Distanza antenne

Spiegazione impeccabile... :icon_cool:
In effetti non ci avevo neppure fatto caso. Sento associare tante di quelle volte (e da tanto, tanto tempo) il concetto di potenza alle antenne, che ormai non ci bado più... ;)
 
Un'antenna isotropica irradia (o riceve) in tutte le direzioni e su tutti gli assi nello stesso modo. Il radiatore isotropico è un concetto che permette di definire un'antenna tanto elementare quanto non realizzabile in pratica.
L'antenna più elementare fra quelle effettivamente realizzabili è il dipolo a mezz'onda, che però, avendo dimensioni fisiche e 2 componenti, non irradia in modo omogeneo in tutte le direzioni e su tutti gli assi, ed ha un guadagno. (2,14dBi)
Qualunque antenna che abbia un "guadagno" è sempre formata da più elementi, ovvero, da più dipoli, la cui energia viene a sommarsi od a sottrarsi in funzione del suo orientamento spaziale (la posizione) rispetto al campo elettromagnetico ed alla frequenza.
Attenzione che un dipolo a mezz'onda a 150Mhz, usato a 300Mhz diventa un antenna costituita da 2 dipoli a mezz'onda. Se non viene preso alcun accorgimento per fasare in modo diverso gli elementi, il diagramma dell'antenna di 1m a 300Mhz è completamente differente rispetto a quello che ha a 150 Mhz. C'è guadagno, ma in direzione/i differente/i da quelle tipiche per un dipolo a mezz'onda.
Pertanto, il guadagno di un antenna comunque complessa può essere interpretato come la somma (vettoriale) dell'energia captata da più elementi (antenne), ovvero, nel caso di antenne usate per trasmissione, dell'energia irradiata da più antenne. (in una certa direzione)
Ad esempio, il guadagno di una Yagi a 3 elementi è la somma delle energie captate da dipolo, direttore e riflettore. Direttore e riflettore, infatti, sono dipoli e questi elementi, alla frequenza di progetto, reirradiano gran parte parte dell'energia che ricevono perchè nessun utilizzatore la dissipa.
Il direttore, leggermente più corto di un dipolo tagliato per la frequenza in uso, reirradia, sfasando però di X gradi in anticipo (circa -180°). Il riflettore, leggermente più lungo, reirradia di X° in ritardo (circa +180). Direttore e riflettore vengono opportunamente distanziati dal dipolo in modo che l'energia da loro reirradiata giunga al dipolo con la fase giusta per sommarsi.;)
 
Per questo, oltre a restare valida la lunghezza della lunghezza d'onda dell'antenna (all'incirca il doppio del dipolo, come minimo), si devono usare le regole del buonsenso, onde evitare che l'antenna possa costituire pericolo o intralcio.
L'ideale, potendo, sarebbe che l'antenna più bassa sul palo sia superiore all'altezza-uomo.
 
Bisogna considerare più ipotesi.

1) Se l'antenna è troppo vicina al tetto cambiano le frequenze di risonanza degli elementi. Dato che in un'antenna yagi si parla di variazioni minime per ottenere i risultati voluti, dovrebbe risultare intuitivo come una vicinanza eccessiva a tetti e muri possa provocare malfunzionamenti o comunque un degrado delle prestazioni.
Elettricamente parlando, per evitare ciò, la distanza minima è mezza lunghezza d'onda.

2) Se tenere l'antenna a mezz'onda dal tetto garantisce il funzionamento elettrico come da progetto, ciò che sta sotto all'antenna ne determina invece le caratteristiche di irradiazione sul piano verticale.
Se il tetto/terrazzo si estende per alcune lunghezze d'onda sotto l'antenna, possiamo considerarlo come se fosse terreno.
In funzione dell'altezza dell'antenna da terra (che va vista in frazioni di lunghezza d'onda), ne cambiano le caratteristiche di irradiazione sul piano verticale.
Nel disegno qui sotto, l'effetto del terreno su un dipolo elementare che però è valido anche per antenne direttive, dove naturalmente l'irradiazione non sarà bidirezionale ma unidirezionale.



Dato che in VHF/UHF i segnali viaggiano per onda diretta, quindi in pratica paralleli al terreno, è evidente che più alta è l'antenna, meglio è.
Fortunatamente, nella maggior parte dei casi (ma non sempre) il tetto/terrazzo non si estende così tanto da rappresentare il terreno detrminando i diagrammi di cui sopra, per cui, all'atto pratico, tenuta l'antenna ad una distanza ragionevole e conveniente dal tetto, l'altezza da terra è la somma del palo più l'edificio.


mardergri ha scritto:
domanda: esiste una distanza minima che la antenna deve avere rispetto al tetto ?
 
bello l'effetto ground plane di diversi lambda...peccato che qua non serva...
A meno di non fare dxing via E sporadico... :D
(o di essere sotto il trasmettitore)
 
Non serve, però c'è.
In altre parole, bisogna sempre fare in modo che l'antenna non irradi/riceva troppo... verso il cielo.
Un'antenna VHF troppo bassa, allineata ad un tetto che procede per alcune decine di metri nella stessa direzione dell'emittente, può significare avere un lobo parecchio attenuato... ad "alzo zero".
;)
 
Indietro
Alto Basso