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Farmaci generici o di marca ???

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
W LECCE & INTER ha scritto:
come?? Ma come fai a negare una cosa di cui sono certissimo??? Guarda un po' qui, è preso da Wikipedia, ma sei mi dai un po' di tempo ti trovo le stesse nozioni da fonti più attendibili: Farmaci generici o equivalenti: Si tratta di farmaci il cui brevetto è scaduto e che pertanto sono producibili anche da case farmaceutiche diverse da quella che ha depositato il brevetto, tenendone l'esclusiva di produzione per un periodo che dovrebbe servire a ripagare i costi di ricerca e sviluppo sostenuti.

Tale prodotto per via della concorrenza, dei costi di ricerca non sostenuti dai nuovi produttori e di pubblicità che possono non essere necessari se il prodotto gode di un ampio mercato, consentono una riduzione del prezzo al cliente finale che si assesta fino a una media del 30%. Vige il vincolo di legge che il generico di un medicinale di marca oltre ad avere lo stesso principio attivo deve essere bioequivalente: ovvero possedere le stesse capacità curative, deve liberare le stesse quantità di farmaco nel tempo e deve raggiungere le stesse concentrazioni ematiche rispetto al farmaco di marca con uno scarto che non può essere superiore al ± 20%. Meno nette sono le specifiche sulla percentuale e la tipologia di eccipienti usati.
prodotto è identico. identico. ci sono analisi continue sulla emivita del principio e sulla concentrazione ed è identica (e le analisi le faccio io eh :p). siamo matti?! un +-20% su un betabloccante per esempio?! non scherzare sulla salute! non mettere in testa idee pericolose alla gente!
 
Anakin83 ha scritto:
non mettere in testa idee pericolose alla gente!
Le idee pericolose sulla gente li stai mettendo tu, dicendo che i farmaci sono tutti uguali quando non è assolutamente vero.

E' con questo non dico che un farmaco generico può funzionare peggio o meglio di uno di marca
 
fate pure voi ragazzi :lol: io da questa disinformazione di chi non sa nulla -manco l'italiano- non voglio fare parte :lol:
 
cmq è l'ultima volta che scrivo questo thread così vi levate ogni dubbio (e mi sono pure offeso per l'uscita di un utente che non sa nulla e che insulta anche il lavoro di un altro):
andate all'AIFA e chiedete (perchè disponibile al pubblico e sempre consultabile) la lista di trasparenza dove sono inseriti tutti i farmaci dal punto di vista terapeutico con composizione e eccipienti. andate e chiedete. avrete la garanzia con i vostri occhi non solo della bioequivalenza (e ho detto bioequivalenza) ma anche dell'equivalenza terapeutica del farmaco di marca e corrispettivo equivalente.
basta così eh.
 
Anakin83 ha scritto:
cmq è l'ultima volta che scrivo questo thread così vi levate ogni dubbio (e mi sono pure offeso per l'uscita di un utente che non sa nulla e che insulta anche il lavoro di un altro):
andate all'AIFA e chiedete (perchè disponibile al pubblico e sempre consultabile) la lista di trasparenza dove sono inseriti tutti i farmaci dal punto di vista terapeutico con composizione e eccipienti. andate e chiedete. avrete la garanzia con i vostri occhi non solo della bioequivalenza (e ho detto bioequivalenza) ma anche dell'equivalenza terapeutica del farmaco di marca e corrispettivo equivalente.
basta così eh.
Anakin nessuno (almeno io;) ) mette in dubbio la tua competenza e professionalita in materia visto che lo fai di mestiere ma se anche uno specialista (il mio gastroenterologo ) mi ha detto quanto sostiene Lecce/Inter cioè della non equivalenza sostanziale tra generico (non ricordo il farmaco inibitore pompa protonica) e marcato (Pantorc) forse sarà vero........almeno io non essendo esperto in materia sono obbligato a credere al mio specialista pur tenendo in considerazione quanto tu sostieni;) Lui addirittura non parla di eccipienti ma di principio attivo:5eek:
Ciao Filuke
 
anche io non andrò avanti in questa polemica infinita, ma ti ripeto che sono un farmacista, e sono assolutamente sicuro di quello che dico. Sei tu che stai dicendo cose sbagliate e facendo disinformazione. Purtroppo è proprio così, anche equivalenti di farmaci importanti come quelli che hai citato possono dare luogo a concentrazioni ematiche inferiori del 20%, e per legge non è un reato. Certo non li consiglierei mai ad un mio familiare...cmq, ripeto, io mi fermo qui, ma invito tutti quelli che vogliono sapere come stanno realmente le cose a documentarsi, e vedrete che non ho scritto menzogne. Con calma vedrò di fornirvi io stesso dei link di fonti più affidabili di wikipedia
 
