Parte oggi (14/01/2011) la campagna delle tv locali contro il Ministero

ZWOBOT ha scritto:
Non è che serve trovarla la motivazione, ce l'abbiamo sotto gli occhi, ce l'abbiamo dal numero 10 al 20 della LCN, e non solo.
Certo, con delle eccezioni, non discuto su questo, e non dico che tutte sono schifose,
forse però qui il discorso è più da spostare sull'ordinamento lcn, che in fatto di tv locali è stato abbastanza disastroso, cercando di seguire dei criteri oggettivi, ma che alla fine risultano come scelte ridicole in base alla logica di tutti. come hai detto anche te, qualche buona tv locale la abbiamo tutti in fin dei conti, solo che il più delle volte non sono tra il 10 e il 19, che e' solo il" numerino" per i più potenti (o presuntuosi).
ma finora in Italia le tv locali hanno goduto fin troppo, è venuto il momento di far rientrare le cose nei giusti recinti, per cui quelle che sono meritevoli ce la faranno e proseguiranno la loro strada, sviluppandosi pure, ma quelle schifose dovranno chiudere, hanno fatto tutto da sè per la situazione nella quale si trovano, Mediaset o no, e non trovo giusto che ora protestino cercando di accapparrarsi la simpatia del pubblico, considerando che la gran parte di queste emittenti fanno schifo
io invece ho la paura opposta, e cioè che a sopravvivere siano quelle tv che fanno solo speculazione passando tutto il giorno da un canale satellitare di cartomanti, a quello di lottologi a quello delle linee erotiche e via dicendo, che penso facciano dei bei ricavi da questa attività, mentre chi investe in autoproduzioni, diritti per film, ecc. forse ha delle situazioni meno rosee rispetto a quella degli speculatori, e quindi possono andare più in difficoltà. e per queste locali avere qualche canale nazionale nel proprio mux potrebbe essere di forte sostegno per migliorare la qualità del proprio mux, avere la possibilità di entrate economiche importanti che possono anche servire a migliorare i propri canali (ed eventualmente poter investire su nuovi canali autoprodotti), la possibilità di dare meno spazi ai vari "puntosat" & co. e al loro posto avere dei canali nazionali, che per vari motivi possono essere di difficile ricezione in una certa area,che messi su una tv locale che non sa come riempire il proprio mux (se non con +1 +2...), possono fare un servizio utile a tutti aggiungendo qualche canale a bassa copertura in quella determinata area, quindi avere lo stesso guadagno del mettere i puntosat, ma avere un mux più pulito da questa robaccia, e fare un servizio allo stesso tempo utile, e solo in questo modo i veri speculatori verranno distrutti, perché o cambiano la loro politica di mettere 800 canali in un mux a 1mbps, mettendo qualche canale nazionale, che sicuramente non vuole essere trasmesso a 1mbps, oppure vanno al rogo con tutti i loro canali di cartomanti ecc. perchè altre locali riescono ad assortire dei buoni mux, e fare allo stesso tempo delle buone entrate, senza doversi piegare a queste porcherie di tv, e così facendo si mettono in grossa difficoltà questi speculatori nati...
hanno sempre tifato per Mediaset, che ora invece d'improvviso odiano.
su questo non posso che darti ragione ;)
 
proprio per quello che hai detto tu che fare televisione costa.
Le frequenze (l'etere) è un bene di proprietà dello stato, e il suo affitto costa.
Le strutture ricetrasmittenti costano, le apparecchiature di bassa frequenza costano, i dipendenti/collaboratori/giornalisti costano, le sedi costano, le produzioni televisive (interne ed esterne) costano...
Se non te li puoi permettere questi costi, non trasmetti.
Semplice semplice.
Non esiste che, per affrontare questi costi, riempi il palinsesto di produzioni esterne 'inserzionistiche' e poi trasmetti un telegiornale di 10 minuti con notizie lette pari pari da giornali locali.
Non è un servizio per la comunità locale, questo. E' solo un modo di occupare spazi comuni, lucrando, in attesa di 'tempi migliori' (vendere frequenze al miglior offerente)
Al di la' di simpatie e opinioni, il dato di fatto che, volende o nolente, bella o brutta, la legge (nazionale ed europea) oggi c'è, e se quella legge dice che su una frequenza 'regionale' (locale) non possono essere ospitati/offerti contenuti 'nazionali', va rispettata.
Del resto, nella mia zona, ma credo in tutta Italia, ci sono emittenti che non hanno timore di questa legge perchè hanno una programmazione varia e autoprodotta che gli ha consentito di riempire un intero mux con offerte diversificate (LazioTv, TeleEtere, la già citata SL48 ecc.) senza dover ricorrere massicciamente a cartomanti e teleaste.

