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mosquito
È dal 1990 che rompono le balle ad agosto
Non me lo ricordare, tutta l'estate a fare schede, ed una settimana all'FRT !!!

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È dal 1990 che rompono le balle ad agosto
Con specifico riferimento alla cessione di capacità trasmissiva, si rileva, preliminarmente, il mancato sviluppo di un vero e proprio mercato dei servizi di diffusione in ambito locale dal momento che, come evidenziato nel paragrafo precedente, l’ammontare dei ricavi corrispondenti rappresenta finora una voce residuale del valore economico del settore.
Tale condizione deriva da una serie di fattori, tra questi, uno dei motivi principali è ascrivibile all’aumento della capacità trasmissiva verificatasi a partire dallo switch off, ossia a seguito dall’attribuzione di un multiplex in tecnica digitale ad ogni soggetto “ex analogico” oltre che alla maggiore efficienza nell’utilizzo della capacità trasmissiva consentito dall’evoluzione tecnologica dei sistemi trasmissivi. Ciò ha determinato, da un lato, il soddisfacimento delle esigenze di capacità trasmissiva degli operatori di rete locali, dall’altro lato, la mancata costituzione di una domanda di capacità in ambito locale da parte di fornitori di servizi di media terzi. A questo si aggiunge la forte contrazione dei ricavi derivanti dagli inserzionisti pubblicitari, avvenuta negli ultimi anni, che ha inciso ulteriormente sulla scarsa presenza, come detto, di soggetti che svolgono la sola attività di fornitori di contenuti in ambito locale.
(...)
Nel merito, dalle rilevazioni effettuate, si evidenzia che la quota di capacità trasmissiva oggetto di cessione è mediamente compresa tra 1,5 e 3 Mb/s (in modalità statica o dinamica) per ciascun programma trasmesso. Vengono inoltre generalmente previste clausole di copertura minima garantita da parte dell’operatore che effettua il servizio di trasmissione e, in alcuni casi, specifici SLA (service level agreement).
Con riferimento alla controprestazione per la cessione di capacità trasmissiva, si rileva che i contratti stipulati tra gli operatori di rete e i fornitori di servizi di media si diversificano notevolmente tra di loro sia per quanto riguarda le modalità contrattuali sia nelle condizioni economiche applicate.
La maggior parte dei contratti prevede, a titolo di corrispettivo per la cessione della capacità trasmissiva, una “controprestazione di trasporto”, ossia un trasporto a titolo gratuito, a condizione di reciprocità, di uno o più programmi del soggetto cedente da parte del soggetto cessionario, il quale, oltre ad essere fornitore di servizi di media audiovisivi, è anche operatore di rete titolare di diritti d’uso per un diverso bacino. Inoltre, nei casi in cui lo scambio di capacità trasmissiva tra operatori di rete in ambito locale non sia equivalente in termini di Mb/s scambiati o di rispettiva popolazione servita, viene generalmente prevista una compensazione di tipo economico. Tali contratti sono volti perlopiù ad ampliare il bacino di diffusione dei propri contenuti da parte degli operatori locali verticalmente integrati.
Da un primo esame dei dati presenti nel Catasto nazionale delle frequenze radiotelevisive è risultato che le differenze orografiche territoriali delle varie regioni italiane, nonché le differenti distribuzioni regionali della popolazione, hanno un notevole impatto sui costi di gestione e delle infrastrutture a livello regionale e, pertanto, rendono poco significativo la fissazione di un prezzo unico a livello nazionale. Di conseguenza, l’Autorità ha ritenuto ragionevole fissare un prezzo “regionale”, che tenga conto non solo delle differenze dei costi fissi e variabili per regione, ma anche delle differenti distribuzioni della popolazione tra le varie regioni.