Io avevo aperto questo 3d per fare un sondaggio ( ecco perchè l'ho messa in questa sezione :D ) ma si è trasformata in una discussione che comunque invito a tenere senza offendere nessuno .;)

Comunque che dite lo facciamo il sondaggio o faccio mettere questa discussione nella sezione Generica non sat e si continua a discutere ????:eusa_think: :eusa_think: :eusa_think:

Che dite ? :eusa_whistle:
 
io non credo di aver offeso nessuno...mi sono limitato a fare notare che quanto detto da Anakin non è esatto. Vi porto un'altra argomentazione: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/domande-e-risposte-sui-farmaci-equivalenti Da notare questo passaggio:
Sono uguali agli originali?
No. I medicinali equivalenti non sono identici agli originali: possono avere, per esempio, una differente composizione in eccipienti o non essere formulati con identica tecnologia farmaceutica. Tuttavia sono prodotti di pari valore (equivalenti, appunto) degli originator o bioequivalenti. Vale a dire che se somministrati alla stessa dose del farmaco originator, non comportano differenze significative in termini di efficacia e sicurezza.

Mi sembra evidente che:
a) gli eccipienti possono variare, non è affatto vero che sono identici, identico è solo il principio attivo e la sua quantità (ma, attenzione, la quantità effettivamente assorbita può variare del 20% proprio a causa degli eccipienti)
b) dicendo che "non ci sono differenze significative" si sottintende che la possibile differenza del 20% di biodisponibilità è considerata non significativa (!)
Sottolineo che il mio unico intento è quello di fare chiarezza
 
CHRIS 86 ha scritto:
solo di marca. non mi fido totalmente dei generici, forse sono solo prevenuto, però con le medicine preferisco andare sul sicuro.

anche perchè ad esempio il nimesulide e l'aulin che dovrebbero essere la stessa cosa, si percepisce che il nimesulide è parecchio più leggero. se per risparmiare devo prendere dei medicinali più leggeri di quelli che mi servono, non capisco dove sia la convenienza...

pure io noto la stessa differenza tra nimesulide e aulin,quindi prendo sempre aulin ;)
 
io faccio chiarezza in questo modo invece: :D

il professor Silvio Garattini, direttore tra l'altro dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", in merito ai farmaci equivalenti, un tempo chiamati impropriamente "generici".
Ha detto diverse cose interessanti.

Intanto, cos'è un farmaco equivalente, e che cosa vuol dire poi "equivalente"?

Il farmaco equivalente (FE) può essere prodotto dopo la scadenza del brevetto detenuto dalla casa farmaceutica che produceva il farmaco di marca (FM). Ci sono degli specifici parametri che qualificano il farmaco come equivalente:
1) il principio attivo del FE dev'essere il medesimo di quello del FM (per esempio, la molecola di mesalazina)
2) se il FE è somministrato in compresse, queste devono agire nello stesso tempo del FM. Per esempio, una compressa di antinfiammatorio gastroresistente, ossia ricoperta di uno strato inerte con un pH specifico che viene disciolta selettivamente in certi tratti del tubo digerente, deve appunto agire nello stesso tempo e con le stesse modalità fisiche di quella del FM
3) i livelli di concentrazione del farmaco nel sangue devono essere identici tra FE e FM (e lo studiamo ogni santo giorno ndr)

Il prof. Garattini ha affermato con decisione che con queste caratteristiche il FE è certamente uguale a quello di marca, e che il desiderio del paziente-consumatore di acquistare quello di marca è dettato unicamente dall'abitudine e dal condizionamento pubblicitario che ha per contro, come accennavo prima, la cattiva luce in cui erano finiti gli equivalenti a causa di un nome "infelice".