Questo vale per il discorso del Topic, su LCN o piaggerie varie trascorse non mi pronuncio, pur avendo opinioni precise in merito, in quanto qui saremmo OT.
 
ale89 ha scritto:
- (Infatti secondo me dovrebbero pagarle non capisco del perchè del regalo)
Che poi uno non guardi le tv locali è un altro conto ma tutte le persone che conosco io le tv locali le guardano! :)
quotone!!! Io le tv locali le guardo... Non so in continente che tv locali ci siano, ma qui qualcosa di buono a livello locale ce sempre... e poi qui in sardegna son fondamentali poiche le tv nazionali se ne fregano delle regioni decentrte...

La porcata dopo la legge mammì si completa... l'obiettivo e togliere la voce a chi voce gia non ne ha...

Tanto poi le frequenze che gli liberano le usano per farsi le loro cavolate a pagamento!
 
Anche perchè Raitre dovrebbe coprire tutta le regione riguardo le notizie da dare e invece parla unicamente del capoluogo tralasciando le altre province
 
E' vero le tv locali sono piene di televendite e telefoni sexy ma vi siete mai chiesti perchè 30 anni fa non era così?

Non si può pretendere che, a parte qualche buona autoproduzione, facciano di più... il 99% di ogni tipo di library (film, telefilm, etc.) è in mano a mediaset e alla rai.

A parte la rai che è nata prima, il resto è tutto in possesso di mediaset... siamo in un monopolio. Fare gli imprenditori così è molto facile!

E' come se un idraulico avesse per se tutti gli abitanti di una città come clienti... è difficile che vada in fallimento! :eusa_wall:

E con questa nuova misura adottata a sfavore delle tv locali non si vuole far altro che potenziare questo monopolio... il DTT era utile solo per evitare a rete4 di finire sul satellite!
 
Certo che ci sono alcune persone che hanno uno strano concetto di democrazia.Non capisco il perchè delle emittenti che hanno deciso di trasmettere solo televendite debbano chiudere perchè qualcuno dice che trasmettono ciarpame.Deve essere il mercato a stabilire la loro chiusura e non la gente a cui non piacciono.Basterebbe che nessuno le guardasse o comprasse e chiuderebbero.Probabilmente c'è una fetta di mercato che invece le segue e questo piaccia o non piaccia và rispettato.Ad esempio per me ciarpame sono i grandi fratelli.la fattoria i programmi di maria de filippi e l'informazione falsa di certe emittenti,ma non per questo dico che canale5 o rete4 deve chiudere.Il piano delle frequenze è stato fatto da cani ed è sotto gli occhi di tutti.Ad esempio nella mia zona,ma anche in tantissime zone d'italia,sono state assegnati gli stessi canali a più di un emittente privata con la conseguenza che in ampie zone non si possono vedere entrambe per le interferenze.Hanno avuto anni di tempo per risolvere le questioni ed invece si sono solo spartiti le frequenze migliori i canali nazionali e gli altri che si arrangiassero.Si sapeva da qualche anno che i canali dal 21 al 69 non si potevano più utilizzare ed hanno pensato bene di assegnarli tutti alle private. Poi non ho mai capito perchè mediaset avendo 3 canali in analogico alla fine ne debba occupare il doppio,ma così anche per la rai e via dicendo.Per quanto riguarda la novità del divieto di trasmissione nei mux delle private
per canali nazionali,la cosa è chiara;di sicuro mediaset ha come obiettivo di blindare il mercato terrestre e con questo divieto un nuovo editore nazionale che in futuro decidesse di entrare sfruttando prezzi concorrenziali offerti da mux regionali gestiti da emittenti private si troverebbe la strada sbarrata.Le frequenze sono finite ed in più si vuole togliere la possibilità ad altri in futuro di poter entrare.W la Democrazia!!!!
 
