certo, fatta la legge sciocca (=senza sale) si trova il modo di darle un po' di sostanza: è quell'illiberale mercato in cui viviamo che lo richiede!
d'altra parte, proprio chi propose quella sciocchezza riuscì ad affermare qualche anno prima che il digitale terrestre era un fallimento! guarda un po'!
liebherr, sei una persona intelligente e non lo metto in dubbio: dovresti fare i conti con la realtà e non con una soluzione ideale, quanto surreale, auspicata da chi probabilmente non ha mai utilizzato un lettore VHS o un televisore valvolare (o forse è rimasto a quei tempi!).
Te pensa: ancora qualche mese fa qualche autorevole autorità ribadiva che fosse necessario che la RAI, il servizio pubblico, cedesse una rete per favorire l'agognato pluralismo e ciò solo per dire che se lo fa la rai lo devono fare anche gli altri... evidentemente avevano appena rivisitato qualche vecchia puntata di Porta a Porta registrata su qualche VHS (magari hanno chiamato il vicino di casa per farla inserire dentro) e perso il contatto con la realtà, soprattutto con "l'evoluzione tecnologica".
Oggi Telecom dice invece che questo settore non rientra più nel suo core business e quindi va dismesso... Perché chiaramente il cessionario, scandinavo e quindi liberale e socialdemocratico, riuscirà ad imporre la sua visione plurale nell'opinione pubblica italiana, giacché suo interesse è proprio il pluralismo e non il mercato. E magari se un giorno non vedrà realizzare la sua tendenza plurale, alzerà bandiera bianca.
O le voci plurali che arrivano dallo spazio non ti accontentano? Ah, vero! lì già il mercato liberale ha determinato che di spazio ce n'è, ce n'è infinito come il cielo, o meglio come sky e solo sky! e che di plurale puoi sempre vedere al jazeera, bbc e qualche canale polacco. purtroppo il polacco e l'arabo non li parlo ancora. La cosa fondamentale è comunque che sono libero di scegliere di non vederli, in quanto non voglio vederli!
Certo se ti poni il problema della televisione dovresti farlo anche per l'editoria, ma preferisco non continuare a rigirare il coltello nella piaga.
Mi preme infine ricordarti che se oggi la RAI fa televisione di sufficiente qualità non è certo per meriti propri, ma forse di quel mercato che da un decennio a questa parte qualcuno, o qualcosa, ha cercato di reprimere.
Con il fine ultimo di fare un dispetto o di punire, non certo di sviluppare quel pluralismo che in Italia non vedremo mai.
Saluti.