Trasmissioni italiane in onde corte

digitalchoice

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reggio nell'emilia (RE)
salve,giro parecchio per il globo con la mia radio sony modello ICF-SW40
ricezione in onda corta da 3850Khz a 26100Khz
la notte faccio parecchie scansioni,dovunque mi trovo sento radio di ogni lingua tranne che in italiano.
raramente ho beccato qualcosa della rai,non ricordo le frequenze comunque debole ed incomprensibile.
l'unico segnale che ricevo discretamente e' radio vaticano sui 41 metri 7250Khz ascolto un telegiornale verso le 8 ora italiana,dura pochi minuti poi anche li lingua latina e tante madonne.
possibile che siamo messi cosi' male con l'onda corta?
a dimenticavo sui 41m 7265Khz radio cina internazionale sempre verso le 8 ora italiana c'e' un corso
di cucina..in italiano :5eek:
ascoltare per credere..saluti
g.
 
La RAI ha abbandonato il servizio in onde corte da alcuni anni, (forse dall'ultimo contratto di servizio con il governo italiano) in quanto qualche funzionario ha ritenuto la cosa non più al passo con i tempi. Anche la Svizzera ha abbandonato tempo fà le trasmissioni in SW in quanto hanno ritenuto che i cittadini svizzeri all'estero avessero a disposizione altri sistemi per avere notizie del loro paese, tipo il Sat. Poi China Radio International imperversa in tutte le bande OC ed in tutte le lingue.:D

Saluti
 
puo esssere definito non al passo coi tempi ma e' molto funzionale.
e se non posso puntare la parabola o l'hotel ne e' sprovvisto?
e se mi trovo senza internet in un paese di 100 persone nel deserto dell'arabia saudita? le onde corte servono?..voi direte servono solo a te..
in questo caso sono io,ma non credo di essere il solo...
 
Ci sono pure i Paesi dell'Est Europa che trasmettono in italiano. Prima erano molto di più e le loro trasmissioni erano solo propaganda politica. E' da lì che è iniziata la mia passione per la radio
 
Lo so che internet non arriva nella maggior parte dei posti del mondo, ma dove c'è, puoi leggere le notizie e sentire la radio via web, anche in differita. E' una alternativa valida, ripeto se c'è internet, Comunque qui ti riporto la diffusione dai Rai Internationl :)
 
digitalchoice ha scritto:
puo esssere definito non al passo coi tempi ma e' molto funzionale.
e se non posso puntare la parabola o l'hotel ne e' sprovvisto?
e se mi trovo senza internet in un paese di 100 persone nel deserto dell'arabia saudita? le onde corte servono?..voi direte servono solo a te..
in questo caso sono io,ma non credo di essere il solo...

la radio broadcast non si fa per il singolo che può trovarsi nel deserto ma si fa per la massa. Se i dati di ascolto segnalano che quasi nessuno ascolta le onde corte, si spengono.
 
Ho visto qui è sembra che a Roma è attiva Radio Maria in onde corte :5eek: su 2 frequenze:26000 mHz e 26010 mHz però quest'ultima trasmette in DRM e sembra che il segnale sia molto debole (23/24 dB).
 
Ormai nei paesi occidentali non mi sembra ci siano più molti broadcaster in onde corte, proprio a causa del fatto che ormai con internet e il satellite non c'erano più molti ascoltatori disposti a giostrarsi tra frequenze e segnali altalenanti. Peccato, le OC hanno un loro fascino particolare, anche se per seguire i programmi in sè lo streaming e i podcast sono indubbiamente più comodi...
Sembrava che col DRM ci potesse essere qualche opportunità di "recuperare" questa banda per il grande pubblico, ma non mi sembra che in giro ci siano molti ricevitori...

Mi è capitato di recente di leggere un blog di un'emittente USA con registrazioni di quello che è ricevibile in onde medie e corte da quelle parti, una serie di post abbastanza interessante (è di un paio di anni fa, sembra essere riuscito anche a ricevere la Rai, quando c'era ancora in OC), anche se si direbbe che ormai a destinazione dell'occidente in OC non sia rimasto molto più che propaganda, predicatori delle fedi più strane ed estremisti e cialtroni vari.
 
parlando di paesi occidentali mi pare che la bbc faccia un buon servizio,con tante notizie e altri programmi su piu' frequenze.almeno ho la fortuna di capire l'inglese,ma a mio parere l'onda corta in rai doveva essere valorizzata di piu'.sprecano tanti soldi per altre cose molto piu inutili.

molte grazie a dttfans e alevia per le freq. postate.
 
Comunque anche la BBC ha spento da un pezzo le sue frequenze in onde corte per l'Europa (a parte un canale di test in DRM), i segnali che si ricevono ancora sono destinati ad altre zone. Più che di broadcaster occidentali in effetti si dovrebbe parlare di trasmissioni dirette all'occidente, dato che gli stessi broadcaster come la BBC invece mantengono le trasmissioni OC dirette a paesi più arretrati, dove le onde corte hanno ancora molti ascoltatori.
 
