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IL MONOPOLIO DEI DIRITTI PER IL CALCIO: UN DISEGNO POLITICO PER STRONCARE L’EMITTENZA LOCALE
25/08/2010 - Mai le televisioni locali e quelle nazionali indipendenti hanno attraversato in questi ultimi anni un periodo così nero. L'Associazione di settore Coordinamento Nazionale Televisioni - Terzo Polo Digitale (CNT-TPD), neanche un mese fa, aveva ben delineato come i danni sorti all’indomani dello switch off non fossero casuali ma frutto di una chiara manovra volta a distruggere un comparto vitale per l’economica italiana. A tal proposito si ricordi il caos generato dalla mancata normazione LCN (ancora ‘work in progress’), i problemi tecnici dovuti all’accensione del segnale digitale, i ritardi degli Ispettorati Territoriali, il caos nelle predisposizioni delle graduatorie dei Corecom per i contributi statali e la loro riduzione, la cancellazione delle provvidenze, la revisione del Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze che sottrae risorse di copertura e qualità, giusto per citare soltanto alcune delle più gravi bastonate. A conti fatti, oltre a tutte le mazzate poc’anzi citate, si aggiunga un'altra ‘cannonata’ dritta al cuore dell’economica delle tv locali: la questione dei diritti televisivi del calcio dalle partite alle attività connesse. In verità il CNT-TPD è più volte sceso in campo su questo tema denunciando l’assoluta assenza di tutela della concorrenza. E’ noto che le trasmissioni delle partite di calcio, in particolare dei campionati di Serie A e B ottengono un elevato interesse da parte del pubblico italiano e che, per questo, rappresentano un grosso introito per le casse degli operatori televisivi, per i club calcistici e per la Lega Calcio che gestisce i campionati professionistici. Purtroppo, esistendo in italia un duopolio televisivo formato da Rai e Mediaset a cui si è aggiunto il monopolista satellitare Sky, tutto il blocco dei diritti si è concentrato nelle mani di una pericolosa lobby formata da Lega Calcio ed i principali squali editoriali, in particolare Mediaset (facente riferimento all’attuale Presidente del Consiglio) e Sky. Basti semplicemente ricordare che l’intero pacchetto DTT e SAT dei diritti relativi al campionato 2010-2011 e 2011-2012 sono stati conquistati da Sky e Mediaset. Già questa situazione ha rappresentato una grave anomalia nel sistema di libero mercato escludendo non solo le tv nazionali indipendenti ma tutto il comparto televisivo locale. Non contenti di aver assicurato a questi big la fetta più grossa della torta, la lobby ha ulteriormente bersagliato gli editori locali sui diritti minori (quasi ininfluenti) imbavagliandoli sempre più fino alla stretta finale: il divieto delle tele-audiocronache dentro e fuori dagli stadi giungendo al limite della violazione del sacrosanto diritto di cronaca! Questi ultimi provvedimenti rendono ora ben chiaro come ci sia dietro le quinte un preciso disegno politico volto a disintegrare e spazzare via completamente l’emittenza televisiva locale. Cosa ancora più grave è che gli organi preposti a garanzia, vale a dire una autorità indipendente di settore, l’Agcom, e l’autorità Antitrust (Agcm), sono diventati il braccio armato di questa lobby che, lungi dal garantire pluralismo e concorrenza, si dimostrano istituzioni fortemente politicizzate che, per propria natura, non possono essere dichiarate “indipendenti”. Questa situazione, tutta italiana, dimostra quanto anomalo, singolare e parimenti compromesso sia il comparto economico televisivo creando una distorsione senza precedenti nel mondo. La conseguenza ormai prossima prospettata dal CNT-TPD sarà quella di rafforzare e stabilizzare un ‘triopolio’ composto da Rai-Mediaset e Sky con la compiacenza del Governo, già alle prese con uno scandaloso conflitto di interessi e con l’AGCOM cane da guardia per controllare e censurare le TV locali. Comunicato