Inoltre, l’Autorità ha ritenuto opportuno stabilire un limite massimo di prezzo della capacità trasmissiva, per ciascuna regione, a cui dovranno attenersi gli operatori di rete soggetti all’obbligo di cessione previsto dal Decreto. Ciò in considerazione del fatto che, da un lato, gli operatori di rete debbano avvalersi della massima flessibilità nel determinare i prezzi al fine di utilizzare efficacemente la capacità trasmissiva loro assegnata e stimolare la domanda (ancora contenuta), e, dall’altro lato, venga tutelata la possibilità per i fornitori di contenuti locali di accedere a detta capacità, evitando pratiche di prezzi eccessivi o discriminatori da parte degli operatori di rete. Il limite di prezzo massimo è perlopiù finalizzato ad evitare effetti escludenti sul versante della fornitura dei contenuti locali.
Continuando il discorso dal precedente post, la normativa prevede che gli operatori di rete locali assegnatari di diritti d’uso debbano cedere una quota di capacità trasmissiva, comunque non inferiore ad un programma, a favore di quei soggetti operanti in ambito locale obbligati al rilascio di frequenze, oggetto di accertate situazioni interferenziali ai danni dei Paesi esteri. La normativa, inoltre, prevede che mettano a disposizione la relativa capacità trasmissiva due categorie di soggetti (cedenti), ovvero i soggetti nuovi assegnatari – ai sensi del comma 9-ter – dei diritti d’uso delle frequenze attribuite a livello internazionale all’Italia e non assegnate ad operatori di rete nazionali (in Puglia, ci si riferisce ai canali UHF 24 - 58 - 60), nonché gli operatori di rete in ambito locale “già titolari di diritti d’uso di frequenze attribuite a livello internazionale all’Italia” (in Puglia, 27 - 29 - 35 - 39 - 43 - 46).
In tema di definizione delle "tariffe di affitto" dovute dai fornitori di contenuti:
--- continua ---
Secondo me, molte emittenti rimarranno appese al palo per mancanza di spazio. Sarà una manna per avvocati che cauteleranno il proprio operatore di rete.
E' ovvio che tutti faranno richiesta per entrare nei mux di telenorba, ma quest'ultima risulterà piena dei suoi stessi canali spazzatura esistenti in altri mux che rottameranno e/o dismetteranno. Da qui, farà incetta di pubblicità la fono.vi.pi. di proprietà della stessa telenorba.
I consorzi e/o intese, hanno giusto lo spazio per loro, quindi nessuno potrà entrarvi, e le locali escluse non avranno nè spazio e nè pubblicità, quindi nessuna risorsa di sopravvivenza.
Ma questa delibera dell'Agcom e il calcolo delle tariffe Eliseo e' relativa solo agli specifici casi delle emittenti che non saranno piu' operatori di rete per le interferenze con l'estero, o si innesta con il provvedimento generale delle linee guida per determinare i fornitori di contenuti in ogni regione (che prevede i 3 requisiti bilancio, dipendenti, giornalisti),.
IN parole povere questi parametri per calcolare le tariffe delle tv escluse per interferenze saranno diversi dai parametri per le tariffe in generale che ci saranno per i fornitori di contenuti in tutte le regioni con le linee guida?
E le tv gia in fitto (ad es.Punto tv ,Manfredonia tv Mediatext e altre) dovranno adeguarsi ai nuovi parametri o manteranno le condizioni fissate attualmente?
In pratica, l'obbligo di cessione della capacità trasmissiva, pur comunque limitata al minimo di 2,5 Mbps per frequenza, grava su tutti i soggetti. Coloro che non hanno una frequenza e vogliono trasmettere un canale, devono fare richiesta secondo quelle disposizioni: tutti devono fare apposita richiesta specificando il multiplex, la capacità trasmissiva richiesta e la tariffa da pagare sarà quella fissata dall'operatore si rete e previamente comunicata. In casi di conflitto tra più soggetti, il Ministero risolverà la faccenda sulla base delle graduatorie per i fornitori di contenuti redatta secondo i criteri detti a suo tempo.
