Nei giorni scorsi nella prima udienza sul caso dei bollini SIAE la Corte di Giustizia delle Comunità europee del Lussemburgo è sembrata orientarsi in modo favorevole alla loro abolizione. Se ciò si traducesse in un pronunciamento in questo senso alla fine del procedimento, le norme italiane sul contrassegno SIAE potrebbero saltare.
La Corte si sta occupando del caso su richiesta del Tribunale di Cesena in merito alla legittimità dei bollini. E questo perché nel dicembre del 2004, su istanza dell'avvocato Andrea Sirotti Gaudenzi, difensore di un cittadino tedesco, legale rappresentante di una società italiana, imputato in un processo penale per aver commercializzato in Italia CD ROM privi di contrassegni SIAE, quel Tribunale aveva emesso un'ordinanza con cui venivano formulate alcune domande ai Giudici del Lussemburgo per verificare se il "bollino" previsto dalla legge italiana su CD ed altri supporti fosse in linea con le norme comunitarie in tema di concorrenza e regole tecniche.
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La Corte si sta occupando del caso su richiesta del Tribunale di Cesena in merito alla legittimità dei bollini. E questo perché nel dicembre del 2004, su istanza dell'avvocato Andrea Sirotti Gaudenzi, difensore di un cittadino tedesco, legale rappresentante di una società italiana, imputato in un processo penale per aver commercializzato in Italia CD ROM privi di contrassegni SIAE, quel Tribunale aveva emesso un'ordinanza con cui venivano formulate alcune domande ai Giudici del Lussemburgo per verificare se il "bollino" previsto dalla legge italiana su CD ed altri supporti fosse in linea con le norme comunitarie in tema di concorrenza e regole tecniche.
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