Adesso viene il bello. Garattini ha detto che per legge i FE dovrebbero costare come minimo il 20% in meno di quelli di marca, e che il loro utilizzo andrebbe incoraggiato affinchè la concorrenza faccia abbassare i prezzi, riducendo gli immorali guadagni delle case farmaceutiche. Fin qui tutto bene, se non che ho notato che una confezione di 7 clismi Asacol da 4 gr. (FM) costa 42 euro e una confezione di 7 clismi da 4 gr di Enterasin (FE), perciò identico al precedente, costa sempre 42 euro! Ma se per legge dovrebbe costare almeno il 20% di meno, perchè le cose stanno così? Qualcuno ne sa qualcosa?


e concludo definitivamente dicendo: In Inghilterra (finalmente) per legge il medico deve scrivere nella ricetta bianco SOLO il principio attivo in composizione dosaggio e quantità. sarà poi il farmacista in accordo con il pazienza a decidere se eventualmene vuole il farmaco di marca. In Inghilterra eh.
E sapete perchè è stata approvata questa legge?
Beh è semplice. per uccidere una volta per tutte lo squallido mercato delle case farmaceutiche che hanno accordi con i medici (ad esempio quello di Filuke che consiglia il marca invece che l'equivalente perchè ha un principio attivo maggiore in peso - una boiata colossale) o i farmacisti che ovviamente guadagnano di più vendendo un prodotto di marca (mi riferisco a Lecce&Inter).
Ecco questo in Italia arriverà presto visto che l'OMS estenderà questa legge anche agli altri paesi.
In Italia purtroppo c'è solo la legge che obbliga i farmacisti (che purtroppo non fanno mai e quindi possono essere perseguiti) di dire al paziente che si presenta con la ricetta bianca col farmaco di marca di dire lui: vuole il generico che è equivalente e costa di meno? sarà il paziente a decidere se lo vuole o no. Ma ovvio i farmacisti non lo dicono mai per ovvi motivi :D
fate voi :D
ciao!
 
Anakin83 ha scritto:
In Italia purtroppo c'è solo la legge che obbliga i farmacisti (che purtroppo non fanno mai e quindi possono essere perseguiti) di dire al paziente che si presenta con la ricetta bianca col farmaco di marca di dire lui: vuole il generico che è equivalente e costa di meno? sarà il paziente a decidere se lo vuole o no. Ma ovvio i farmacisti non lo dicono mai per ovvi motivi :D
fate voi :D
ciao!
No, no, no, alt, almeno in questo mi devi credere: io, e come me molti altri colleghi, chiediamo sempre al paziente se vuole il generico...spesso sono i pazienti stessi ad essere diffidenti, ma ci mancherebbe altro non rispettare quest'obbligo professionale!
E cmq aggiungo quest'estratto da un sito della AUSL (http://www.ausl.pr.it/page.asp?IDCategoria=628&IDSezione=4862&ID=334360):

Differenza del ± 20% nella biodisponibilità

Inquadrare il concetto di bioequivalenza è sicuramente indispensabile per aumentare la fiducia e consolidare l'uso dei farmaci generici. I farmaci equivalenti, per poter essere commercializzati, sono sottoposti a test che valutano vari parametri farmacocinetici quali l'AUC (Area Under Curve), la concentrazione di picco (cmax) e il tempo necessario per raggiungerla (tmax). In pratica su due gruppi di volontari sani, che devono essere almeno 15 per motivi statistici, dopo somministrazione dei farmaci da confrontare, si valuta di quanto differisce la biodisponibilità (media) nei due gruppi.

Se i valori di biodisponibilità non differiscono troppo (cioè entro il range stabilito dalle norme che è del ± 20%), allora i due farmaci possono essere considerati bioequivalenti. Pertanto quando si parla di differenza del 20%, tra farmaco “branded” ed equivalente non ci si riferisce alla quantità di principio attivo contenuta nella singola unità posologica (compressa, capsula ecc.), che deve essere la stessa per legge, ma alla biodisponibilità media delle due formulazioni.

Questa differenza è da molti ritenuta eccessiva, ma forse così non è, considerando che normalmente due unità posologiche dello stesso farmaco, anche prelevato dalla stessa confezione, somministrate a due soggetti diversi o addirittura allo stesso soggetto in diversi momenti, danno solitamente curve di biodisponibilità che variano del ± 20%.

