India : Marò in carcere.

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oggi primo giorno di libertà per i nostri fucilieri, dopo 104 giorni di detenzione. Ho apprezzato tantissimo il fatto che i due marò hanno rifiutato di rilasciare dichiarazioni al giornalista rai che aveva tentato di ottenerne da loro. Un bel gesto che conferma la serietà dei due ragazzi ed il rigetto alla spettacolarizzazione mediatica...Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla loro buona fede nella vicenda, basterebbe questo a fugarli del tutto.
 
I nostri fucilieri, nella buona e nella cattiva sorte, sono pur sempre due sottufficiali della Marina Militare Italiana appartenenti ad un Reggimento glorioso. Il loro comportamento, dopo 104 giorni di detenzione (ingiusta ed illegale) è stato quello che lo Stato Maggiore e gran parte degli italiani si aspettava da loro.

Onori a questi giovani. :)
 
relop.ing ha scritto:
I nostri fucilieri, nella buona e nella cattiva sorte, sono pur sempre due sottufficiali della Marina Militare Italiana appartenenti ad un Reggimento glorioso. Il loro comportamento, dopo 104 giorni di detenzione (ingiusta ed illegale) è stato quello che lo Stato Maggiore e gran parte degli italiani si aspettava da loro.

Onori a questi giovani. :)

Mi permetto di dire che gran parte di coloro che fanno parte del sottolineato e "grassettato" non lo meritano tanto onorevole comportamento.
 
Già.
...comunque, amaramente, ho avuto almeno la soddisfazione di sentire dalle parole di De Mistura, ciò che avevo affermato sin dall'inizio: cioè che la causa prima del problema è imputabile a gravi lacune procedurali della normativa antipirateria, che non ha considerato gli eventi possibili nè (gravissimo) previsto (ed imposto) i comportamenti da tenere in quelle circostanze.
 
però una cosa è chiara: che se tanti tenessero il comportamento che hanno avuto i due marò, forse saremmo un paese migliore. ONORE ai due ragazzi.
 
davidRN ha scritto:
Mi permetto di dire che gran parte di coloro che fanno parte del sottolineato e "grassettato" non lo meritano tanto onorevole comportamento.

Capisco che tu possa non essere d'accordo sulla maggioranza degli italiani, oltre tutto risulterebbe difficoltoso farne la conta. Ma allo Stato Maggiore Marina cosa vorresti addebitargli? Tenuto conto che risponde all'autorità politica in che cosa ti è sembrato carente?
Ritengo che certe affermazioni dovrebbero essere quanto meno accompagnate da un minimo di riscontri oggettivi.
 
relop.ing ha scritto:
Capisco che tu possa non essere d'accordo sulla maggioranza degli italiani, oltre tutto risulterebbe difficoltoso farne la conta. Ma allo Stato Maggiore Marina cosa vorresti addebitargli? Tenuto conto che risponde all'autorità politica in che cosa ti è sembrato carente?
Ritengo che certe affermazioni dovrebbero essere quanto meno accompagnate da un minimo di riscontri oggettivi.

Il mio riferimento era relativo al comportamento tenuto dai marò, tanto onorevole quanto contrapposto a quello della maggioranza di noi italiani. Io primo della lista, che guarda con particolare ammirazione i due marò, per essere riusciti in qualcosa che io fatico solo nel pensarlo....

Relativamente allo stato maggiore, la mia considerazione è rivolta in linea generale, rispondente proprio a quella parte politica e diplomatica a cui è difficile dare approvazione, se non in parte marginale. Relativamente alla "solo" competenza della Marina Militare, sono sciuro tu possa dare giudizio con maggiore coscienza e competenza.
 
@davidRN

Non credo sia il caso che io esprima, ancora una volta, tutta la mia ammirazione, la stima, l’attaccamento, la dedizione e la riconoscenza all’Arma che mi ha dato tutto ed alla quale ho dedicato la mia vita: mi ci hai tirato per i capelli....;)
Viviamo in democrazia per volontà del popolo. Che Dio ci assista sempre e ce la mantenga tale anche se non è affatto perfetta, soprattutto perché siamo costretti a votare per liste preconfezionate dai partiti politici, nei quali spesso albergano delle nullità assolute, gente senza arte né parte che cerca di far soldi nel più breve tempo possibile non importa come.
La digressione di sopra, non sia scambiata per un lamento alla luna, è voluta al solo scopo di far conoscere alla comunità con quale categoria di persone siamo costretti a confrontarci quotidianamente.
Il caso Marina Militare/Istituzioni, senza volere minimizzare sull’apporto imprescindibile delle altre Armi, è del tutto particolare quando le Istituzioni sono costrette da eventi stringenti a confrontarsi al di fuori dei confini nazionali proprio perché tale Arma possiede la vocazione, la tradizione, gli strumenti, i mezzi ed il personale più adatto ad operare all’estero. I nostri ufficiali che parlano correntemente 4 o 5 lingue sono solo un pallido esempio delle potenzialità maggiori rispetto ad altri.
Purtroppo, lo dico con grande rammarico, come ogni altro italiano, anche noi siamo costretti all’estero ad appoggiarci alla competente Rappresentanza locale (Ambasciata) la quale è quasi sempre retta dall’amico dell’onorevole di turno.
Nonostante ciò, va prendendo piede (non potevano farne a meno) l’usanza di far reggere l’Ufficio Militare presso le varie Ambasciate (più esposte) da un Ufficiale Superiore di Marina. Solo così le cose sembra che vadano un po’ meglio.
 
