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Messico, allarme dal G20 dei ministri economici
"La crescita globale rimarrà modesta"

Secondo i tecnici radunati a Città del Messico a pesare sono i ritardi nell'attuazione delle riforme in Europa e il "fiscal cliff" negli Stati Uniti
(tgcom24)

07:21 - Lo scenario discusso dai ministri delle Finanze e dai governatori del G20 nella prima sessione dei lavori del meeting a Città del Messico è di "una situazione globale incerta", con "l'Europa che è sicuramente migliorata" ma ancora lontana dall'avere risolto i problemi. Per il futuro le previsioni sono di un "crescita globale modesta" sia per i possibili ritardi nell'attuazione delle riforme annunciate in Europa e per il temuto "fiscal cliff" negli Usa.
I segnali che arrivano da Città del Messico sono quindi tutt'altro che incoraggianti. Nel comunicato finale del meeting verrebbero evidenziati la lenta messa in pratica delle misure europee contro la crisi e la stretta fiscale da 600 miliardi di dollari pronta a scattare automaticamente negli Usa a gennaio in assenza di un accordo politico sul debito.

Preoccupano anche i bassi livelli di crescita in alcune economie emergenti e possibili shock nel mercato delle materie prime. Sullo sfondo, resta vivo il dramma della Grecia, con le potenze mondiali intenzionate a mettere l'Europa sotto pressione per gestire il debito insostenibile di Atene. Ma al meeting dei ministri delle Finanze e dei governatori delle 20 maggiori economie mondiali l'Europa potrebbe rispondere ricordando ai partner le loro responsabilità, a partire proprio dalla minaccia del "fiscal cliff" degli Usa.

Gli appelli di aiuto che arrivano dalle autorità elleniche rimbalzano sull'agenda del G20, dove l'Europa - in particolare il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble - rischia di trovarsi ancora una volta sotto pressione dai partner globali, preoccupati per lo stallo sulla Grecia.

Le ipotesi di soluzione per il problema sono talmente ampie da far pensare che l'Eurozona sia ancora in alto mare su come affrontare la situazione, mentre anche la Spagna, altra Spada di Damocle sui mercati, continua a rinviare la richiesta d'aiuto.

In ogni caso molti dubitano che al G20, fra oggi e domani, si prospettino soluzioni, viste anche le assenze del segretario Usa al Tesoro, Tim Geithner, del presidente della Bce Mario Draghi e del ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici. Difficile anche che dai Venti emerga una presa di posizione sul 'fiscal cliff', la stretta fiscale da 600 miliardi di dollari pronta a scattare automaticamente a gennaio negli Usa, aprendo a una recessione potenziale, in assenza di una svolta politica.

Lo stallo su Grecia e Spagna, poi, non fa che rendere più difficile il tentativo di aumentare le quote dei "Brics" nel Fmi, collegato al potenziamento del fondo nel suo ruolo anti-crisi. I tecnici, gli "sherpa", hanno molto da lavorare, e il rischio è che non si vada oltre i dettagli tecnici.
 
Ieri sera ho visto giusto 5 minuti di Ballarò , verso le 22.30 , mi hanno fatto cadere le braccia .... :5eek: :5eek: :5eek: :5eek:

Questi signori finanzieri che gestiscono le banche mondiali ci hanno incaprettato come ci muoviamo un pò più del consentito ci strozziamo, gli stati e di conseguenza noi cittadini .:eusa_wall: :eusa_wall: :eusa_wall: :eusa_wall: :eusa_wall: :icon_twisted:
 
Mercato globale!

Una curiosa teoria economica è stata annunciata negli Stati Uniti. Il tipo si chiama Marc Faber. È un analista in borsa e uomo d'affari, un imprenditore che ha successo.
All'inizio di quest'anno, tra i vari progetti dell'amministrazione Obama per rilanciare l'economia americana, vi era anche quello di dare ad ogni cittadino americano la somma di 600 dollari in modo da far riprendere i consumi.
Marc Faber ha scritto nel suo bollettino mensile un commento con molto umorismo:
" Miei cari connazionali americani, il governo federale sta valutando di dare a ciascuno di noi una somma di 600 dollari:
* Se noi spendiamo quei soldi al Walt-Mart-Supermarket, il denaro va in Cina.
* Se noi spendiamo i soldi per la benzina, va agli arabi.
* Se acquistiamo un computer, il denaro va in l'India.
* Se acquistiamo frutta, i soldi vanno in Messico, Honduras e Guatemala, Italia, Spagna.
* Se compriamo una buona macchina, i soldi andranno a finire in Germania, in Giappone o in Corea.
* Se compriamo regalini, vanno a Taiwan, e nessun centesimo di questo denaro aiuterà l'economia americana.
* L'unico modo per mantenere quel denaro negli Stati Uniti è di spenderlo con puttane o birra, già che sono gli unici due beni che producono ancora qui."

