Partendo dalla chiosa finale, parafrasando Riccardo Garrone in un ormai lontanissimo, film "ormai anche questo Mondiale ce lo siamo levati dalle

". Uno spettacolo deprimente, per tutti, tranne per l'UCI che si prende il doppio dei soldi rispetto ad un Mondiale europeo, oceanico o americano.
Sul tema modifiche del settore pista, concordo con alcune mentre sono scettico su altre. Felice per l'apertura anche tra le élite dell'americana; questa mossa è anche in chiave Tokyo, con l'UCI che punta senza mezzi termini ad aumentare il numero di prove di almeno un'unità per sesso. Ad Aigle sono anche in credito con il CIO per aver accettato il trasferimento delle gare su pista nipponiche nel velodromo di Izu, con gioia per le casse del comitato organizzatore. Posto che, se fosse per me, la prima reintroduzione risponde al nome di Inseguimento individuale, un'eventuale accoppiata di americane sarebbe più che positiva.
La rivoluzione nell'Omnium è ambivalente: secondo me si era raggiunto l'optimum con la formula attuale (magari avrei dimezzato il punteggio per i giri guadagnati nella corsa a punti). Tuttavia posso capire che a) la riduzione ad una giornata sia più agevole in tema di tempi (televisivi e organizzativi) b) l'eliminazione delle prove prestative comporti un risparmio economico per le federazioni più povere e che c) la nuova "tempo race" possa rivelarsi più avvincente e sfiancante per gli appassionati meno hardcore rispetto al giro lanciato, al km e inseguimento individuale. Però per ora sono più scontento che contento.
Benissimo invece l'eliminazione delle inutili finaline per il 5° e il 7° posto negli inseguimenti a squadre così come il bye per i quattro migliori delle qualificazioni nella velocità individuale e l'aumento di mezzo giro della tonnara del keirin.