Cosa ha causato la scomparsa dell' Airbus A330,volo Af 447 ?

La cosa più rassicurante in questo momento è che sembra possa escludersi del tutto l'ombra terrorista. Omonimia in alcuni passeggeri...
 
Non sono troppo sicuro che sia rassicurante....
Aumentare i controlli antiterrorismo è possibile anche da subito, considerare che da (e per) certe destinazioni i controlli sulla sicurezza sono già serissimi ed affidabili (mi) tranquillizzerebbe più che volare a bordo di un aereo che certamente ha un serio problema, ma la cui soluzione, forse, non è tanto immediata.
:doubt:

PS A onor del vero, ho volato più volte sugli A330 e sono ancora qui.
;)
 
Il mistero continua...ieri un metereologo americano ha avanzato una nuova ipotesi sul disastro.
L'airbus francese si sarebbe letteralmente "congelato" in volo, incrociando ad altissima quota una tempesta a 83 gradi sotto zero. Una temperatura tale da far andare in tilt anche i sensori di sicurezza.
Mi fa venire in mente "The day after tomorrow". Ricordate quegli elicotteri congelatisi in volo?:eusa_shifty:
 
Con tutto il rispetto, l'ipotesi dell'aereo surgelato mi pare una boiata.
(fra l'altro, nei voli intercontinantali a quota stratosfera, sono assolutamente normali temperature esterne di -55°C, per ore ed ore.)
:eusa_think:
 
Si, però teniamo presente che qua stiamo parlando di una temperatura non di -55°, ma di -83°C.
Tanto per avere un'idea, la temperatura di superficie più fredda sulla Terra è stata - 89° gradi Celsius, registrata a Vostok, Antartide, il 21 luglio 1983. Nell'atmosfera , ad alta quota, si possono raggiungere temperature anche più basse.
E comunque è risaputo che uno dei pericoli maggiori per un aeromobile è la formazione di ghiaccio sulle ali, anche in notevole quantità e peso, e più in generale, sulla sua struttura.
Approfondimenti
 
Un minuto fa il link non andava bene.... ma adesso va.
L'hai corretto? :eusa_think:

;)
 
Nighteagle ha scritto:
Il mistero continua...ieri un metereologo americano ha avanzato una nuova ipotesi sul disastro.
L'airbus francese si sarebbe letteralmente "congelato" in volo, incrociando ad altissima quota una tempesta a 83 gradi sotto zero. Una temperatura tale da far andare in tilt anche i sensori di sicurezza.
Mi fa venire in mente "The day after tomorrow". Ricordate quegli elicotteri congelatisi in volo?:eusa_shifty:

Scarterei quest'ipotesi.In Scandinavia dovrebbero, allora, cadere tutti gli aerei.Si parla di problemi di pressurizzazione.
 
Che dire...indubbiamente, brutto momento per gli A330 e non solo, a quanto pare...:5eek:
ma statisticamente, si rischia molto di più viaggiando in autostrada che in aereo.
 
No, statisticamente si rischia di più a guidare (o attraversare la strada) in città. Le statistiche ormai sono impietose per le strade urbane italiane. Le autostrade, con tutti i controlli, sono diventate molto più sicure.
 
Momento...ma gli airbus con la sfiga tremenda sono gli a330-200 o gli a330-300?

Capisco che la differenza sia sottile, ma per lo meno capire quale serie sia difettosa.
 
