Io invece vado controcorrente sul discorso cinema, sottolineando innanzitutto che provo ammirazione e un po' di invidia per chi preferisce guardare i film al cinema. Io non sono mai stato preso in quel senso, sarà che mi accontentavo fin da piccolo cosa andava su Rai e Mediaset e qualcosina in videocassetta, ancora oggi aspetto senza problemi che i film arrivino sui miei abbonamenti, ecc... 007 prima che poi arriverà e intanto non riesco a stare dietro a tutto il resto. Sarà che un cinema decente in zona ce l'avevo a decine di Km, in famiglia non mi ci hanno quasi mai portato e neanche da più grande non avevo amici appassionati di film e cinema.
Venendo al punto, devo dire che a casa su un 32" quando va male (ripiego), sul 55" in sala (magari avessi un 65) con delle normali casse stereo che posso mettere il volume a palla, e soprattutto condividendo la visione coi famigliari e con brevi commenti durante la visione e dopo il film, per me non ha prezzo.
Beh, io parlo da cinefilo, per me andare in sala è prima di tutto un piacere ed una forma di intrattenimento, solo dopo rappresenta un arricchimento personale enorme. Se non sei cinefilo, capisco perfettamente il tuo ragionamento. D'altro canto, anche io non sono affatto appassionato di teatro o di musica classica, infatti non vado mai a spettacoli teatrali o concerti di musica classica o spettacoli di opera lirica. E, se qualcuno mi invogliasse a frequentarli, probabilmente andrei 1 volta e mai più. Ma riconosco che sia un mio limite personale. Allo stesso tempo, dico a me stesso che non si possa essere perfettamente edotti e interessati su qualsiasi ambito dello scibile umano, quindi va bene così
Per un cinefilo, il prodotto cinematografico è tale solo e soltanto al cinema. E no, non parlo solo del film pieno zeppo di effetti speciali o di botti (Marvel, Fast and Furious, Godzilla vs Kong, 007 etc.), parlo di qualsiasi opera pensata per il grande schermo, anche apparentemente semplice come Cafè Society di Woody Allen o Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovesi. E non è banale questione di 'volume alto': è letteralmente questione di fruizione. E' possibile apprezzare il lavoro combinato di regista, direttore della fotografia, montatore, fonico, addetti al sonoro, costumisti, truccatori etc. solo e soltanto sul grande schermo. Nemmeno un eccelso impianto home theater da 3000-4000 euro è in grado di pareggiare l'esperienza cinematografica. A meno che non si abbia la disponibilità economica e logistica di adibire una saletta della propria abitazione con un videoproiettore professionale, teli, insonorizzazioni e quant'altro (senza contare le esigenze di manutenzione), nessuna visione domestica può raggiungere qualitativamente quella della sala. Tra l'altro, quest'ultima si contraddistingue, rispetto a quella domestica, per la fattispecie di radunarsi in un luogo insieme ad altri sconosciuti (di qualsiasi estrazione sociale, pensiero politico, credenze religiose, orientamento sessuale), sottoponendosi ad una sorta di seduta di psicoanalisi collettiva. Ecco, questo è un aspetto insostituibile di grande valore.
Poi, io, essendo cinefilo e, purtroppo, abituato ad una certa qualità audio/video, ho anche l'abitudine (croce e delizia della mia vita e delle mie tasche) di acquistare talvolta BluRay e BluRay4K di film sia recenti sia del passato, che mi garantiscono una fruizione domestica, a parità di risoluzione, superiore rispetto agli streaming dei vari Netflix (di cui mi abbono 2 mesi l'anno, a seconda di cosa esca), RaiPlay (sottovalutatissimo imho) e PrimeVideo (il miglior catalogo). Spesso faccio anche una capatina su VVVVID (legale gratuito con pubblicità) e su MUBI (incentrato sul cinema d'autore). Quindi, anche io faccio ricorso alle visioni domestiche: è inevitabile sia per vedere opere del passato quando non ero manco nato sia per rivedere cose già viste (peculiarità che distingue l'appassionato dall'occasionale: l'appassionato vede e rivede e rivede, l'occasionale no). Ma la Sala Cinematografica è tutta un'altra cosa e, durante i lockdown, mi è davvero mancata...