RaiTre solo regionale!

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Ieri il ministro delle politiche agricole ha lanciato una bella proposta nel corso di una conferenza stampa in tema di federalismo: RaiTre, una rete Rai solo per le regioni. In effetti la vocazione iniziale di RaiTre era proprio quella di valorizzare il territorio regionale e non solo con il TGR attuale. Ciò non è avvenuto pochi mesi dopo il suo lancio (mi pare fosse il 1975) e la nuova rete venne affidata al PCI (partito comunista italiano) dopo che RaiDue era "posseduta" dal PSI (partito socialista italiano) e RaiUno alla DC (democrazia cristiana).
Concordo con il ministro Zaia affinchè RaiTre dedichi almeno il 50% dei suoi programmi alle realtà delle singole regioni, a diffusione regionale intendo, come avviene per il TGR ed alle volte utilizzando anche il proprio dialetto. Dopotutto ogni capoluogo di regione ha la sede Rai e le potenzialità per farlo. Già la regione Friuli-V.G., solo perchè è a statuto speciale, oltre al canonico TGR, trasmette, solo sul territorio della regione interessata, qualche programma di cultura friulana e giuliana e lo stesso fa Radio1 Rai per la stessa regione.
Dopotutto la Rai ha già due reti nazionali generaliste (RaiUno e RaiDue) alle quali ora si aggiungono le altre tematiche con l'avvento del digitale sia terrestre che satellitare e l'idea di una RaiTre regionale sarebbe più che opportuna e graditissima al pubblico che paga il canone.
Voi del formum che ne pensate dell'idea del ministro?
 
per la precisione raitre nasce ufficialmente il 15.12.1979 la presa "partitica" avviene nei primi mesi del 1987.
fino ad allora era una rete alquanto noiosa e con ascolti minimi.
infatti i programmi regionali avevano bassi ascolti e dopo i primmissimi anni sparirono dal palinsesto senza alcun rimpianto.
l'idea del dialetto la trovo una battuta non particolarmente divertente in quanto trovo il dialetto (qualsiasi sia) un pò da ignoranti, e che anzichè aiutare a diffondere la cultura regionale ne impedisce la diffusione a chi di quella regione non ne fa parte.
l'idea ha anche un risvolto politico interessante visto che l'attuale maggioranza di governo controlla già raiuno raidue e i relativi tg si affida raitre alle regioni così si depotenzia l'unica tv che rappresenta l'opposizione, con tanti saluti al pluralismo.
sia chiaro che il canone Rai lo pagano tutti per cui senza pluralismo il canone non ha ragione di esistere (per non dire della democrazia all'iraniana che ne conseguirebbe)

Marco
 
regionalizzare Rai3 non è una cattiva idea , ma dando più spazio alle trasmissioni prodotte dalle sedi regionali , che però tendano a valorizzare il territorio, le emergenze culturali dei luoghi facendo conoscere ciò a livello nazionale . :D

Io opterei per un palinsesto che organizzi ad esempio, una trasmissione tipo Sereno Variabile o Linea Verde quotidiana un giorno dedicato alla Puglia , un altro giorno al Piemonte, l'altro ancora alla Sardegna , e così via e così anche per altre trasmissioni , lasciando la sera ad un palinsesto come quello attuale con i vari Mi manda Raitre, Ballarò, Chi l'ha visto, ecc. ;)
 
stefio ha scritto:
regionalizzare Rai3 non è una cattiva idea , ma dando più spazio alle trasmissioni prodotte dalle sedi regionali , che però tendano a valorizzare il territorio, le emergenze culturali dei luoghi facendo conoscere ciò a livello nazionale . :D

Io opterei per un palinsesto che organizzi ad esempio, una trasmissione tipo Sereno Variabile o Linea Verde quotidiana un giorno dedicato alla Puglia , un altro giorno al Piemonte, l'altro ancora alla Sardegna , e così via e così anche per altre trasmissioni , lasciando la sera ad un palinsesto come quello attuale con i vari Mi manda Raitre, Ballarò, Chi l'ha visto, ecc. ;)


quoto! Bella idea sarebbe.. :eusa_think:
 
l'autonomia di produzione delle sedi regionali Rai (rai3, in pratica) e' molto variegata, a seconda delle sedi stesse. Come puo' pensare la Rai di moltiplicare in tal misura le spese, con almeno 20 sedi che producono trasmissioni, se gia' ora la produzione locale e' vittima di tagli finanziari?
 
serreb ha scritto:
l'autonomia di produzione delle sedi regionali Rai (rai3, in pratica) e' molto variegata, a seconda delle sedi stesse. Come puo' pensare la Rai di moltiplicare in tal misura le spese, con almeno 20 sedi che producono trasmissioni, se gia' ora la produzione locale e' vittima di tagli finanziari?

