@relop.ing
Non vedo ragioni per non correggere le "informazioni errate" da parte di chi disponesse di elementi oggettivi ed incontrovertibili, anche perchè a fronte di tali elementi palesati, il caso si risolverebbe da solo.
Il problema (non mio) è che non avendo "fede" di nessuno, ascolto/leggo tutti senza pregiudizi, espongo i miei dubbi ed aspetto che arrivino le risposte circostanziate.
Nel merito...
siccome non è mia abitudine parlare tanto per farlo, a me risulta che anteriormente al decreto del 12 Luglio 2011, ciò che tu definisci un compito istituzionale (la guardia armata di militari a bordo di navi civili) non fosse genericamente possibile.
Ho letto tutto quello che ho potuto reperire e mi pare che nei dubbi da me espressi non ci sia nulla di particolarmente infondato, a partire dal fatto che non si sono definite procedure specifiche ipotizzando scenari diversi, mentre noto che da parte degli armatori, si confida nel deterrente costituito da uomini in divisa che sparano.
Mi piacerebbe anche poter confrontare i costi per l'armatore di una guardia armata privata e quelli che invece sostiene con i militari, oppure capire se tutta la logistica che sta dietro (intendo nell'area delle operazioni) la pagano gli armatori o i cittadini.
Sarebbe anche interessante capire che genere di addebito potrà essere richiesto all'armatore per il danno materiale e d'immagine causato allo stato italiano dalla decisione del suo comandante di entrare nelle acque territoriali indiane ed attraccare in quel paese, da chi i marò verranno risarciti per quanto gli sta capitando.
Sai com'è, gli svizzeri vanno a recuperare i loro cittadini "avventurosi", ma poi gli mandano a casa il conto delle spese, inclusa quella per le attività del consolato. Da noi, invece, paga sempre Pantalone...
http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/nmp/Documents/Legge%202%20agosto%202011%20n.130.pdf
http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/nmp/Documents/D.Lgs%2012%20luglio%202011%20n.107.pdf
http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/nmp/Documents/Decreto%20Ministero%20Difesa%20%201%20settembre%202011%20-%20aree%20a%20rischio%20pirateria.pdf
http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/nmp/Documents/D_101011_Modulo_adesione_Convenzione_UG.pdf
Possibile anche il ricorso a vigilanti privati. Riguardo l'intesa stipulata con gli armatori, La Russa ha ricordato come il processo "sia partito da un'iniziativa parlamentare, sfociata in un decreto che ha individuato gli spazi marittimi a rischio pirati. Con questo protocollo prevediamo l'impiego di militari della Marina a bordo delle navi battenti bandiera italiana che lo richiedono. E' anche previsto che gli armatori possano ingaggiare dei
contractor, dei vigilanti privati". Naturalmente, ha specificato l'esponente del governo, "i militari non saranno sottoposti a vincoli gerarchici con il capitano della nave, ma risponderanno al comando presente in una base logistica a Gibuti. Abbiamo accelerato le procedure perché, come dimostra il sequestro di ieri, c'è necessità urgente di offrire protezione alle navi che incrociano quelle zone".
Gli armatori: "A rischio una zona strategica per l'economia mondiale". Il capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Bruno Branciforte, ha spiegato che "restano da definire - ma lo faremo presto - le regole di ingaggio dei nostri militari che saranno molto semplici e si baseranno sul principio di autodifesa: cioè, sull'uso della forza quando sarà necessario". Da parte sua, il presidente di Confitarma, Paolo d'Amico ha sottolineato che "non sono solo le acque del Corno d'Africa a rischio, ma anche quelle dell'Oceano Indiano e del Golfo Persico. E' un tratto di mare su cui transita il 30% del petrolio che arriva in occidente e il 20% delle merci in genere. Non è, quindi, una zona remota, ma di grande importanza per l'economia mondiale". D'Amico ha anche sostenuto che
"se una nave è difesa da militari armati, i pirati possono essere subito messi in fuga".
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&nextPage=Prodotti/News/2011/Settore_marittimo/info-236043522.jsp