Allora, inizio dalla seconda foto (quella con la panoramica di tutte le antenne) visibile nel primo post.
Tranne uno, TUTTI gli impianti in foto adottano la prima delle due soluzione da me proposte e quotate più indietro. L'unico impianto che invece adotta la seconda soluzione è quello visibile più a destra, nella stessa foto.
In entrambi i casi vengono comunque utilizzate un'antenna VHF di III banda e un'antenna UHF.
Non saprei dire quale sia il più indicato, ma considerando che nella maggior parte dei casi è stata adottata la prima, io mi accoderei alla maggioranza (mi pare che anche nel palazzo alto di fronte si adotti la prima soluzione).
Detto questo, passiamo alla descrizione della quarta foto: qui si vede un amplificatore da apalo della SUD Elettronica. Presente due ingressi UHF (di cui logicamente uno solo utilizzato) ed uno VHF. Il suo guadagno massimo dovrebbe essere da 20dB.
Nella foto successiva vediamo un partitore della NTE da palo a due uscite. Nella sua parte SX abbiamo l'ingresso del cavo in arrivo dall'amplificatore e la prima uscita (con passaggio di CC dell'alimentatore in casa). Nella sua parte DX abbiamo un'altra uscita (i terminali son due, ma l'uscita da considerare è una) sulla quale è possibile decidere se usareil terminale che permette il psassaggio della CC o meno.
In casa (foto 6, 7 e 8) vediamo l'alimentatore. Qui è stato commesso un errore GRAVE.
Nel morsetto di uscita sono stati cacciati dentro DUE cavi, e ciò equivale all'orrida abitudine di certi inesperti di unire più cavi d'antenna assieme, nastrando poi il tutto.
Le soluzioni a questo errore sono due possibili (equivalenti):
- usare un partitore da interno dopo l'uscita dell'alimentatore (dalla quale deve uscire UN SOLO cavo) oppure
- sostituire l'alimentatore e sceglierne uno con DUE uscite.
Fatta la dovuta premessa chiarificatrice, posso indicarti quali potrebbero essere i componenti da usare per rinnovare il tutto. Per le antenne, prenderò come riferimento il marchio Fracarro, facile da trovare pressi i rivenditori e con un buon rapporto qualità/prezzo.
In particolare, oltre a un buon palo telescopico da 2+2mt e a due nuove "cravatte" di fissaggio alla ringhiera, ti servono:
- Antenna UHF a pannello PU4AF oppure pannello PU4F (volendo, OK anche per una direttiva BLU220, ma non esagerare con tipi d'antenne direttive di dimensioni e peso "importanti" perché potrebbero fare troppa presa sul vento e mi pare che lì non ci sia la possibilità di sistemare tiranti ben triangolati).
- Antenna VHF BLV4F oppure 6E512F.
Consiglio, anche per ragioni di minor presa sul vento, di sistemare sulla sommità del palo l'antenna UHF (ovvero il contrario rispetto ad ora), specie se per la UHF sceglierai un pannello, come indicato.
Come amplificatore, che ovviamente è da cambiare, può andar bene un modello analogo a quello attuale, al limite OK anche per Sud Elettronica, ma anche NTE o FET Elettronica, purché abbia un solo ingresso UHF e un solo ingresso VHF (OK per un guadagno max di 15-20dB, comunque regolabile).
Come partitore da palo, OK per un modello analogo a quello già in uso.
Utilizza un cavo di alta qualità e perfetta schermatura, meglio se con guaina in polietilene (solitamente di colore scuro), particolarmente adatto alla posa in esterno. Evita i cavi di sezione più sottile (ad es. quelli da 5mm) che qualche sedicente esperto raccomanda come "adatti per il digitale", perché non è assolutamente vero. Meglio scegliere un cavo col classico spessore di 6,7-6,8mm.
PS1: di fatto NON ESISTONO antenne o accessori "adatti per il digitale" (è solo una questione di "marketing"), perché le onde radio si propagano sempre secondo gli stessi principi, sin dai tempi di Guglielmo Marconi!
PS2: eviterei, per questi articoli, acquisti si Internet. Personalmente preferisco sempre rivolgermi ad un rivenditore di fiducia con un buon assortimento di materiali elettronici, TV e antenne.
PS3: verifica, per i collegamenti delle prese in casa, che in NESSUN caso siano stati fatti dei collegamenti di cavi a "mazzetto" o con due cavi infilati in un unico terminale dietro qualche presa (è quello che spiegavo prima circa l'errore grave).
Tranne uno, TUTTI gli impianti in foto adottano la prima delle due soluzione da me proposte e quotate più indietro. L'unico impianto che invece adotta la seconda soluzione è quello visibile più a destra, nella stessa foto.
In entrambi i casi vengono comunque utilizzate un'antenna VHF di III banda e un'antenna UHF.
Non saprei dire quale sia il più indicato, ma considerando che nella maggior parte dei casi è stata adottata la prima, io mi accoderei alla maggioranza (mi pare che anche nel palazzo alto di fronte si adotti la prima soluzione).
Detto questo, passiamo alla descrizione della quarta foto: qui si vede un amplificatore da apalo della SUD Elettronica. Presente due ingressi UHF (di cui logicamente uno solo utilizzato) ed uno VHF. Il suo guadagno massimo dovrebbe essere da 20dB.
Nella foto successiva vediamo un partitore della NTE da palo a due uscite. Nella sua parte SX abbiamo l'ingresso del cavo in arrivo dall'amplificatore e la prima uscita (con passaggio di CC dell'alimentatore in casa). Nella sua parte DX abbiamo un'altra uscita (i terminali son due, ma l'uscita da considerare è una) sulla quale è possibile decidere se usareil terminale che permette il psassaggio della CC o meno.
In casa (foto 6, 7 e 8) vediamo l'alimentatore. Qui è stato commesso un errore GRAVE.