Con le pubblicità che però sarebbero più invadenti e durature e con gli incassi del canone!
 
Regionalizzare ancora di piu rai3 non e male, ma anche creare un nuovo canale rai completamente regionale non e male... Qui non si parla di dialetti, perche molte sono lingua, ad esempio il sardo non è un dialetto ma una lingua, e avere un canale rai che parli solo della sardegna ad esempio, riuscira a far capire meglio le tradizioni, gli usi del territorio
 
ASPIDE ha scritto:
per la precisione raitre nasce ufficialmente il 15.12.1979 la presa "partitica" avviene nei primi mesi del 1987.
fino ad allora era una rete alquanto noiosa e con ascolti minimi.
infatti i programmi regionali avevano bassi ascolti e dopo i primmissimi anni sparirono dal palinsesto senza alcun rimpianto.
l'idea del dialetto la trovo una battuta non particolarmente divertente in quanto trovo il dialetto (qualsiasi sia) un pò da ignoranti, e che anzichè aiutare a diffondere la cultura regionale ne impedisce la diffusione a chi di quella regione non ne fa parte.
l'idea ha anche un risvolto politico interessante visto che l'attuale maggioranza di governo controlla già raiuno raidue e i relativi tg si affida raitre alle regioni così si depotenzia l'unica tv che rappresenta l'opposizione, con tanti saluti al pluralismo.
sia chiaro che il canone Rai lo pagano tutti per cui senza pluralismo il canone non ha ragione di esistere (per non dire della democrazia all'iraniana che ne conseguirebbe)

Marco

Io invece penso esattamente il contrario e cioe' che chi disprezza i dialetti sia ignorante a patto che questi non si confondano con la lingua Italiana che e' una cosa molto diversa in molte parti d'Italia.

La cultura di una regione e' basata sui dialetti che costituiscono il primo punto come identita' regionale, infatti in molti posti l'integrazione completa esiste solo quando una persona riesce a parlare il dialetto locale.

Ovviamente in Italia qualsiasi cosa decente prodotta dalla Rai deve scontrarsi con il maledetto auditel ma tanto chi se ne frega dei dialetti e le tradizioni quando ormai si scrive e si parla come negli sms...

Ciao ciao ;) ;)
 
la lingua ed il dialetto sono solo mezzi per esprimere una cultura non sono cultura in se, a me piacerebbe capire culture diverse dalla mia però se si usa il dialetto la vedo dura, non vorrei che l'uso del dialetto sia solo un sistema per isolare gli altri
 
TIKAL ha scritto:
Io invece penso esattamente il contrario e cioe' che chi disprezza i dialetti sia ignorante a patto che questi non si confondano con la lingua Italiana che e' una cosa molto diversa in molte parti d'Italia.

La cultura di una regione e' basata sui dialetti che costituiscono il primo punto come identita' regionale, infatti in molti posti l'integrazione completa esiste solo quando una persona riesce a parlare il dialetto locale.

Ovviamente in Italia qualsiasi cosa decente prodotta dalla Rai deve scontrarsi con il maledetto auditel ma tanto chi se ne frega dei dialetti e le tradizioni quando ormai si scrive e si parla come negli sms...

Ciao ciao ;) ;)
Quoto, penso che rai 3 regionale, riesca a far conoscere meglio il territorio ai residenti...Oltre al telegiornale locale, potrebbero fare programmi del tipo (conoscamo il nostro territorio, impariamo la lingua o dialetto della nostra regione, conosciamo le persone che hanno fatto importante quella regione ecc, le idee son tante) purtroppo le emittenti locali, non hanno piu quello scopo ma hanno lo scopo delle televendite (fortuna in sardegna ci sono un paio di emittenti che cercano di far conoscere la nostra terra)
 
adriaho ha scritto:
purtroppo le emittenti locali, non hanno piu quello scopo ma hanno lo scopo delle televendite (fortuna in sardegna ci sono un paio di emittenti che cercano di far conoscere la nostra terra)

Strauotone! ;)
 
peccato che nella stessa intervista abbia detto anche:
La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi. Questo senza discriminazioni perchè la tv deve dare spazio a tutti ma la priorità della Rai deve essere promuovere la famiglia.
 
