Cosa c'è di meglio che una bufera politica nata da un (finto) equivoco sull'interpretazione della legge?
Se Sky era indecisa, anziché rimuoverlo dal palinsesto il giorno prima, poteva benissimo informarsi consultando un legale per vedere se si sarebbe potuto commettere un reato; ma invece no: Sky ha agito unilateralmente eliminando il film motivandolo con la "par condicio", per delle elezioni che non coinvolgono nemmeno tutto il territorio nazionale.
La cosa, oltre che puzzare, mi porta a fare delle riflessioni: dopo le recenti polemiche con TgCom (ultimamente anche a colpi di lettere e legali) e le molteplici interpretazioni dello share (e del nanoshare), Sky ricorre alla grancassa della politica mediatica per risalire la china, trovando ampio terreno fertile perché imbastito su un film molto discusso (facile quindi prevedere che i media avrebbero "abboccato").
Alcuni ne dubitavano, ora ne siamo certi: Sky non è mica scema!