Risposta di un economista italiano, anche lui di buon umore:
"Carissimo Marc,
* La situazione degli americani diventa realmente sempre peggiore.
* Inoltre mi dispiace informarla, che la fabbrica di birra USA Budweiser è stata acquistata recentemente dalla multinazionale brasiliana AmBev.
* Pertanto Vi restano solo le puttane.
* Ora, se queste decidessero di inviare i loro guadagni ai loro figli, questi soldi arriverebbero direttamente ai parlamentari italiani."
 
Non c'è limite al peggio. Personalmente sono arrivato a pensare che questi "tecnici" agiscano così per farti meno odiare i politici.

Con tutte le attenuanti possibili, è assai difficile pensare che agiscano con coscienza e capacità. Booooh
 
Tutti agiscono sempre in funzione di un obiettivo. Chi governa, dovrebbe sempre farlo nell'interesse dei cittadini che rappresenta e non del proprio tornconto o a favore di una parte ben precisa della società... ma questa, è solo teoria.
 
Ovviamente questi tecnici stanno facendo il lavoro sporco , si stanno facendo odiare da tutti , è normale che chiunque verrà dopo di loro si ergerà ad eroe della patria . Durante la prossima campagna elettorale tutti negheranno di aver mai votato tutte le leggi di questo governo " Io ? Io ero tra quei pochi che ha votato contro " sarà la litania del mese delle elezioni, tanto chi lo sa se è vero o no . ;) :D

Sarà come tornare alla fine della seconda guerra mondiale quando arrivarono gli alleati e chiedevano dove sono i fascisti , erano diventati tutti comunisti appena il primo marines aveva posto il piede sul suolo italico . ;) :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
 
Alla speculazione serve una giustificazione per far salire la spesa per gli interessi sul debito pubblico ed i declassamenti delle agenzie di rating sono (appunto) una valida ragione.
Attraverso un tasso di interesse maggiore a cui prestare il denaro agli stati, il sistema bancario (che appunto finanzia gli stati acquistando i loro titoli sul mercato primario) ci lucra.
In altre parole, un sistema bancario che tra il 2008 ed il 2009 doveva ricapitalizzarsi a sue spese oppure fallire, come del resto vale per qualunque altra impresa (il debitore incapiente fa parte dei rischi d'impresa), ha invece potuto permettersi di continuare ad iscrivere a bilancio crediti inesigibili come se non fossero tali, mentre sta provvedendo a ricostituire i suoi capitali a spese degli stati sovrani, che per riuscire a pagare interessi più alti, aumentano le tasse e diminuiscono i servizi a cittadini ed e imprese.
In Europa, dove stampare moneta per creare la liquidità temporanea necessaria è fuori discussione per fondamenti normativi della BCE e dove non esiste un ministero delle finanze unico, nè una politica unica, per la speculazione e per le banche è un gioco da ragazzi prendere di mira qualcuno.
L'importante, dal punto di vista di banche e finanza speculativa, è che il gioco prosegua il più a lungo possibile, ovvero che chi governa sia insieme rigoroso ma non tiri troppo la corda.
In quest'ottica, non si può spremere all'infinito sempre le stesse nazioni, per cui ora, è arrivato il turno dei francesi.
 
"consente di adeguare la regolamentazione contrattuale dei rapporti di lavoro alle esigenze degli specifici contesti produttivi di riferimento, anche con riguardo alle materie che possono incidere positivamente sulla crescita della produttività quali gli istituti contrattuali che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro; "

In che limiti e termini questa libertà sugli orari di lavoro?
 
Ieri sera a "Ballarò" tra gli ospiti vi era un importante economista italiano.
Da lui ho saputo, e non ne ero a conoscenza anche se lo si poteva immaginare, che la pressione fiscale sulle imprese è addirittura al 50 per cento....:5eek: in pratica se un dipendente guadagna come netto 1000 euro, all'impresa gli costa 2000.