Ritengo che creare una nuova emittente rai dedicata alla regione sia una OTTIMA idea, ma lasciate stare cosi come è rai tre perche negli ultimi anni è vero ha fatto una programmazzione di nicchia, ma di ottima qualità, ha programmi di inchiesta di intrattenimento, culturali, e anche per bambini, e loro la vogliono rovinare? Lasciate rai tre cosi come è!

@PIETRO89
Stavo per scrivere il tuo stesso messaggio, è una vergogna quello che ha detto il signor ZAIA! infatti volevo chiedere con chi diceva che approvava tutto quello che aveva detto ZAIA se avevano letto l'intervista completa?
 
adriaho ha scritto:
Ritengo che creare una nuova emittente rai dedicata alla regione sia una OTTIMA idea, ma lasciate stare cosi come è rai tre perche negli ultimi anni è vero ha fatto una programmazzione di nicchia, ma di ottima qualità, ha programmi di inchiesta di intrattenimento, culturali, e anche per bambini, e loro la vogliono rovinare? Lasciate rai tre cosi come è!


Quoto! Casomai facciano Rai Tre e poi il nome della regione (Sicilia,Lazio,Lombradia ecc.) ;)
 
pietro89 ha scritto:
peccato che nella stessa intervista abbia detto anche:
La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti. In ogni caso la Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi. Questo senza discriminazioni perchè la tv deve dare spazio a tutti ma la priorità della Rai deve essere promuovere la famiglia.

Eh...Eh....Eh.....mi sorprendi sempre più in maniera positiva pietro89, straquoto ;) ;) ;)

and of course, sono pienamente d'accordo con Aspide in specie quando dice:

ASPIDE ha scritto:
.......l'idea ha anche un risvolto politico interessante visto che l'attuale maggioranza di governo controlla già raiuno raidue e i relativi tg si affida raitre alle regioni così si depotenzia l'unica tv che rappresenta l'opposizione, con tanti saluti al pluralismo.


Ciao belli
 
Quoto si, però evitiamo la politica ;) NON è un rimprovero ma è assolutamente vietata quindi... ;)
 
Una RaiTre veramente regionale, che si autoproduca senza costi per l'azienda, con l'audio in dialetto originale, che non diffonda i valori degli omosessuali ma quelli della famiglia tradizionale (allargata, Cesaroni docet).
Magari in HD e in DD5.1
:D

E' questa la classe politica di riferimento?
Posso, nel mio piccolo, vantarmi di non averla votata?
(e di conseguenza di non sentirmi da essa rappresentata?)
O diventa un post politico?

(quando in realtà è l'ennesima bufala ferragostana dovuta alla mancanza di notizie vere, in vacanza anch'esse?)

:hello:
 
adriaho ha scritto:
Regionalizzare ancora di piu rai3 non e male, ma anche creare un nuovo canale rai completamente regionale non e male... Qui non si parla di dialetti, perche molte sono lingua, ad esempio il sardo non è un dialetto ma una lingua, e avere un canale rai che parli solo della sardegna ad esempio, riuscira a far capire meglio le tradizioni, gli usi del territorio
Nella mia regione c'è una "RaiTre bis" dedicata alle minoranze linguistiche, leggasi slovena e friulana. Fanno un po' di programmazione in lingua minoritaria, poi ripetono il telegiornale della tv slovena, e realizzano qualche trasmissione in sloveno e friulano (hanno persino ridoppiato in friulano la serie di cartoni di Lupo Alberto... carino, tra l'altro). Comunque, nulla di che. E la programmazione non sa nessuno dove leggerla (nemmeno sul quotidiano locale la scrivono).
Ha una copertura relativamente limitata del territorio, anche di quello di insediamento delle minoranze stesse. Pensare ad una cosa simile in ogni regione, non so se...
 
a me piacerebbe che Rai 3 seguisse l'esempio di France3: quando andai in Francia vidi un tg in lingua bretone! in dialetto quindi!
 
io abito nel lazio per cui in che dialetto farebbero il tg? Romano? Ciociaro? Viterbese? Burino?

in ogni caso lo vedrei ridicolo!!

Marco
 
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