Massima cautela di Gallois (Eads) ed Enders (Airbus)
Dal giorno della tragedia, è la loro prima uscita ufficiale. Louis Gallois e Tom Enders, rispettivamente presidente di Eads e Airbus, hanno parlato ieri, in occasione di un seminario per giornalisti alla vigilia di Le Bourget, dell'incidente del volo Air France 447 al largo delle coste brasiliane che è costato la vita a 228 persone. Non hanno detto molto e quel poco è improntato alla massima cautela, ma hanno in sostanza invitato i media a non forzare la mano su interpretazioni e conclusioni, almeno in questa fase.
Non si sono sbilanciati nemmeno sulle possibilità di ritrovamento delle scatole nere, che in teoria costituiscono la testimonianza più preziosa per ricostruire la dinamica dell'incidente : «Spero fortemente che siano ritrovate – ha detto Gallois – e che ci aiutino a stabilire le cause dell'incidente. Dico cause, al plurale, perché incidenti come questo sono la risultante di più elementi e non di una sola causa ». Poi, rivolto ai giornalisti, ha aggiunto : «Vi incoraggio ad essere prudenti in una simile tragedia perché, devo dire, alcuni giornali francesi non lo sono stati».
Gallois ritiene al momento di non avere elementi precisi a disposizione, «e anche se li avessimo spetterebbe comunque al BEA (Ufficio d'inchieste e analisi, ndr) comunicarli». In causa, nei giorni scorsi, sono state messe le sonde di misurazione della velocità, le cosiddette sonde Pitot. Secondo quanto comunicato dallo stesso BEA, tra le velocità rilevata dalle sonde dell'A330 e quella effettiva dell'aereo precipitato nell'Atlantico lungo la rotta Rio-Parigi, si sarebbero registrate delle incongruenze.
Il numero uno della casa madre di Airbus ha chiesto tempo ai familiari delle vittime e ai piloti: «Sarà, credo, una storia lunga. Ricordo che per la tragedia del Concorde, che avvenne relativamente a pochi metri da terra, ci vollero mesi prima di scoprire che cosa fosse successo».
Più o meno dello stesso tenore le dichiarazioni del presidente operativo di Airbus, il tedesco Tomas Enders, secondo cui il Salone di Le Bourget è oscurato da due eventi importanti : crisi economica e appunto la tragedia dell'AF 447 : «Stiamo contribuendo alla soluzione dell'enigma e sosteniamo gli sforzi delle autorità d'inchiesta. Qualsiasi speculazione, e mi pare ve ne siano già state abbastanza, complica il lavoro di chi sta conducendo l'inchiesta e crea ulteriori sofferenze ai famigliari delle vittime », ha detto, polemizzando nei confronti di quei media che «improvvisamente hanno scoperto di sapere tutto sulle sonde di velocità e sui tubi Pitot».
Airbus, ha aggiunto Enders, collabora alle indagini con una speciale unità di crisi, di cui alcuni uomini sono permanentemente distaccati presso il Bureau d'Enquêtes et Analyses. Altri sono in Brasile e altri ancora sui mezzi navali che partecipano alla ricerca dei corpi, dei resti dell'aereo e delle scatole nere : «Si tratta di una procedura standard», ha sottolineato.
Quindi, si prevedono tempi piuttosto lunghi per la soluzione del mistero, ammesso che mai la si troverà.