I casi di anomalie e difetti, anche gravi, in aerei di larghissima diffusione sono noti ed abbastanza frequenti. Spesso, serve un incidente a far ricordare del problema, se ne parla per un po', poi, tutto torna nel silenzio.
Ovviamente, per i costruttori il difetto c'è ma è sempre evitabile con una... "buona manutenzione".
Per non infierire sulla ditta di Tolosa, riporto un documento che riguarda il concorrente di Seattle (un po' più a nord di Seattle, per la precisione ad Everett).

http://www.aerohabitat.org/pubblicazioni/Boeing%20737%20ed%20una%20coda%20di%20cristallo.pdf


PS Ho avuto modo di fare una visita alla Boeing circa 2 anni fa: spettacolare.:5eek:
 
Ultima modifica:
Certo, il problema è che National Geographic trasmette "indagini ad alta quota"...e guarda caso la puntata di oggi puntava ad un incidente di un b757 nel 1996 che fu provocato dall'ostruzione di uno dei due tubi sensori della velocità. :)
 
Aggiornamento

L'ufficio indagini francese non ha ancora riscontrato alcun legame tra lo schianto del volo 440 dell'Air France e le sonde Pitot che misurano la velocità dell'aereo.Mette le mani avanti il portavoce del predetto ufficio , che sta indagando sul disastro dell'A330 inabissatosi nell'Atlantico fa con 228 persone a bordo, tra cui 10 italiani.

Ghiaccio nelle sonde? Una delle tante ipotesi avanzate per spiegare le ragioni dell'esplosione in volo dell'aereo - lo scoppio è stato confermato da fonti dell'aviazione civile citate dal New York Times - poggiava le sue ragioni sulle considerazioni di alcuni meteorologi brasiliani convinti che i piloti dell'Airbus avessero commesso errori di guida per colpa delle errate indicazioni di velocità che giungevano dai sensori esterni, congelati a causa di una tempesta ad alta quota con temperature di -83 gradi.

Air France sostituisce i sensori. Nonostante ciò, appena ventiquattro ore fa, Air France ha annunciato che entro fine mese, come richiesto dai piloti, doterà i suoi 34 Airbus di almeno due nuove sonde Pitot sulle tre in dotazione. Anche Swiss, Delta, Malaysian e Us Airways hanno deciso di accelerare la loro sostituzione mentre Alitalia ed AirOne hanno rinnovato le sonde nel 2007 quando una nota Airbus già ne consigliava il cambio. Il Brasile sostituirà quelli dell'aereo presidenziale di Lula.

Perdita del timone in volo. Secondo fonti di San Paolo, potrebbe essere stata la perdita del timone in volo una delle cause della tragedia. Il primo messaggio automatico partito dal cervello dell'Af447 segnalava in effetti un problema al limitatore di movimenti della deriva. Il pezzo è stato recuperato in mare intatto ("come fosse planato in Atlantico da solo", dicono alcuni esperti).

Alla ricerca delle scatole nere. Le indagini sul disastro continuano sott'acqua, con l'intervento di un sottomarino nucleare francese per la ricerca delle scatole nere dell'aereo disperse sul fondale dell'Oceano.
Settantadue uomini di equipaggio scandagliano i fondali per intercettate il segnale emesso dalle scatole nere udibile a una distanza non superiore a tre miglia.

Recuperati 41 corpi. Finora sono 41 i corpi recuperati. I cadaveri vengono portati a Recife. Per il riconoscimento sarà necessaria una comparazione tra il loro Dna e quello dei parenti. "Cercheremo almeno fino al 19 giugno", hanno detto le autorità militari brasiliane. "Solo fino a quella data c'è ancora qualche speranza di trovare i corpi".

Altri incidenti in Australia e Siberia. E' un periodo sfortunato per gli Airbus. Questa mattina in Australia un incendio si è sviluppato a bordo di un volo della compagnia Jetstar partito da Osaka e diretto a Costa d'Oro. Quattro ore dal decollo, un principio d'incendio si è sviluppato nella cabina di pilotaggio. Il comandante ha spento le fiamme con un estintore e ha fatto rotta verso l'isola di Guam dove è riuscito ad atterrare portando in salvo i 203 passeggeri. Sembra che l'incendio sia stato causato da un corto circuito nel sistema di riscaldamento del finestrino.

A Novosibirsik, nella Siberia occidentale, su un altro Airbus A320 diretto a Mosca si sarebbero aperte nel parabrezza dell'aereo. Nessun ferito tra le 122 persone a bordo.