Ragazzi, io non sto inventando nulla!! ;)
 
W LECCE & INTER ha scritto:
anche io non andrò avanti in questa polemica infinita, ma ti ripeto che sono un farmacista,
Ottimo a proposito, allora approfitto per chiedere !
Mi dissero tempo fa che anche i farmacisti, come tutti i commercianti, hanno margini di guadagno diversi per ogni prodotto.
I tuoi margini sono piu' alti per i generici o per quelli di marca ?
Cioe', la domanda va tradotta in: i farmacisti hanno maggiore interesse economico a vendere un generico, oppure uno di marca ?
 
batch ha scritto:
Ottimo a proposito, allora approfitto per chiedere !
Mi dissero tempo fa che anche i farmacisti, come tutti i commercianti, hanno margini di guadagno diversi per ogni prodotto.
I tuoi margini sono piu' alti per i generici o per quelli di marca ?
Cioe', la domanda va tradotta in: i farmacisti hanno maggiore interesse economico a vendere un generico, oppure uno di marca ?
ti ho risposto in privato ;)
 
Anakin83 ha scritto:
...
E sapete perchè è stata approvata questa legge?
Beh è semplice. per uccidere una volta per tutte lo squallido mercato delle case farmaceutiche che hanno accordi con i medici (ad esempio quello di Filuke che consiglia il marca invece che l'equivalente perchè ha un principio attivo maggiore in peso - una boiata colossale) o i farmacisti che ovviamente guadagnano di più vendendo un prodotto di marca (mi riferisco a Lecce&Inter).
...
scusate, questo pezzo l'ho letto dopo !
allora attendiamo la conferma o smentita di "W LECCE & INTER"
 
Un mio amico lavora per una grossissima ditta farmaceutica internazionale e da quello che mi dice devo dare ragione ad anakin. Lo stesso farmaco viene fatto per essere venduto col loro marchio e ha un costo più alto, poi lo stesso farmaco viene dato anche ad altre aziende che lo commercializzano come generico. Ma è lo stesso identico farmaco. Io comunque se posso prendo sempre i generici ;)
 
Non è sempre così Flask. Vivin C è prodotto da un'azienda (Menarini), il generico da un altra (azienda francese). Il sapore è diverso.

Per questo ho scritto "dipende dal farmaco".
 
Si ovvio che dipende da farmaco a farmaco. Però per molti vale questa regola quindi non si può a prescindere dire che il marcato è migliore del generico. Perché molto spesso sono lo stesso identico prodotto. COnsiderate poi che farmacisti e medici hanno provvigioni sui farmaci e spingono un determinato farmaco per guadagnare di più, non certo perché il marcato è migliore del generico.
 
Però per molti vale questa regola quindi non si può a prescindere dire che il marcato è migliore del generico
Viceversa non si può fare alcun ragionamento che faccia di un'erba un fascio. Preferisco valutare di volta in volta. Per me anche il sapore è un elemento che contribuisce alla mia scelta. :)

COnsiderate poi che farmacisti e medici hanno provvigioni sui farmaci e spingono un determinato farmaco per guadagnare di più
Sì, probabile. E non è sempre detto che sia quello di marca ad essere favorito per il commerciante. Anzi, ho buone ragioni per affermare che il Vivin C sia osteggiato dai farmacisti in favore del generico. Per lo meno a me mi hanno dato questa impressione. Poi magari sono tutti in buona fede e volevano farmi risparmiare 1-2 euro.
 
non ci sono particolari ragioni per "spingere" un generico piuttosto che un originale, o viceversa. Noi farmacisti abbiamo l'obbligo di informare dell'esistenza del generico equivalente, ma il nodo della questione è il concetto stesso di equivalenza. Come ho detto in precedenza, vengono considerati equivalenti anche farmaci con un assorbimento differente, maggiore o minore del 20% rispetto al farmaco originale, e a mio avviso questo è un "dettaglio" non trascurabile. State certi che non cambia la vita del farmacista se vengono venduti più originali o generici. Ovviamente siete liberi di credere o meno alle mie parole.
 
darkmoon ha scritto:
Danger non e che tu paghi la casa farmaceutica, guarda che scoprire un farmaco ha un costo con molti zeri e tanti punti
E quindi il prezzo viene dettato anche da questi fattori
Vediamo il caso di un farmaco molto noto: l'acido acetilsalicilico e spiega in che modo questi costi incidano ancora oggi sulle casse delle aziende farmaceutiche.

Ci sono millemila farmaci con questo principio attivo con i prezzi più variegati.
Tutti costi di ricerca e sviluppo od altro?

:eusa_naughty:
 
Stato
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