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Cerco di spiegare meglio quanto dicevo prima (
http://www.digital-forum.it/showpost.php?p=2848704&postcount=205).
Dal 2015 l'utilizzo della banda 700 mhz nella Regione 1 - Europa, Africa, Medio Oriente - (nelle altre è già così) sarà co-primary, ovvero ogni stato potrà utilizzare queste frequenze come vuole, per la tv o per la telefonia.
Non ci saranno rinvii, perché il protocollo è stato già firmato nella WRC 2012. Infatti, Africa e Medio Oriente chiedevano l'immediata esecutività del passaggio, ma i paesi europei titubanti (pochi, tra cui l'Italia) sono riusciti a spuntare una proroga dell'esecutività, che scatterà nel 2015, dopo la WRC di quell'anno. Questi tre anni di proroga serviranno a preparare il nuovo piano frequenze sostitutivo di Ginevra 2006.
Come giustamente osservate, però, non è che se l'ITU fissa l'utilizzo co-primary immediatamente in tutti gli stati membri della Regione 1 si iniziano ad allestire reti di telefonia in banda 700 mhz...
Ma è anche vero che i paesi Africani e Medio Orientali, promotori della richiesta, non tarderanno troppo a farlo. E le interferenze con i paesi europei che si affacciano sul mediterraneo (tra cui rientriamo noi) saranno reciproche e notevoli. Per questo il nuovo piano frequenze ITU difficilmente consentirà a questi ultimi paesi, perlomeno nelle zone costiere, di utilizzare frequenze in banda 700 mhz.
Inoltre, è vero che utilizzo co-primary significa che ogni stato può decidere se utilizzare queste frequenze per la tv o per la telefonia, ma se tutti i nostri vicini opteranno per la telefonia (come è molto probabile che sarà, data la fame di banda larga mobile di utenti ed operatori e la voglia di incassare qualche miliardo di Euro da parte degli Stati…) l’Italia sarà soggetta a (e assoggetterà a) così tante interferenze che diventerà sempre più complicato ospitare tv in quella banda.
Molto probabilmente l’UE, come ha già fatto per la banda 800 mhz, si presenterà ai tavoli tecnici per il nuovo piano frequenze che si terranno nei prossimi tre anni con una voce sola, mediante una direttiva che stabilirà lo stesso utilizzo per tutti i paesi membri. E difficilmente si sceglierà per l’utilizzo tv.
Al massimo si potrebbe spuntare una soluzione di compromesso (assegnando mezza banda alla tv e mezza alla telefonia, con divieto di utilizzo alle tv nelle zone costiere del mediterraneo), però la vedo molto improbabile…
Insomma ragazzi, anche se il servizio commerciale partirà inevitabilmente nel 2017-2018, l’UE e, soprattutto, l’Italia dovranno arrivare al 2015 con il piano frequenze uscito dai tavoli tecnici già attuato. E questo significherà per il nostro paese utilizzare, come fanno e faranno tutti, non più di 5-6 mux in mfn su cui ospitare i canali tv. Molto probabilmente questo implicherà un passaggio al DVB-T2, che comunque non sarà sufficiente ad accogliere la miriade di canali nazionali e, soprattutto, locali attualmente attivi, anche tenendo conto delle richieste dell’UE (spazio per Europa 7 e nuovi editori).
Questa potrebbe essere, finalmente, la fine del far west dell’etere che si protrae da 40 anni. Ricordo, infatti, che il nostro paese non rispetta il piano di Ginevra 2006 (oltre ad usare le frequenze assegnate in via esclusiva al nostro paese, infatti, utilizziamo abusivamente anche quelle dei vicini, senza esserci coordinati con loro, usiamo prima e seconda banda VHF, destinate al servizio mobile, per la tv e la radio analogica, ospitiamo sulla terza banda VHF le tv invece che la radio digitale,…).