Ultima modifica:
Come previsto, il caldo e l'estate e le lungaggini della pseudo giustizia indiana allontanano la vicenda dei fucilieri dalla giornalistica quotidiana. Cerchiamo almeno noi di non scordarci di loro.
 
ieri sera Sky tg24 ha passato un'ultima ora nella quale si riportava la notizia che veniva impugnata presso la Corte Federale di New Delhi la sentenza sfavorevole circa la giurisdizione sui fatti, emessa dall'Alta Corte di Kerala.
Purtroppo non ho trovato conferme su Ansa ne' su altre fonti... Qualcuno sa qualcosa di più? Relop.Ing???
 
intanto un altro caso analogo ...

http://www.ansa.it/web/notizie/rubr...hiesta-pescatore-ucciso-nave-Usa_7196701.html

ciò sta a significare che l'operato dei nostri marò, accusati a mio parere ingiustamente di omicidio volontario, è in linea con la condotta tenuta dalle altre marine militari presenti nella zona, ed anche, magari, che i pescatori indiani non tengono sicuramente un atteggiamento prudente quando vanno ad accostarsi alle grandi unità navali... Poi si può anche notare come gli USA si limitino a rassegnare rammarico per l'accaduto SENZA consegnare nessuno alla pseudo giustizia indiana...
 
Purtroppo, di analogie sostanziali ne vedo assai poche.
Si tratta di una nave MILITARE che segue procedure stringenti e predefinite nel dettaglio (il punto forte degli americani sono le procedure, il loro punto debole è quando un evento non è contemplato).
Il caso dei marò è diverso, trattandosi di militari che sparano da bordo di una nave civile. Inoltre, nessuno aveva pensato ad una procedura che vincolasse il comandante ad atteggiamenti predefiniti in casi (assai probabili) come quello che si è verificato.
Al contrario dei militari USA che sono protetti da procedure ben studiate, dove al primo posto viene l'immunità rispetto agli organi giudiziari di paesi stranieri (altrimenti non troverebbero molti militari disposti a missioni di guerra all'estero), i nostri erano sprovvisti di reali tutele, non avendo "chi di dovere" pensato a come evitare l'una e l'altra cosa.
:icon_rolleyes:
 
Anche i militari italiani sono protetti da procedure "ben studiate". Ovviamente c'è differenza fra il dover proteggere la propria nave militare da atti terroristici intesi a procurar danno alla nave stessa (la sorveglianza esterna ed interna della nave militare la si applica anche nei porti nazionali e nelle acque territoriali) - l'attacco terroristico al cacciatorpediniere Uss Cole nel porto di Aden di 12 anni fa costò la vita a 17 marines, la USNavy non può certo scordarlo - e la protezione di una nave mercantile dai pericoli di abbordaggio e sequestro col fine di richiederne il riscatto.
Inoltre (un dato fin troppo sottovalutato) la petroliera italiana navigava in "acque marittime" che sono "res communes omnium" cioè non assogettabili ad alcun regime di proprietà e la si è fatta dirottare con l'inganno nelle acque territoriali indiane che corrispondono a zone di mare costiero equiparate al territorio (indiano) e comunque sottoposte all'esclusivo potere di governo dello stato rivierasco. Il problema sta tutto quì. Non c'è bisogno di inventarsene di altri.
 
oggi sono 165 giorni...Aldilà di ogni retorica politica "riportiamo a casa i nostri marò"! Salviamoli da una giustizia (?) lenta, inadeguata e palesemente parziale :evil5: .
 
l'Italia, non soltanto non gode di alcun appoggio diplomatico da parte dai suoi partners europei ed atlantici, ma anzichè cercarlo, pare abbia scelto una linea "fai da te" di basso profilo (ma proprio molto basso), che sembra più utile a far scordare la situazione agli italiani, che a risolverla.
A meno che ci sia stato qualcosa di palesemente anomalo nelle nostre procedure (sempre più convinto che italiani e procedure siano congenitamente incompatibili fra loro), che quindi nessun altro paese rischia, è davvero strano che i partners impegnati in quell'area non siano interessati a creare un precedente favorevole a chi pattuglia, nel caso di incidenti simili, in acque internazionali.
Il silenzio dei nostri media (con la gran parte di stampa e TV impegnati fare da grancassa a chi li paga...) è assordante, così come è stato ridicolo farne per settimane una questione d'orgoglio e di memoria, se poi l'orgoglio e la memoria si dissolvono in pochi mesi.
:mad:
 
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