India : Marò in carcere.

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Caro Tuner concordo con te. E per questo, proprio per non dimenticare, che nel mio piccolo tengo alta l'attenzione sul forum su questa triste vicenda.
 
Il Reggimento San Marco

Come vengono preparati, addestrati e a che cosa servono i nostri fucilieri di marina.

Spero che l'Italia e la Marina in primis non debbano arrivare a questo punto. Ma se le cose dovessero volgere al peggio (con una ingiusta sentenza di morte per i nostri marinai) e l'ONU incapace di imporre una giusta strategia di "uscita" che possa soddisfare ambedue le nazioni, poichè a quel punto non avremo più nulla da perdere, (al dilà dei sogni) ce li andremo a riprendere con la forza. Questa opzione non è affatto scartata a priori. Anzi! E lo stato Indiano lo sa già.
A noi non piace sembrare e tantomeno fare i cow boy, i gradassi o battere i pugni sul tavolo. Costretta con le spalle a muro qualunque nazione comunque reagisce come può. Ed in particolare la Marina può.
Mi rendo conto che sono affermazioni "pesanti" le mie e che potrebbero far scaturire dei mal di pancia. Pazienza!
Rispondo a Tuner: l'appoggio diplomatico si chiede per questioni riguardanti terzi soggetti. Questa è la prassi della diplomazia. Chiedere l'appoggio diplomatico esplicito per questioni che riguardano la propria nazione è un segno inequivocabile di debolezza. Per questioni come questa tutto viene demandato all'ONU. Se neanche l'ONU dovesse riuscire.....si va con l'ipotesi di sopra......A quel punto avremo l'appoggio dei nostri alleati.
 
Noi non abbiamo scelto un "profilo basso". Abbiamo scelto semplicemente la linea adatta ad un nazione tradizionalmente pacifica. Chiediamo soltanto che vengano rispettate le leggi internazionali che regolano questo tipo di controversie.
 
relop.ing ha scritto:
Il Reggimento San Marco

Come vengono preparati, addestrati e a che cosa servono i nostri fucilieri di marina.

Spero che l'Italia e la Marina in primis non debbano arrivare a questo punto. Ma se le cose dovessero volgere al peggio (con una ingiusta sentenza di morte per i nostri marinai) e l'ONU incapace di imporre una giusta strategia di "uscita" che possa soddisfare ambedue le nazioni, poichè a quel punto non avremo più nulla da perdere, (al dilà dei sogni) ce li andremo a riprendere con la forza. Questa opzione non è affatto scartata a priori. Anzi! E lo stato Indiano lo sa già.
A noi non piace sembrare e tantomeno fare i cow boy, i gradassi o battere i pugni sul tavolo. Costretta con le spalle a muro qualunque nazione comunque reagisce come può. Ed in particolare la Marina può.
Mi rendo conto che sono affermazioni "pesanti" le mie e che potrebbero far scaturire dei mal di pancia. Pazienza!
Rispondo a Tuner: l'appoggio diplomatico si chiede per questioni riguardanti terzi soggetti. Questa è la prassi della diplomazia. Chiedere l'appoggio diplomatico esplicito per questioni che riguardano la propria nazione è un segno inequivocabile di debolezza. Per questioni come questa tutto viene demandato all'ONU. Se neanche l'ONU dovesse riuscire.....si va con l'ipotesi di sopra......A quel punto avremo l'appoggio dei nostri alleati.

Le tue parole, Caro Amico, sono quelle che volevo sentire sin dall'inizio di questa sporca faccenda. Io mi ricordo bene di Entebbe.
 
Un intervento armato italiano?
Magari........., ma purtroppo non succederà mai.....per un semplice motivo.
Interessi economici, specialmente di produzione, per le magggiori aziende italiane in India.......

L'alt all'intervento armato, "di forza", sarà, se mai previsto, stoppato da industriali in mocassini e camice su misura (prodotte in India)....in relax sulle spiaggie della Costa Smeralda. :D
 
relop.ing ha scritto:
Quante aziende italiane conosci in India: fuori i nomi please.

.........tra cui Fiat Auto, Merloni Termosanitari e Lavazza. Ma anche Ferrero, Luxottica, Pirelli, Eni, Italcementi. Senza dimenticare la moda: da Zegna a Cavalli, da Armani a Tod's, fino a La Perla.

