Ecco l'articolo di oggi su giornale la repubblica:
La rivoluzione: dal prossimo campionato, via il 31 agosto, ogni giornata di serie A sarà "spalmata" su tre giorni. Si giocherà dal sabato pomeriggio al lunedì sera. Lo vogliono, d´altronde, i grandi club: Milan, Inter e Juventus in testa. E chi non capisce e non si adegua, come sostiene Adriani Galliani, è solo «un giornalista da spiaggia» (o, volendo, un tifoso da spiaggia...). Perché i club hanno un disperato bisogno di soldi e allora aprire qualche "finestra" televisiva in più diventa una necessità. L´Italia sta solo facendo quello che altre Nazioni fanno già da anni, e con successo, sostengono i padri-padroni del pallone.
E´ stato chiaro, d´altronde, Antonio Matarrese, numero 1 della Lega Calcio. «La partita a mezzogiorno della domenica è un´opportunità. Stiamo ragionando anche sul monday-night, la partita il lunedì sera: per noi si possono fare entrambi a partire dal prossimo agosto». Lo ha annunciato in un´intervista rilasciata al Guerin Sportivo. Lo aveva già spiegato il 13 febbraio scorso. «Siamo costretti dal dio denaro...», aveva detto in un´intervista a Repubblica. I club puntano a 1 miliardo di euro di diritti tv a stagione, almeno a partire dal 2010. Ma intanto sperano di rendere più «elettrizzante», e più ricco, il campionato dalla prossima stagione. Già da questa annata d´altronde hanno aumentato la razione di «spezzatino»: il derby di Torino al martedì, tre gare al sabato in tre orari diversi, il derby di Roma (del 19 marzo) alle 21,15, eccetera. Non basta, però: dal prossimo anno, se Sky pagherà di più, la Lega è disposta ad offrire su un piatto d´argento anche una gara alla domenica a pranzo (alle 12 o alle 13, ancora non si sa) e il posticipo del lunedì sera alle 20,30.
Ma quanto valgono due «finestre» in più? I presidenti vorrebbero mettere in cassa altri 150 milioni, Sky è prudente mentre tra due anni potrebbe essere interessata anche Eurosport. Le partite in tv, d´altronde, stanno rivoluzionando le abitudini: sabato scorso, in occasione della finale-flop di Sanremo, la partita Milan-Lazio ha fatto oltre un milione di spettatori su Sky (a questi vanno aggiunti quelli sul digitale Mediaset). Ora sul progetto-spezzatino, Matarrese cerca di accelerare i tempi. «Stiamo lavorando per aumentare l´appetibilità del prodotto- ha spiegato - i diritti del chiaro vanno tutti alla B: sono il pilastro della mutualità di Lega. Se la Rai è il nostro primo interlocutore? La Rai non può restare fuori dal calcio italiano». Per ora la B resta senza tv, oscuratissima: nessuno l´ha voluta. E la Rai, certo, è interessata a riprendere i diritti del campionato di serie A che Mediaset le aveva soffiato. Il contratto scade il 30 giugno, la tv di Piersilvio Berlusconi paga 61,5 milioni a stagione ma ha già detto che non ne vuole più sapere. L´obiettivo della Rai è quello di tornare a "Novantesimo Minuto", trasmissione cult che nei tempi d´oro (irripetibili) faceva 10 milioni di spettatori. Anche se lo spazio per il chiaro si restringe sempre più: lo sanno in Lega, dove difatti puntano dritto su Sky, e lo sa bene Massimo De Luca, direttore di Rai Sport, felice per gli ascolti della sua ultima Domenica Sportiva (10,45% di share).
Ma la tv di Stato è disposta a pagare non più di 20-22 milioni a stagione per i diritti del massimo campionato: ha appena perso le Olimpiadi 2010 e 2012 (a vantaggio di Sky), ma ha in esclusiva gli Europei di calcio del prossimo giugno, le Olimpiadi di Pechino e i Mondiali di calcio del 2010 e 2014. Sta per iniziare una grande spartizione. E stanno per partire tre nuovi canali, tutti dedicati allo sport. Una "all news" di Sky, dal 1° luglio Mediaset sul digitale (battesimo col mercato di calcio) mentre la stessa Rai sta studiando un suo canale-digitale (ma per ora sul satellite manda il tiro della fune...).