25/08/2010 - Mai le televisioni locali e quelle nazionali indipendenti hanno attraversato in questi ultimi anni un periodo così nero. L'Associazione di settore Coordinamento Nazionale Televisioni - Terzo Polo Digitale (CNT-TPD), neanche un mese fa, aveva ben delineato come i danni sorti all’indomani dello switch off non fossero casuali ma frutto di una chiara manovra volta a distruggere un comparto vitale per l’economica italiana. A tal proposito si ricordi il caos generato dalla mancata normazione LCN (ancora ‘work in progress’), i problemi tecnici dovuti all’accensione del segnale digitale, i ritardi degli Ispettorati Territoriali, il caos nelle predisposizioni delle graduatorie dei Corecom per i contributi statali e la loro riduzione, la cancellazione delle provvidenze, la revisione del Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze che sottrae risorse di copertura e qualità, giusto per citare soltanto alcune delle più gravi bastonate. A conti fatti, oltre a tutte le mazzate poc’anzi citate, si aggiunga un'altra ‘cannonata’ dritta al cuore dell’economica delle tv locali: la questione dei diritti televisivi del calcio dalle partite alle attività connesse. In verità il CNT-TPD è più volte sceso in campo su questo tema denunciando l’assoluta assenza di tutela della concorrenza. E’ noto che le trasmissioni delle partite di calcio, in particolare dei campionati di Serie A e B ottengono un elevato interesse da parte del pubblico italiano e che, per questo, rappresentano un grosso introito per le casse degli operatori televisivi, per i club calcistici e per la Lega Calcio che gestisce i campionati professionistici. Purtroppo, esistendo in italia un duopolio televisivo formato da Rai e Mediaset a cui si è aggiunto il monopolista satellitare Sky, tutto il blocco dei diritti si è concentrato nelle mani di una pericolosa lobby formata da Lega Calcio ed i principali squali editoriali, in particolare Mediaset (facente riferimento all’attuale Presidente del Consiglio) e Sky. Basti semplicemente ricordare che l’intero pacchetto DTT e SAT dei diritti relativi al campionato 2010-2011 e 2011-2012 sono stati conquistati da Sky e Mediaset. Già questa situazione ha rappresentato una grave anomalia nel sistema di libero mercato escludendo non solo le tv nazionali indipendenti ma tutto il comparto televisivo locale. Non contenti di aver assicurato a questi big la fetta più grossa della torta, la lobby ha ulteriormente bersagliato gli editori locali sui diritti minori (quasi ininfluenti) imbavagliandoli sempre più fino alla stretta finale: il divieto delle tele-audiocronache dentro e fuori dagli stadi giungendo al limite della violazione del sacrosanto diritto di cronaca! Questi ultimi provvedimenti rendono ora ben chiaro come ci sia dietro le quinte un preciso disegno politico volto a disintegrare e spazzare via completamente l’emittenza televisiva locale. Cosa ancora più grave è che gli organi preposti a garanzia, vale a dire una autorità indipendente di settore, l’Agcom, e l’autorità Antitrust (Agcm), sono diventati il braccio armato di questa lobby che, lungi dal garantire pluralismo e concorrenza, si dimostrano istituzioni fortemente politicizzate che, per propria natura, non possono essere dichiarate “indipendenti”. Questa situazione, tutta italiana, dimostra quanto anomalo, singolare e parimenti compromesso sia il comparto economico televisivo creando una distorsione senza precedenti nel mondo. La conseguenza ormai prossima prospettata dal CNT-TPD sarà quella di rafforzare e stabilizzare un ‘triopolio’ composto da Rai-Mediaset e Sky con la compiacenza del Governo, già alle prese con uno scandaloso conflitto di interessi e con l’AGCOM cane da guardia per controllare e censurare le TV locali. Comunicato