cosa c'entra la democrazia (governo del popolo) col rispetto delle leggi?
Nel senso che, chi legifera è demandato dal popolo a farlo, e il popolo al rispetto delle leggi.
Se al popolo non piace il legislatore, ha lo strumento per cambiarlo.
E non mi pare che vi siano grandi cambiamenti da vent'anni a questa parte.
Ma qui la butteremmo troppo in politica, e fare discussioni politiche è vietato dal regolamento.
La questione è che se sei emittente locale, non puoi trasmettere a livello nazionale, e viceversa.
Può piacere o no, ma il succo delle nuove disposizioni in materia sono queste.

Riguardo il "problema library" citato da Sat Blue Eyes: vero.
Ma allora com'è che molte emittenti locali hanno creato il loro canale di cinema (Super 3 Cinema, Lazio Tv Movie, Gold Movie tanto per citare quelli laziali)?
Posto che lo spettatore smaliziato italiano quando vuol vedere un film si sintonizza su canali 'nazionali' (non solo Rai o Mediaset, ma anche La7 e Cielo) e, in genere, "và" sulle locali solo per notizie/approfondimenti e avvenimenti sportivi locali, evidentemente qualche library, seppur minore ma interessante, è ancora disponibile anche per le emittenti fuori circuito RaiSet
;)
 
Scusate eh ma io proprio non capisco... quindi RTL 102.5 supertennis virgin radio tv anni 6o tv code radio italia tv e molti altri non possono stare su mux locali? Pur essendo nazionali? Perchè? Non ne vedo il motivo!!

E una cosa stupida!! Ogni editore decide lui dove voler andare ad affittare lo spazio...

Qui non si tratta di politica...
 
Digitale Terrestre: Le tv locali contro Mediaset

Maurizio Giunco, presidente dell’Associazione tv locali, accusa Mediaset di voler “uccidere le tv locali“. Giunco identifica come fossero un’unica emanazione gli atti del Governo, le decisioni del Ministro Romani e le presunte pressioni esercitate da Mediaset sull’AgCom per un regolamento sull’utilizzo dei multiplex digitali assegnati alle tv locali. Il buon vecchio “conflitto d’interessi“.

Motivo del contendere la circostanza che vorrebbe Mediaset impegnata nel cercare di far emanare un regolamento all’AgCom che bloccherebbe la pratica dell’affitto delle frequenze locali ad operatori tv che si vogliono costruire una copertura nazionale, ma non dispongono di mux nazionale. La sollecitazione è in realtà partita dal Ministero guidato da Paolo Romani e alcune voci sostengono sia stata accolta dall’Autorità che stabilirà per i mux dei canali locali una restrizione molto pesante: le tv locali devono “promuovere le culture regionali” e non possono affittare nulla ad altri soggetti.

Ora che tutto il nord Italia, Lazio e Campania sono interamente digitalizzate, a Mediaset si sono posti dei problemi: non è che la tv può farla anche qualcun altro? E così sono partiti i meccanismi politici per trovare soluzioni che impedissero di fatto agli operatori locali di crescere. Dal momento che cambiare la legge era complesso, hanno aggirato l’ostacolo infilando nelle pieghe della legge di Stabilità un semplice comma con il quale si conferisce al ministero dello Sviluppo economico il potere assoluto di definire nuovi obblighi e regole.

Gina Nieri, consigliere d’amministrazione Mediaset, respinge l’attacco di Giunco, a suo dire “il famoso regolamento ancora non c’è. E sui suoi contenuti Mediaset non c’entra.“. La Nieri respinge “in toto illazioni sul nostro ruolo di ispiratori. È offensivo per noi e soprattutto per Agcom, un’autorità indipendente che nei fatti non è certo tenera nei nostri confronti“.

Inutile girarci attorno: le 500 reti locali non hanno la capacità produttiva e le possibilità economiche per sfruttare la moltiplicazione dei canali dovuta al digitale terrestre. I palinsesti sono pieni di televendite e repliche, non c’è business che possa consentire di riempire di contenuti 6-7 canali che promuovano “le culture regionali“, così diventa molto più semplice affittare le proprie frequenze ad operatori rimasti fuori dalla possibilità di coprire tutto il territorio nazionale. Soldi facili.