Qualche cifra. Nel 2010 l’interscambio commerciale fra Italia e India ha registrato un valore di 7,2 miliardi di euro, con un incremento del 28% sul 2009. Nel primi sei mesi del 2011 le nostre esportazioni in India sono cresciute di un ulteriore 27,7%. L’Italia è al diciassettesimo posto nella hit parade degli investitori in India: c’è spazio per fare di più. Alcuni esempi in ordine sparso, con la premessa che i settori trainanti del Made in Italy sono il tessile e l’auto. Fiat Auto è presente con la joint-venture con il colosso Tata, ma anche con Magneti Marelli, mentre Fiat Industrial, tramite Cnh, collabora con il leader locale dei trattori Mahindra& Mahindra.

Piaggio produce veicoli a tre ruote a Pune. La Perfetti Van Melle ha il 40% del mercato di caramelle e gomme da masticare. La Merloni Termosanitari è diventata il maggior produttore di scaldabagni elettrici in India. Fincantieri collabora con aziende locali nella realizzazione di navi per la marina militare. Lavazza ha acquisito i gruppi Barista Coffee Company e Fresh & Honest Café, realizzando una vasta rete di caffetterie nel Paese e ha avviato lo scorso gennaio la costruzione di uno stabilimento produttivo a Sri City. Ermenegildo Zegna ha varato un piano in joint-venture con Mukesh Ambani per l’apertura di dieci punti vendita in sette città indiane. Natuzzi ha aperto uno showroom dei suoi divani a Bangalore. Ilva Saronno al 50% con il Modi Group lancerà l’intera gamma dei suoi prodotti. E poi Ferrero, Luxottica, De’ Longhi, Pirelli, Danieli, Interpump, Eni, StMicroelectronics, Italcementi, Prysmian. E il battaglione della moda: da Zegna a Cavalli, da Armani a Tod’s, da La Perla a Liberti, da Monnalisa a Ovs.

Naturalmente si può fare di più. Ad esempio nelle infrastrutture. Nel settore stradale sono previsti investimenti per 45 miliardi di euro. Il piano prevede fra l’altro la realizzazione di 50 mila chilometri di autostrada entro il 2015. Le ferrovie hanno stanziato 17 miliardi di euro. Per i porti sono stati stanziati 7 miliardi, altri 2 miliardi per aeroporti non metropolitani.
 
Sembra che hai aperto il vaso di Pandora.
Fincantieri collabora per la costruzione di navi militari in Italia. Gli ordini sono stati quasi tutti evasi.
A parte le joint-venture di Fiat (per le quali al fisco italiano non entra una lira) tutto il resto sono delocalizzazioni, anzi per la precisione sono solo delle piattaforme che mettono in competizione piccole realtà locali spuntando il minor prezzo possibile ma dando in cambio del bassissimo costo della mano d'opera un'infinità di lavoro alle imprese locali. Sono "magliari e/o scarpari e/o caramellari"
Non c'è niente di strategico nella presenza italiana in India. Non riempiamoci la bocca. Con questo non voglio dire che bisogna buttare tutto a mare.
Se poi vogliamo dire (ma lo si fa meglio in altro specifico 3d già esistente) perchè le aziende scappano via dall'Italia........Sino a vent'anni fa importavamo ingegneri dall'India......oggi i nostri ingegneri sono costretti ad emigrare per sopravvivere.....il discorso si fa lungo....non vorrei andare OT. :)
 
ecco, evitiamo di continuare gli OT.
Direi di proseguire a scrivere qua dentro solo in presenza di nuove notizie.
Grazie.
 
Le proprietà dei "caramellari" e degli "occhialuti" (credo i due imprenditori più ricchi d'Italia), senza contare tutti gli altri, da soli hanno un peso specifico alquanto diverso da quello di due militari italiani inguaiati da procedure raffazzonate, che non avevano previsto il prevedibile e vincolato un comandante civile che ospita militari a bordo, a non andare dove invece è andato.
Ero già intervenuto molto tempo fa per dire che sarebbe folle anche solo pensare ad interventi militari e mi si era risposto che era solo una provocazione. Continuiamo a pensarlo che è meglio, e lasciamo credere certe cose a personcine un po' esaltate, nella speranza che non siano mai abbastanza importanti da muovere qualche pedina reale sullo scacchiere.
Francamente sono molto deluso per come la vicenda è stata trattata, con grande clamore all'inizio e basso profilo... adesso.
Alla solidarietà per i militari in quelle condizioni, aggiungo quella per la delusione che staranno certamente provando a causa del silenzio quasi totale sugli sviluppi della vicenda che li riguarda, che in patria, ormai vige sovrano.
 
ok, e con questo direi che si può per il momento terminare.
Riapriamo in attesa di novità.
 
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