Io e la mia famiglia abbiamo recuperato un vecchio fienile in una delle frazioni di Fiastra (MC) ricostruendolo interamente in legno e ricoprendolo con pietra locale seguendo scrupolosamente tutte le indicazioni dei vari Enti competenti in zona (siamo nel Parco dei Sibillini). Ebbene, nessuno immaginerebbe mai che quella è una casa di legno, sembra una dimora d'epoca del posto, persino vecchia! Durante i violentissimi terremoti che si sono susseguiti dal 24 Agosto a oggi si è scossa e ha sobbalzato come se fosse una imbarcazione sulle onde... risultato: nessun danno, neanche una filatura superficiale sulla parte più vulnerabile che è proprio il rivestimento esterno in pietra!! Pensate che non ci è neanche caduto niente dentro!!
Altra questione invece è la paura: gestire il terrore che ti prende quando salti come se fossi intrappolato su un enorme tagadà sentendo l'urlo della terra sotto e intorno a te unito allo scricchiolio del legno dell'intera struttura, è un'esperienza che non si augura a nessuno e che ti strangola nei giorni e nei mesi seguenti imbottendoti di ansia, di incubi, di insonnia e di ulteriore terrore...
Le ore di buio, poi, sono le più difficili da gestire: temi sempre che la "botta" possa coglierti nel sonno facendoti sobbalzare, distruggendo i tuoi nervi e il tuo cuore. Anche se si è al sicuro, le "faglie psichiche" che il terremoto scava nella mente sono spesso più devastanti (e difficilmente risolvibili) di quelle geologiche o strutturali. E leggere il terrore profondo che devasta i volti di chi continua ad abitare queste parti, persone con le quali magari hai condiviso momenti di gioia, di distensione o anche di momentaneo dolore che però in passato si è superato, ti dà la mazzata finale: convivere col terremoto è come convivere con un mostro che hai in casa, pronto a scatenarsi non appena allenti la tensione per rilassarti meritatamente.
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