Riporto articolo relativo alle Onde corte pubblicato proprio ieri a pagina 8 di Avvenire:

Dal 2007 l’Italia non va in onda all’estero
DA MILANO - GIAMPIERO BERNARDINI
L’ Italia è conosciuta in tutto il mondo, tra l’altro, per Guglielmo Marconi, l’uomo che ha inventato la radio e aperto la strada anche alla televisione. Eppure il nostro Paese è stato il primo ad abbandonare le onde corte, il 30 settembre 2007. Ovvero ha rinunciato a trasmettere via radio per l’estero, usando le frequenze più appropriate a questo fine. La decisione diventò operati*va il 30 settembre 2007. Tra i pochi che protestarono ci fu*rono i giornalisti cattolici dell’Ucsi della Toscana. Sottoli*nearono che in questo modo Roma rinunciava a parlare al mondo e toglieva gli italiani all’estero di un canale im*portante di informazione. E poi, si faceva notare, che si privava l’Italia della possibilità di comunicare con i popoli in aree per noi strategiche, per motivi geopolitici, econo*mici e anche legati al fenomeno migratorio. Prima di tut*to, quindi, il Nord Africa. In effetti il mondo islamico afri*cano è in movimento, anche dal punto di vista culturale, e rappresenta una fetta importante dell’immigrazione nella Penisola. Una seria programmazione radiofonica in arabo, capace anche di raccontare la nostra cultura e di informare ad esempio sulla nostra legislazione in mate*ria di stranieri, nel tempo potrebbe dare frutti positivi.
Le altre nazioni occidentali invece continuano a tra*smettere per radio verso l’estero. Secondo strategie mu*tevoli. Come ovvio col tempo gli interessi e i fronti caldi cambiano. Ad esempio gli Stati Uniti non sostengono più le trasmissioni verso l’Est Europa. Il muro di Berlino è ca*duto ormai da 20 anni. Adesso sono impegnati, in parti*colare, sul fronte arabo e iraniano. Così non solo sono sta*te rinforzate le trasmissioni in lingua araba e farsi della Voi*ce of America, ma sono state finanziate e messe in fun*zione Radio Sawa e Radio Farda. Due emittenti che si ri*volgono in particolare al mondo giovanile, ma non solo, rispettivamente del mondo arabo e dell’Iran. Washington continua poi a sostenere emittenti politiche, come la fa*mosa Radio Martì, anticastrista che da decenni bombar*da Cuba di onde radio. Ma anche in ambito Ue ci si muove ancora in questa di*rezione.
La Bbc è la numero uno del mondo, nonostante i tagli governativi. Anche grazie alla sua politica multi*piattaforma (radio, tv, satellite, internet) ha un’audience straniera che l’anno scorso è stata di 238 milioni di per*sone. Nel 2008 ha lanciato il canale arabo televisivo, men*tre lo scorso anno, in contemporanea con la crisi politica a Teheran, quello iraniano. Entrambi con successo.
In prima linea poi anche la tedesca Dw (Deutsche Welle, 18 lingue), la francese Rfi (Radio France Internationale, 12 lingue), l’olandese Rnw (Radio Nederland Worlwide, 5 lin*gue), la spagnola Ree (Radio exterior de Espana, 10 lingue). Ognuna ha strategie diverse, legate alla storia e agli indi*rizzi principali della politica estera del proprio Paese. Ad esempio la Dw è presente anche con un ripetitore in A*frica centrale, Rnw trasmette in indonesiano, Ree ha ser*vizi informativi molto ricchi in spagnolo per l’America La*tina. Ma anche Paesi talvolta considerati un po’ il fanali*no di coda della Unione Europea, come il Portogallo e la Grecia sono ben presenti 'on air' soprattutto nelle loro lingue nazionali. Qualche motivo ci sarà.
 
guardastelle ha scritto:
Riporto articolo relativo alle Onde corte pubblicato proprio ieri a pagina 8 di Avvenire:

Dal 2007 l’Italia non va in onda all’estero
DA MILANO - GIAMPIERO BERNARDINI
L’ Italia è conosciuta in tutto il mondo, tra l’altro, per Guglielmo Marconi, l’uomo che ha inventato la radio e aperto la strada anche alla televisione. Eppure il nostro Paese è stato il primo ad abbandonare le onde corte, il 30 settembre 2007.


che senso ha pubblicare un articolo del genere oggi, oltre 2 anni dopo lo spegnimento delle onde corte???
Bernardini se n'è accorto oggi? :D
Oppure avevano questo articolo nel cassetto (per i tempi di magra) e l'hanno usato ora??

per chi è interessato allo spegnimento del 2007, consiglio di leggere qui:
it.media.tv
 
Hhamlet ha scritto:
che senso ha pubblicare un articolo del genere oggi, oltre 2 anni dopo lo spegnimento delle onde corte???
Bernardini se n'è accorto oggi? :D
Oppure avevano questo articolo nel cassetto (per i tempi di magra) e l'hanno usato ora??

per chi è interessato allo spegnimento del 2007, consiglio di leggere qui:
it.media.tv

No, in effetti l'articolo era più che attuale perchè inserito in una pagina intera dedicata allo stesso tema ed in particolare della decisione la scorsa settimana di chiudere le sedi Rai in America latina, Africa e India. Vi era un'analisi su questa "deglobalizzazione" e quindi si raccontava anche delle infauste scelte fatte nel 2007
 
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