salviamo il Galateo e l'educazione.....

Andremales

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visto il clima Ferragostano che induce al c a z zeggio, e l'analoga (bella) iniziativa sulla lingua italiana lanciata dai colleghi/amici di AVmagazine, proporrei una sorta di thread/ricerca (non ancora a livello di sondaggio, poi vedremo) sui modi di comportarsi che si vanno via via perdendo o -comunque- se ne sta perdendo il significato.
Mi piacerebbe che ognuno di voi indicasse un comportamento insegnato dai genitori, dai nonni, un gesto di "buona educazione", cercando -se possibile- di spiegarne la motivazione o le origini.
E' ovvio che questo thread sarà più divertente e culturalmente stimolante se si riescono a recuperare antichi comportamenti le cui origini si perdono nel tempo.

Comincio io con due comportamenti che mi hanno sempre incuriosito, e che -Googlando un po' (ecco che i colleghi di AVMagazine mi bastonerebbero :lol: ) - sono riuscito a spiegare:

-) non rovesciare il pane sulla tavola.
Io sapevo che questo era considerato maleducazione in quanto spiegabile come gesto di disprezzo verso l'alimento "principe" per eccellenza. In realtà vi sono anche altre spiegazioni: da quella dell'"obolo" al Boia nei tempi di Carlo VII (leggi qua), a quella del gesto blasfemo nei confronti della croce (la croce spesso incisa sul pane, qua).

-) non versare da bere "alla rovescia" (con il dorso della mano verso il tavolo, detto "alla traditora")
Pare che questo gesto, segno di disprezzo verso il commensale a cui si sta servendo da bere, derivi dalla "simpatica" usanza nel '500 di avvelenare i commensali (qua, pagina 3). Con il gesto siffatto, era facile riuscire a versare il veleno dal castone, una scatoletta nascosta sotto la pietra dell'anello.
 
Io invece mi ricordo delle vecchie zie in Veneto, che si arrabbiavano se ad un loro richiamo si rispondeva "Eeh...!?" come si usa fare praticamente sempre, almeno in famiglia.
Loro invece immancabilmente rimproveravano l'interessato dicendogli: "Vara che se dixe COMANDI!"...
Nemmeno fossimo stati in caserma! :D
Però queste zie le ricordo comunque con molto affetto, anche perché avevano praticamente tutte davvero un cuore d'oro! ;)
 
ce ne sarebbero tante, ma ricordo ancora con quanta enfasi mi è stato inculcato di non fare rumori quando si mangiava.
adesso, quando ne sento uno anche leggerissimo, mi sembra tanto cafone e mi incacchio!

altra "buona educazione" che mi è rimasta impressa era quella che quando incrociavo per strada uno o più anziani ero io che dovevo spostarmi per non creargli intralcio.
per non parlare di lasciare il posto in autobus.
tale e quale ad oggi!:icon_twisted::icon_rolleyes:
 
Lezioni di galateo...ricordo, oltre agli esempi citati dai due
Moderatori, che a tavola, non mi era consentito, di poggiare
ambedue le braccia sul tavolo, o reggermi il capo con un braccio,
e mangiare con l'altro, porgere il coltello dalla parte della lama,
o la forchetta dalle punte....una volta con la forchetta , infilzai
il pane intero, e rimediai uno sganassone, propio per le ragioni
citate da Andremales.....altri tempi.
Comunque la vecchia generazione, la nostra, era molto educata,
quella odierna , mi fa sperare ben poco...
 
Esempio: da piccolo mi hanno insegnato a dare del voi o del lei alle persone più anziane, mio figlio a 11 anni da del tu a tutti indistinatmente.:icon_twisted:
Prima o poi gli modifico quel cervello!:eusa_whistle:
 
mi ricordo che da piccolino, ero "ossessionato" dal fatto che il pane non si dovesse mai buttare, ma anche quello del giorno prima o dei 2 gg. precedenti si doveva "consumare" e se era troppo duro si mangiava a merenda nel pom. , la "panzanella" , oppure si grattuggiava.
 
ALEX44 ha scritto:
mi ricordo che da piccolino, ero "ossessionato" dal fatto che il pane non si dovesse mai buttare, ma anche quello del giorno prima o dei 2 gg. precedenti si doveva "consumare" e se era troppo duro si mangiava a merenda nel pom. , la "panzanella" , oppure si grattuggiava.
buttare il pane? dalle mie parti è considerato peccato mortale...
 
Elenet ha scritto:
Esempio: da piccolo mi hanno insegnato a dare del voi o del lei alle persone più anziane, mio figlio a 11 anni da del tu a tutti indistinatmente.:icon_twisted:
Prima o poi gli modifico quel cervello!:eusa_whistle:

Al giorno d'oggi il voi non si usa quasi più.
 
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