Nel morsetto di uscita sono stati cacciati dentro DUE cavi, e ciò equivale all'orrida abitudine di certi inesperti di unire più cavi d'antenna assieme, nastrando poi il tutto.

Le soluzioni a questo errore sono due possibili (equivalenti):
- usare un partitore da interno dopo l'uscita dell'alimentatore (dalla quale deve uscire UN SOLO cavo) oppure
- sostituire l'alimentatore e sceglierne uno con DUE uscite.
Fatta la dovuta premessa chiarificatrice, posso indicarti quali potrebbero essere i componenti da usare per rinnovare il tutto. Per le antenne, prenderò come riferimento il marchio Fracarro, facile da trovare pressi i rivenditori e con un buon rapporto qualità/prezzo.
In particolare, oltre a un buon palo telescopico da 2+2mt e a due nuove "cravatte" di fissaggio alla ringhiera, ti servono:
- Antenna UHF a pannello PU4AF oppure pannello PU4F (volendo, OK anche per una direttiva BLU220, ma non esagerare con tipi d'antenne direttive di dimensioni e peso "importanti" perché potrebbero fare troppa presa sul vento e mi pare che lì non ci sia la possibilità di sistemare tiranti ben triangolati).
- Antenna VHF BLV4F oppure 6E512F.
Consiglio, anche per ragioni di minor presa sul vento, di sistemare sulla sommità del palo l'antenna UHF (ovvero il contrario rispetto ad ora), specie se per la UHF sceglierai un pannello, come indicato.
Come amplificatore, che ovviamente è da cambiare, può andar bene un modello analogo a quello attuale, al limite OK anche per Sud Elettronica, ma anche NTE o FET Elettronica, purché abbia un solo ingresso UHF e un solo ingresso VHF (OK per un guadagno max di 15-20dB, comunque regolabile).
Come partitore da palo, OK per un modello analogo a quello già in uso.
Utilizza un cavo di alta qualità e perfetta schermatura, meglio se con guaina in polietilene (solitamente di colore scuro), particolarmente adatto alla posa in esterno. Evita i cavi di sezione più sottile (ad es. quelli da 5mm) che qualche sedicente esperto raccomanda come "adatti per il digitale", perché non è assolutamente vero. Meglio scegliere un cavo col classico spessore di 6,7-6,8mm.
PS1: di fatto NON ESISTONO antenne o accessori "adatti per il digitale" (è solo una questione di "marketing"), perché le onde radio si propagano sempre secondo gli stessi principi, sin dai tempi di Guglielmo Marconi!

PS2: eviterei, per questi articoli, acquisti si Internet. Personalmente preferisco sempre rivolgermi ad un rivenditore di fiducia con un buon assortimento di materiali elettronici, TV e antenne.
PS3: verifica, per i collegamenti delle prese in casa, che in NESSUN caso siano stati fatti dei collegamenti di cavi a "mazzetto" o con due cavi infilati in un unico terminale dietro qualche presa (è quello che spiegavo prima circa l'errore grave).