In Irlanda, a cui hanno dedicato un servizio, pare che su uno stipendio/salario di 1500 euro lordi, 50 sono di tasse, 50 di contributi,e il netto in busta paga è 1400..:5eek:

Cmq anche là non è tutto rose e fiori, anche se non è certo come l'Italia.
 
L'Irlanda è messa molto peggio di noi, nonostante perseguisse da anni quelle politiche di liberismo autoreferenziali, secondo cui il mercato si regolerebbe da solo. La defiscalizzazione per richiamare capitali, con miriadi di sedi legali di società estere che in Irtlanda avevano solo un ufficio (o una casella postale) e la riduzione di stipendi e welfare, non hanno affatto evitato all'Irlanda ed agli irlandesi di ritrovarsi in guai più neri dei nostri e molto prima di noi.
Il problema di base è che un sistema come quello del mondo occidentale, per di più asservito alla finanza ed alle banche, ha inevitabilmente prodotto alti costi per ogni situazione, dalla produzione ai servizi, al welfare.
Se manca un mercato interno, in Europa è impossibile pensare di produrre per esportare, anche perchè nel mondo globale, per esportare a prezzi competitivi bisogna delocalizzare e andare a produrre laddove c'è ancora la jungla, i costi di sistema non esistono ed il mercato è in espansione.
Se l'Europa è in crisi di consumi (ancora un po' e arrivano anche tedeschi e co), ma anzichè investire in sviluppo si punta al rigore fiscale o si spendono le risorse per coprire le perdite delle banche, aumentando le tasse e dilapidando i risparmi, finisce che il malato si aggrava e muore assai prima di accennare a guarire.
Più che meravigliarmi per il peso del fisco sulle imprese, che non è affatto il 50% ma che con le imposte locali e gli oneri arriva oltre il 63%, sono seriamente preoccupato che si guardino i singoli aspetti del problema e non si affronti la natura stessa della crisi. Anche riducendo la tassazione del 100%, non saremmo comuque competitivi sull'export, ma nemmeno dimezzando gli stipendi, perchè con 500€, in zona euro, si campa a stento sempre se qualcuno ti aiuta.
Non possiamo investire in sviluppo e nel sostegno al mercato interno europeo, ma il debito della Grecia ci è già costato il triplo di quello che era, solo per dar modo alle Banche creditrici di farsi rimborsare dai greci, col bel risultato che l'economia greca non si risolleverà mai più e sarà perennemente un peso, o la ragione per la caduta dell'Euro.
Da noi, il 10% delle aziende italiane sta fallendo mentre il 60% è in perdita, il rimenente guadagna poco, ma siamo in recessione e le previsioni vedono un aggravamento. Però la BCE presta soldi all'1% alla banche, che comprano titoli di Stato. Lo stato italiano non ha una politica economica, ma presta 8MLD di € al Monte Paschi, la cui stima patrimoniale è di 2MLD.
...tutti i settori sono costrette ad arrangiarsi ed a ridimensionarsi nella forza lavoro, ma le banche e le finanziarie no, sì e no chiude qualche filiale ma gli AD continuano a premiarsi e non c'è un dipendente in cassa integrazione.
Francamente, con queste politiche non vedo vie d'uscita ed i discorsi che sento mi sembrano fatti da persone con visioni così specifiche e limitate da non dare alcun senso di fiducia per il futuro.
 
Ultima modifica:
stefio ha scritto:
Ovviamente questi tecnici stanno facendo il lavoro sporco , si stanno facendo odiare da tutti , è normale che chiunque verrà dopo di loro si ergerà ad eroe della patria . Durante la prossima campagna elettorale tutti negheranno di aver mai votato tutte le leggi di questo governo " Io ? Io ero tra quei pochi che ha votato contro " sarà la litania del mese delle elezioni, tanto chi lo sa se è vero o no .

E' iniziata la campagna elettorale avete visto che ci avevo azzeccato ??? ;) :lol: :eusa_wall: :5eek: :icon_twisted:
 
Il servizio di Ballarò aveva preso in considerazione solo il costo del lavoro, ma ad onor del vero erano stati intervistati anche alcuni disoccupati dell'Irlanda.

Per il resto quoto l'intero discorso di Tuner, in modo particolare quando dice "anziché investire in sviluppo si punta la rigore fiscale e si spendono risorse per coprire le perdite delle banche, facendo aggravare il malato".

Va anche detto che la classe politica non è in grado secondo me di prendere decisioni drastiche e comincio a pensare che è nel DNA di essa non riuscire a farlo.

