodafone, Wind e 3), ma con le nuove regole per i due colossi del settore (Tim e Vodafone) si sale a 12mila.
Per Wind e 3, invece, è previsto l'obbligo di comunicare all'Autorità, entro il giorno 10 di ciascun mese, il numero medio di richieste ricevute: nel caso in cui tale numero superi il valore di 8mila si sale automaticamente a 12mila nel mese successivo. La decisione, presa dalla Commissione per le infrastrutture e le reti nella riunione del 5 dicembre scorso, è stata adottata considerando che "l'attuale capacità giornaliera di evasione degli ordini di portabilità ha evidenziato, anche in precedenza, la possibilità di creare arretrati di lavorazione con conseguenze negative sulla qualità del servizio reso agli utenti, in particolare nel caso che l'operatore donating sia Telecom Italia o Vodafone, vale a dire gli operatori che dispongono del numero di utenti più rilevante". Insomma, argomenta il regolatore, "l'inadeguatezza delle capacità di evasione degli ordini di portabilità rispetto alle esigenze del mercato comporta un danno concreto ed attuale per i consumatori, che vedono allungarsi i tempi occorrenti per l'attivazione della prestazione richiesta". Da qui, dunque, la decisione di alzare del 33% il tetto minimo di pratiche giornaliere a cui dare risposta, una misura considerata "proporzionata per la risoluzione delle problematiche al momento evidenziate". Ma la delibera dell'Autorità non si ferma qui.
Il mercato della telefonia mobile sta infatti vivendo una piccola rivoluzione con l'avvento degli operatori virtuali (da Coop a Poste), verso i quali si sta progressivamente spostando parte della clientela. L'Autorità, che per il momento esclude questi nuovi gestori dal conteggio totale dei numeri portati (in sostanza le operazioni tra l'operatore mobile e quelli virtuali con cui ha stipulato l'accordo per l'utilizzo della propria rete sono 'a parte' rispetto al numero minimo previsto), vuole vedere se è il caso di cambiare: per questo viene avviato un procedimento "volto a rivedere le norme relative alla portabilità del numero mobile", proprio "per tener conto dell'ingresso nel mercato degli operatori mobili virtuali".
Secondo gli ultimi dati disponibili, sono ormai 14 milioni gli italiani che hanno cambiato gestore mantenendo però il vecchio numero: una possibilità ritenuta fondamentale per assicurare una vera concorrenza, ma che tuttavia genera non poche incertezze sul fronte dei prezzi.
In molti casi, infatti, non si sa quale operatore si sta chiamando (e quindi a quale tariffa), perché il prefisso in questo senso ormai non è più indicativo: per questo il commissario dell'Autorità Enzo Savarese ha ipotizzato, invece del macchinoso meccanismo di un tasto da digitare prima di comporre il numero da chiamare, l'apparire sul display del chiamante del nome dell'operatore che gestisce la sim della persona a cui si telefona.(ANSA).