@davidRN
Non credo sia il caso che io esprima, ancora una volta, tutta la mia ammirazione, la stima, l’attaccamento, la dedizione e la riconoscenza all’Arma che mi ha dato tutto ed alla quale ho dedicato la mia vita: mi ci hai tirato per i capelli....
Viviamo in democrazia per volontà del popolo. Che Dio ci assista sempre e ce la mantenga tale anche se non è affatto perfetta, soprattutto perché siamo costretti a votare per liste preconfezionate dai partiti politici, nei quali spesso albergano delle nullità assolute, gente senza arte né parte che cerca di far soldi nel più breve tempo possibile non importa come.
La digressione di sopra, non sia scambiata per un lamento alla luna, è voluta al solo scopo di far conoscere alla comunità con quale categoria di persone siamo costretti a confrontarci quotidianamente.
Il caso Marina Militare/Istituzioni, senza volere minimizzare sull’apporto imprescindibile delle altre Armi, è del tutto particolare quando le Istituzioni sono costrette da eventi stringenti a confrontarsi al di fuori dei confini nazionali proprio perché tale Arma possiede la vocazione, la tradizione, gli strumenti, i mezzi ed il personale più adatto ad operare all’estero. I nostri ufficiali che parlano correntemente 4 o 5 lingue sono solo un pallido esempio delle potenzialità maggiori rispetto ad altri.
Purtroppo, lo dico con grande rammarico, come ogni altro italiano, anche noi siamo costretti all’estero ad appoggiarci alla competente Rappresentanza locale (Ambasciata) la quale è quasi sempre retta dall’amico dell’onorevole di turno.
Nonostante ciò, va prendendo piede (non potevano farne a meno) l’usanza di far reggere l’Ufficio Militare presso le varie Ambasciate (più esposte) da un Ufficiale Superiore di Marina. Solo così le cose sembra che vadano un po’ meglio.