Tutti in campagna elettorale propongono la loro ricetta, magari qualcuno ne è convinto al 100 per cento, ma secondo me tra qualche mese saremo sempre allo stesso modo.
 
Ovvio, erano tutti costretti. Con dietro un negriero con la frusta: VOTATE! e ogni tentannamento a premere il sì partiva una scudisciata. Era per il "bene" del paese, ma chissà perché quando per il "bene" del paese si parlava di taglio allo stipendio delle alte cariche o al taglio delle province l'essere contrari era univoco in ogni ala.

Il problema dell'Europa è che non è Europa. Se l'Europa non riesce ad essere Europa tanto vale smetterla con questa solenne pagliacciata!
 
E' di oggi la comunicazione dell'Istat che i redditi sono ai livelli di 27 anni fa.. occorre anche aggiungere che 27 anni fa si stava meglio anche perché la vita costava meno.
 
LuProduction ha scritto:
Le risposte alla crisi le trovo tutte enormemente fumose soprattutto mi pare che quello che dovrebbe favorire il governo siano i consumi. Far sì che più persone siano in grado di spendere e far girare l'economia. Se, invece, si riduce l'80% degli italiani alla canna del gas togliendo ogni certezza sul futuro, come si può far girare l'economia? Per salvare le imprese si tolgono i giorni festivi e si uccide il turismo? Che si risolve? Se alberghi e ristoranti hanno meno introiti di conseguenza hanno bisogno di meno dipendenti, quei meno dipendendi che verranno licenziati, con che soldi possono comprare quello che le industrie produrranno alacremente senza sosta, senze feste e senza riposo?

Come può una persona costruirsi uno straccio di futuro con contratti a progetto, contratti a tempo determinato, diritto di licenziamento, età pensionabile allungata a 140 anni?

Ok, viviamo più a lungo e quindi non si può pensare di andare in pensione a 55 anni, ma tutta la generazione dopo quando entra nel mercato del lavoro? A 40 anni? Faremo famiglia a 50 anni? Fino a 50 viviamo in casa con mamma e papà... magari allungano le superiori a 10 anni, l'università a 15 così almeno ci danno qualcosa da fare?

Si guarda le cose non a lungo termine, a lungo termine l'allungamento dell'età pensionabile porterà ad un tasso di disoccupazione mostruoso... e con l'aumento demografico (in parte largamente favorito dal popolo degli immigrati che tende a far nascere più figli) i numeri saranno sempre più grandi.

Con tutto l'amore e l'apertura possibili... però già adesso in molte scuole di molte città italiane ci sono più iscritti extracomunitari che iscritti italiani. Da qui a 50 anni quale sarà il destino del nostro popolo, delle nostre tradizioni, dei nostri costumi, del nostro modo di vivere?

A distanza di un anno e mezzo da quando è stato scritto, non si può che ri-quotare questo messaggio.
 
Possiamo andare anche a ritrosto di 21 (VENTUNO) anni citando questo testo di Pierangelo Bertoli del "Festival di Sanremo 1992". Allora erano i tempi di Tangentopoli:

"Racconteranno che adesso è più facile
che la giustizia si rafforzerà
che la ragione è servire il più forte
e un calcio in **** all'umanità.

Ditemi ora se tutto è mutevole
se il criminale fu chi assassinò
poi l'interesse così prepotente
che conta solo chi più sterminò.


Romba il potere che detta le regole
cade la voce della libertà
mentre sui conti dei lupi economici
non resta il sangue di chi pagherà.


Italia d'oro frutto del lavoro, cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera, vecchia vivandiera
te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai.

Tutto si perde in un suono di missili
mentre altri spari risuonano già
sopra alle strade viaggiate dai deboli
la nostra guerra non si spegnerà.

E torneranno a parlarci di lacrime
dei risultati, della povertà
delle tangenti e dei boss tutti liberi
di un'altra bomba scoppiata in città.


Spero soltanto di stare tra gli uomini
che l'ignoranza non la spunterà
che smetteremo di essere complici
che cambieremo chi deciderà.


Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera
te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai.

Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa.
"

Non è disarmante dopo 21 anni vedere che nulla è cambiato e che chi prende le decisioni sono gli stessi volti che governavano ai tempi dei nostri nonni più o meno?
 
Piccola cosa da aggiungere al messaggio che ho quotato...
Ci sono anche delle zone d'Italia dove ci sono famiglie con molti figli, quindi non è solo un problema degli extracomunitari...:D

A parte le battute, quoto anche il testo di Bertoli, a questo punto.
 
Stato
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