D’altro canto è impossibile non notare che i soggetti che affittano le frequenze locali per arrivare a coprire l’intero territorio nazionale fanno, 27 anni dopo, quello che la neonata Mediaset del rampante Silvio Berlusconi faceva con il sistema delle “cassette” e dei programmi registrati per riuscire a scalfire il monopolio nazionale della Rai. All’epoca Craxi fornì la copertura politica a Fininvest e bloccò l’iniziativa dei Pretori garantendo la nascita e lo sviluppo delle tv commerciali. Bei tempi.

Fonte
 
ale89 ha scritto:
Scusate eh ma io proprio non capisco... quindi RTL 102.5 supertennis virgin radio tv anni 6o tv code radio italia tv e molti altri non possono stare su mux locali? Pur essendo nazionali? Perchè? Non ne vedo il motivo!!

E una cosa stupida!! Ogni editore decide lui dove voler andare ad affittare lo spazio...

VirginRadio, Code, ecc. possono stare su mux locali, ma accettando questo, accettano automaticamente di non essere nazionali.
Inoltre molti editori non si fidano delle tv locali, e quindi non affidano il loro segnale a queste, per evitare di avere problemi, visto che sarebbero legate da contratti.
Fanno prima a trasmettere via satellite.
 
io penso che non si voglia far entrare sul dtt italiano nuovi soggetti o imprnditori privati ,oppure ad esempio delle sindycation o la diffusione su mux locali di tv semi o nazionali nuove,perchè i grandi network avrebbero paura ( sempre secondo il mio pensiero)di perdere ingenti investimenti pubblicitari.....e non sono pochi spiccioli..... le cifre in giro ci sono peccato che negli anni passati le sindycation tra tv locali non sono mai riuscite a contrastare i network nazionali anzi a volte hanno venduto a loro le frequenze,litigavano anche per interferirsi le une alle altre,invece magari di condividere ad es. i ripetitori per coprire meglio le regioni,produrre programmi da scambiarsi e produrre a costi minori ,oggi non sarebbero messe cosi male
 
ZWOBOT ha scritto:
VirginRadio, Code, ecc. possono stare su mux locali, ma accettando questo, accettano automaticamente di non essere nazionali.
Inoltre molti editori non si fidano delle tv locali, e quindi non affidano il loro segnale a queste, per evitare di avere problemi, visto che sarebbero legate da contratti.
Fanno prima a trasmettere via satellite.
Però il problema rimane questo... se in ogni regione affittano spazio su mux locali alla fine sono "nazionali" anche loro! Perchè non dovrebbero avere questo "nome"?
 
ale89 ha scritto:
Però il problema rimane questo... se in ogni regione affittano spazio su mux locali alla fine sono "nazionali" anche loro! Perchè non dovrebbero avere questo "nome"?
In pratica si ritorna alle vecchie syndacation in veste moderna...un emittente che fa accordi con varie locali/regionali per farsi vedere un pò in tutto lo Stivale! ;)
 
che ci possa essere un limite a quanto affittano alle nazionali mi pare ragionevole

Semplicemente vietarlo invece è solo un interesse di bottega..di mediaset però

Poi che le regionali e locali siano affidabili o meno saranno affare di chi affitta banda da loro

l'affidabilità non si misura sul fatto che siano locali o nazionali però..basta pensare a retecapri
 
Non vedo in che modo Mediaset possa temere concorrenza di tv che a parte qualche programma sportivo tipo Qsvs di telelombardia o l altro equivalente di 7Gold e che attirano numerosi appassionati di calcio , il resto e' noia
 
aston ha scritto:
Non vedo in che modo Mediaset possa temere concorrenza di tv che a parte qualche programma sportivo tipo Qsvs di telelombardia o l altro equivalente di 7Gold e che attirano numerosi appassionati di calcio , il resto e' noia

temo che tu non abbia capito la faccenda :D si parla di possibilià delle tv regionali o locali si affittare banda a tv nazionali