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Mi sembra però che non specifica il limite di 2.5 Mb/s per gli occupanti già in essere aventi diritto.
Sembra invece che hai capito bene cosa intendo.
Partendo da un principio che se voglio trasmettere in DVB-T con una qualità pari a un DVD (pretesa normale per una trasmissione digitale) ho bisogno di 4 Mb/s, se nel consorzio e/o intesa e/o singolo vi sono 5 canali, ho presto raggiunto 20 Mb/s.
Molti, per motivi di spazio per l'SFN, riducono a 3 Mb/s i canali principali per una trasmissione decente, e se all'interno vi sono 6 canali ho subito raggiunto i 18 Mb/s.
In definitiva occorre vedere quanto spazio un mux può cedere per liberare 2.5 Mb/s, e se non c'è l'intenzione di cederlo, è facile creare la condizione di impossibilità per saturazione. Il Ministero non può dire ai componenti di un mux di trasmettere in modo precario per liberare 2.5 Mb/s, per rendere alla fine un mux complessivo con trasmissioni scadenti.
@ Eliseo,
è giusto, ma la mia puntualizzazione era sul fatto che creare la condizione di saturazione di un mux è molto facile, e questo per non cedere spazio ad altri concorrenti.
In pratica, se i mux rimanenti decidessero di sbarazzarsi delle emittenti concorrenti che rottamano e/o altro, basta che impostano i canali nel mux in modalità decente creando saturazione, e quindi indisponibilità all'ospitalità.
Anche se il Ministero rende obbligo di liberare 2.5 Mb/s, gli avvocati andranno a nozze.
Secondo me all'operatore di rete conviene di più fittare la capacità trasmissiva anziché farla risultare satura.
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In pratica, l'obbligo di cessione della capacità trasmissiva, pur comunque limitata al minimo di 2,5 Mbps per frequenza, grava su tutti i soggetti. Coloro che non hanno una frequenza e vogliono trasmettere un canale, devono fare richiesta secondo quelle disposizioni: tutti devono fare apposita richiesta specificando il multiplex, la capacità trasmissiva richiesta e la tariffa da pagare sarà quella fissata dall'operatore si rete e previamente comunicata. In casi di conflitto tra più soggetti, il Ministero risolverà la faccenda sulla base delle graduatorie per i fornitori di contenuti redatta secondo i criteri detti a suo tempo.
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Si ma non mi hai risposto Eliseo, io chiedevo prima di tutto se le tv attualmente in fitto (ad es.Video music italia di Ceglie , Mediatext, La 9 )sui mux salvi rimarranno su essi agli attuali fitti o saranno regolamentate dal nuovo procedimento quindi dovranno gareggiare con altre tv fornitori di contenuti con il rischio di non avere il posto e di pagare un prezzo diverso.
Per secondo le analogiche storiche dal 10 posto in graduatoria, che perderanno lo status di operatore di rete e saranno posizionate sui mux rimanenti ,seguiranno stessa delibera ? Cioe pagheranno stessi fitti che saranno stabiliti in generale per tutte le emittenti che vorranno fornire contenuti o ,come si era detto solo per loro ci sarebbero stati fitti più bassi per limitare il danno causato dalla privazione delle frequenze ?
Per terzo tale delibera si applica solo nelle regioni con problemi delle interferenze con Stati esteri o si innesta e sara' valida per tutte le regioni per il procedimento dei fornitori di contenuti che sara' varato prossimamente?
@ Eliseo,
bravissimo, hai capito perfettamente !
Occorre appunto vedere se conviene più pubblicitariamente, oppure cedere spazio.
Siccome sembra che lo spazio debbano cederlo a quattro soldi, forse con le maggiori entrate pubblicitarie stanno meglio. E' un pò come quando i network nazionali preferiscono pagare le multe salate, in cambio delle enormi entrate degli sponsor pubblicitari.