Un'antenna isotropica irradia (o riceve) in tutte le direzioni e su tutti gli assi nello stesso modo. Il radiatore isotropico è un concetto che permette di definire un'antenna tanto elementare quanto non realizzabile in pratica.
L'antenna più elementare fra quelle effettivamente realizzabili è il dipolo a mezz'onda, che però, avendo dimensioni fisiche e 2 componenti, non irradia in modo omogeneo in tutte le direzioni e su tutti gli assi, ed ha un guadagno. (2,14dBi)
Qualunque antenna che abbia un "guadagno" è sempre formata da più elementi, ovvero, da più dipoli, la cui energia viene a sommarsi od a sottrarsi in funzione del suo orientamento spaziale (la posizione) rispetto al campo elettromagnetico ed alla frequenza.
Attenzione che un dipolo a mezz'onda a 150Mhz, usato a 300Mhz diventa un antenna costituita da 2 dipoli a mezz'onda. Se non viene preso alcun accorgimento per fasare in modo diverso gli elementi, il diagramma dell'antenna di 1m a 300Mhz è completamente differente rispetto a quello che ha a 150 Mhz. C'è guadagno, ma in direzione/i differente/i da quelle tipiche per un dipolo a mezz'onda.
Pertanto, il guadagno di un antenna comunque complessa può essere interpretato come la somma (vettoriale) dell'energia captata da più elementi (antenne), ovvero, nel caso di antenne usate per trasmissione, dell'energia irradiata da più antenne. (in una certa direzione)
Ad esempio, il guadagno di una Yagi a 3 elementi è la somma delle energie captate da dipolo, direttore e riflettore. Direttore e riflettore, infatti, sono dipoli e questi elementi, alla frequenza di progetto, reirradiano gran parte parte dell'energia che ricevono perchè nessun utilizzatore la dissipa.
Il direttore, leggermente più corto di un dipolo tagliato per la frequenza in uso, reirradia, sfasando però di X gradi in anticipo (circa -180°). Il riflettore, leggermente più lungo, reirradia di X° in ritardo (circa +180). Direttore e riflettore vengono opportunamente distanziati dal dipolo in modo che l'energia da loro reirradiata giunga al dipolo con la fase giusta per sommarsi.
