Anakin83 ha scritto:
Le case editrici ci guadagneranno ugualmente vendendo le copie digitali dei testi
Ne siamo poi tanto sicuri? ...o quei testi saranno alla fine di dominio pubblico, come musica, film, applicazioni?
Anakin83 ha scritto:
risparmiano sulla produzione e sulla stampa e l'ambiente ne beneficerà.
La carta è riciclabile e biodegradabile, gli apparecchi, i supporti di memoria e soprattutto le batterie, sono fortemente inquinanti.
Anakin83 ha scritto:
Anche le schiene degli studenti ne beneficeranno ma...
...non è necessario portare con sè tutti i libri, per evitare carichi gravosi basterebbe spiegare a certi insegnanti della scuola primaria alcune nozioni elementari di buon senso.
...senza contare che oggi, molti ragazzi sono "principini", che vengono accompagnati fino a scuola. Di carichi, proprio non ne trasportano... e un po' di sana attività fisica, oltre all'esercizio di pollici e polpastrelli, male non fa.
Anakin83 ha scritto:
chi glieli paga i tablets agli studenti? E alla scuola pubblica che manco hanno i gessi quasi?
Per quello ti arrangi, come sempre.
Comunque, i testi costano, ben più di un signolo appareccchio.
(Ricordo con terrore i prezzi di quelli della Franco Angeli)
Anakin83 ha scritto:
E poi voi riuscivate a studiare su supporti digitali? Io quando ero all'università dovevo prendere gli appunti su carta, averli su carta, studiare su carta e scrivere su carta. E' un'altra cosa. Anche i giornali, devo avere la carta tra le mani per leggerli. Si possono leggere anche online ma non ci trovo gusto.
Tra tablet/monitor/kindle e carta stampata, c'è la stessa differenza che passa tra orientarsi con una mappa grande come uno schermo da 100" e cercare di farlo con il navigatore satellitare.
Qualcosa non si può fare con il supporto elettronico, qualche altra cosa si fa meglio che sulla carta, comunque sia, non può essere la stessa cosa, quindi serve qualcuno che insegni come sfruttare il mezzo.
Ecco, il dubbio è che chi ha prende decisioni di questo tipo, in realtà non sia capace di valutare gli impatti epocali che determina, nè di prevedere come gestire la transizione.
La paura (ben fondata) è che questa gente non sia molto preoccupata nè competente, ma piuttosto "sensibile" incline (per tornaconti vari) ad ascoltare la voce delle lobbies, dove quella dell'informatica, oggi ha sicuramente più peso di quella dei tipografi.
Insomma, se di valide ragioni per dover rinunciare alla carta possono essercene, l'impressione, certo non infondata, è che si sia messo il carro davanti ai buoi.