Una regionale in ogni regione e hai copertura nazionale

Così a caso potrebbe farlo cielo2 ;)
 
aston ha scritto:
Non vedo in che modo Mediaset possa temere concorrenza di tv che a parte qualche programma sportivo tipo Qsvs di telelombardia o l altro equivalente di 7Gold e che attirano numerosi appassionati di calcio , il resto e' noia
Mediaset non teme la concorrenza delle locali, ma la possibilità di perdere il controllo del digitale terrestre, che permettendo a chiunque di avere un facile accesso al dtt, permetterebbe a chiunque in maniera agevole di potersi costruire una buona copertura nazionale attraverso le emittenti locali, senza dover passare dalla" dogana" del Ministero, che sappiamo tutti che non lavora proprio al di sopra delle parti... ;)
 
Tivù venete, crollano gli ascolti. Presto in onda spot anti-governo

Dopo l’avvio emittenti locali preoccupate per le difficoltà tecniche, la pirateria e le sfavorevoli novità legislative. Editori verso lo scontro: «Ci vogliono strozzare»


Gianni Sciancalepore (17 gennaio 2011) VENEZIA — Ascolti in picchiata, tra problemi tecnici di trasmissione e ricezione per le bizze dei decoder. Un governo considerato nemico che le attacca con un fuoco di fila: taglia fondi; sottrae frequenze praticamente senza risarcimento; vieta il nuovo e lucroso business dell’affitto dei canali agli operatori nazionali; aumenta vertiginosamente la tassa di concessione. Altro che nuova «età dell’oro» l’avvento del digitale terrestre. Le televisioni locali venete vivono come un incubo la rivoluzione tecnologica che, invece, per i telespettatori che riescono a vederla - almeno per ora - è una manna dal cielo, moltiplicando l’offerta gratuita di news, film, sport, fiction, telefilm, cartoni animati, programmi culturali e di intrattenimento. E contro l’esecutivo Berlusconi le tv venete sono pronte a reagire, insieme ai colleghi nazionali, con video-spot durissimi proprio «made in Veneto» e, se necessario, anche marciando sulle residenze del premier Berlusconi (nonché patron di Mediaset accusata di essere dietro gli attacchi) a Palazzo Grazioli e Arcore. Lo spettro è di finire come le emittenti della Sardegna dove, a due anni dal passaggio al digitale (nell’ottobre 2008), il mese scorso la Regione ha dovuto aprire un tavolo sullo stato di crisi del settore - fa notare la Frt (Federazione delle radio e televisioni private) - «amplificato dalla novità tecnologica». [...] Fonte: corrieredelveneto.corriere.it
 
DigitAnal ha scritto:
Riguardo il "problema library" citato da Sat Blue Eyes: vero.
Ma allora com'è che molte emittenti locali hanno creato il loro canale di cinema (Super 3 Cinema, Lazio Tv Movie, Gold Movie tanto per citare quelli laziali)?
Posto che lo spettatore smaliziato italiano quando vuol vedere un film si sintonizza su canali 'nazionali' (non solo Rai o Mediaset, ma anche La7 e Cielo) e, in genere, "và" sulle locali solo per notizie/approfondimenti e avvenimenti sportivi locali, evidentemente qualche library, seppur minore ma interessante, è ancora disponibile anche per le emittenti fuori circuito RaiSet
;)

Con un po' di 1% e un po' di "subaffitto di pacchetti di serie z che le nazionali mai trasmetterebbero" qualche briciola la trovano anche le locali! :D

Per La7 anche se supportata da un colosso come telecom e con tutta la storia di TMC alle spalle riesce a trasmettere solo film e telefilm vecchi e si salva con le autoproduzioni.

Per Cielo il discorso è diverso perchè alle spalle c'è il colosso mondiale di Murdock ma più di tanto, a quanto pare, non può fare neanche lui!

Con questa nuova normativa le cose andrebbero a peggiorare ulteriormente.

Ma se non è a danno delle tv locali o a chi volesse aprire nuove reti nazionali allora mi spiegate a cosa servirebbe questa nuova normativa?

E non mi dite che è per eventuali problemi di numerazione perchè per quelli credo che neanche chi li ha fatti ci capisca qualcosa! :D
 
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