Sonda pitot

180px-Pitot_tube_wings.jpg
 
Mi chiedo...
Possibile che nessuno abbia pensato ad una ridondanza (di verifica o di emergenza) sul sistema (per la misura della velocità) attraverso il sistema GPS, ormai installato in tutti gli aerei di linea?
I tubi di Pitot hanno sempre dato problemi.
:icon_rolleyes:
 
La boeing ormai ha inserito la possibilità di escludere dall'autopilota il rilevatore pitot difettoso (qualora fosse solo uno).
 
Massima cautela di Gallois (Eads) ed Enders (Airbus)

Dal giorno della tragedia, è la loro prima uscita ufficiale. Louis Gallois e Tom Enders, rispettivamente presidente di Eads e Airbus, hanno parlato ieri, in occasione di un seminario per giornalisti alla vigilia di Le Bourget, dell'incidente del volo Air France 447 al largo delle coste brasiliane che è costato la vita a 228 persone. Non hanno detto molto e quel poco è improntato alla massima cautela, ma hanno in sostanza invitato i media a non forzare la mano su interpretazioni e conclusioni, almeno in questa fase.

Non si sono sbilanciati nemmeno sulle possibilità di ritrovamento delle scatole nere, che in teoria costituiscono la testimonianza più preziosa per ricostruire la dinamica dell'incidente : «Spero fortemente che siano ritrovate – ha detto Gallois – e che ci aiutino a stabilire le cause dell'incidente. Dico cause, al plurale, perché incidenti come questo sono la risultante di più elementi e non di una sola causa ». Poi, rivolto ai giornalisti, ha aggiunto : «Vi incoraggio ad essere prudenti in una simile tragedia perché, devo dire, alcuni giornali francesi non lo sono stati».
Gallois ritiene al momento di non avere elementi precisi a disposizione, «e anche se li avessimo spetterebbe comunque al BEA (Ufficio d'inchieste e analisi, ndr) comunicarli». In causa, nei giorni scorsi, sono state messe le sonde di misurazione della velocità, le cosiddette sonde Pitot. Secondo quanto comunicato dallo stesso BEA, tra le velocità rilevata dalle sonde dell'A330 e quella effettiva dell'aereo precipitato nell'Atlantico lungo la rotta Rio-Parigi, si sarebbero registrate delle incongruenze.

Il numero uno della casa madre di Airbus ha chiesto tempo ai familiari delle vittime e ai piloti: «Sarà, credo, una storia lunga. Ricordo che per la tragedia del Concorde, che avvenne relativamente a pochi metri da terra, ci vollero mesi prima di scoprire che cosa fosse successo».
Più o meno dello stesso tenore le dichiarazioni del presidente operativo di Airbus, il tedesco Tomas Enders, secondo cui il Salone di Le Bourget è oscurato da due eventi importanti : crisi economica e appunto la tragedia dell'AF 447 : «Stiamo contribuendo alla soluzione dell'enigma e sosteniamo gli sforzi delle autorità d'inchiesta. Qualsiasi speculazione, e mi pare ve ne siano già state abbastanza, complica il lavoro di chi sta conducendo l'inchiesta e crea ulteriori sofferenze ai famigliari delle vittime », ha detto, polemizzando nei confronti di quei media che «improvvisamente hanno scoperto di sapere tutto sulle sonde di velocità e sui tubi Pitot».
Airbus, ha aggiunto Enders, collabora alle indagini con una speciale unità di crisi, di cui alcuni uomini sono permanentemente distaccati presso il Bureau d'Enquêtes et Analyses. Altri sono in Brasile e altri ancora sui mezzi navali che partecipano alla ricerca dei corpi, dei resti dell'aereo e delle scatole nere : «Si tratta di una procedura standard», ha sottolineato.

Quindi, si prevedono tempi piuttosto lunghi per la soluzione del mistero, ammesso che mai la si troverà.:eusa_think:
 
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