Favorevole alle offerte di AT&T e America Movil

guardate che dirsi contrari a livello verbale ad una azione di acquisto non è ancora un reato, lo stesso berlusconi a margine del congresso ds ha dichiarato che un intervento "patriottico" per lasciare in mano italiana un'azienda essenziale sarebbe disposto a farlo, altra cosa sarebbe creare leggi ad hoc per impedire di fatto la scalata, che da noi ci voglia un po più di coraggio da parte degli imprenditori è cosa risaputa
 
giacomo58 ha scritto:
la commissione europea interviene spesso con simili richiami ma nei settori chiave francia germania e inghilterra intervengono in maniera molto più decisa non solo a parole, chiedere che il governo non possa nemmeno esprimersi mi sembra eccessivo
concordo!
le 3 nazioni citate hanno fatto lo stesso nel settore energia....:icon_rolleyes:
puro protezionismo, in barba alle varie commissioni.:icon_redface:
 
Secondo il mio pensiero il Governo, DEVE, dire la sua su una società primaria per lo stato, come è Telecom.
Fuori dal mondo...quello civile, occidentale e moderno per lo meno.

Sarà OT.....ma la mia prima impressione è stata che gli States debbano far pagare la liberazione di Mastrogiacomo al Governo.
L'ambasciatore pure pure...AT&T è un'azienda seria, non si presterebbe a giochi del genere.

Una cosa importante che deve restare pubblica, è la dorsale della telefonia.
Premesso che concordo con Tuner,
Mi fa ridere questa paura di perdere la rete (e da li la conseguente logica del "statalizziamo la rete")...Scusate, ma che voi sappiate, esiste il rischio che i cavi escano dalla terra e spicchino il volo? Abbiamo vissuto 10 anni con rete nazionale privata (ma anche altri operatori hanno le loro reti) e mi pare che l'autorità garante abbia cercato in tutti i modi il libero accesso per chiunque ad un prezzo equo.
 
giacomo58 ha scritto:
guardate che dirsi contrari a livello verbale ad una azione di acquisto non è ancora un reato, lo stesso berlusconi a margine del congresso ds ha dichiarato che un intervento "patriottico" per lasciare in mano italiana un'azienda essenziale sarebbe disposto a farlo, altra cosa sarebbe creare leggi ad hoc per impedire di fatto la scalata, che da noi ci voglia un po più di coraggio da parte degli imprenditori è cosa risaputa

Magari si fossero detti solo contrari...Hanno parlato di scorporo rete, hanno parlato di riacquisizione statale, hanno chiamato banchieri, etc. etc. Non costringermi a citare testualmente giacomo...

C'è una fondamentale differenza: il governo ha la possibilità di emanare decreti, la sua maggioranza può emanare disegni di legge che cambino il prodotto in corso d'opera, o peggio, le regole di mercato, Berlusconi ha parlato come azionista di Mediaset ed ex presidente Mediaset.
 
alex finchè parliamo di "parlare" non credo si possa prefigurare alcuna violazione trattandosi di materia strategica per l'innovazione del paese mi sembrerebbe strano il contrario, sei favorevole all'ingerenza della chiesa nella società ma non del governo in materie simili?
io non sono favorevole ad alzare barriere di protezione contro gli "stranieri" a patto che le acquisizioni avvengano con regole comuni e chiare
p.s. berlusconi quando parla non puoi distinguere il suo pensiero è un politico certamente di primo piano e si è espresso a favore di un mantenimento dell'italianità del settore ad una manifestazione certamente politica come il congresso di un partito
 
Ultima modifica:
YODA ha scritto:
concordo!
le 3 nazioni citate hanno fatto lo stesso nel settore energia....:icon_rolleyes:
puro protezionismo, in barba alle varie commissioni.:icon_redface:

Sono d'accordo, in europa finora solo Regno Unito e Italia hanno lasciato tranquillamente acquisire aziende di primo piano a stranieri.

Francia e Germania se poco poco sentono odore di italiani nella acquisizione di loro importanti asset cominciano a fare le barricate.
 
babbacall ha scritto:
Sono d'accordo, in europa finora solo Regno Unito e Italia hanno lasciato tranquillamente acquisire aziende di primo piano a stranieri.

Francia e Germania se poco poco sentono odore di italiani nella acquisizione di loro importanti asset cominciano a fare le barricate.
L'ho scritto due settimane fa e, pertanto, non ho remore a ripeterlo adesso che i fatti mi stanno dando ragione: non c'è, e non c'è mai stato, nessun interesse di aziende straniere ad acquisire Telecom Italia: America Movil vuole solo Tim Brasile, è palese... AT&T ha fatto, diciamo così, un "gentile omaggio" a qualcuno col suo finto interessamento: allo scopo di far sembrare augurabile quello che un mese fa sarebbe sembrato inconcepibile...:icon_rolleyes: :eusa_whistle:
 
babbacall ha scritto:
...Francia e Germania se poco poco sentono odore di italiani nella acquisizione di loro importanti asset cominciano a fare le barricate.
azzzz... cominci a parlare proprio come un avvocato consumato....:badgrin: :D :D
complimenti ancora!;)
 
Io non la penso come voi. At&T e America Movil avevano interessi, per asset esteri e per asset italiani a Telecom Italia. Il problema è che l'incertezza legislativa che cè in Italia ha fatto si che, almeno per i texani, questo interesse scemasse.
In America ci sono regolamenti molto più rigidi. Se non sei cittadino americano, per esempio, non puoi possedere nemmeno una radio. Alcune aziende operanti nel settore aeronautico non possono fornire know-how all'estero, nemmeno se sono possedute da stranieri. Oppure i sisetmi di crittografia che non possono essere esportati oltre confine.
Però lì una azienda che vuole esportare sa quali sono le leggi, basta che è sottostà a quelle regole e va sicura, da noi no. Basti pensare che a qualche politico di sinistra è sembrato più conveniente che Mediaset acquistasse telecom (in barba alla legge Gasparri, ed un altra decina di leggi), piuttosto che arrivasero gli americani.
 
Posso essere d'accordo con te nelle affermzioni, salvo il fatto che mi rifiuto di credere che all'AT&T, o che l'ambasciatore USA, non sapessero quale fosse l'andazzo in Italia. Andazzo che non è certo una novità di ieri.... e per il quale siamo ben conosciuti all'estero, non da lustri ma da decenni.
La verità è che mentre facciamo demagogia e "patriotticamente" induciamo la gente a "tifare" contro lo "straniero", e qualche opportunista si mette sul piedistallo pronto a "sacrificarsi" per la Patria, omettiamo di spiegare perchè i capitali stranieri non vengono in Italia, e perchè quelli di aziende italiane (magari di origine statale, più o meno diretta) vanno all'estero, e le plusvalenze delle nostre grandi aziende storiche (fatte all'estero, appunto con capitali all'origine statale) non tornano più... all'ovile.



Pigmos ha scritto:
Però lì una azienda che vuole esportare sa quali sono le leggi, basta che è sottostà a quelle regole e va sicura, da noi no. Basti pensare che a qualche politico di sinistra è sembrato più conveniente che Mediaset acquistasse telecom (in barba alla legge Gasparri, ed un altra decina di leggi), piuttosto che arrivasero gli americani.
 
Ultima modifica:
pensare che aziende disposte ad investire anche in iraq si spaventino per due strilletti di politici nostrani mi sembra francamente strano anche per la rapidità del loro ritiro, anche in mancate acquisizioni di aziende italiane all'estero la "battaglia" si è trascinata per mesi prima della resa
 
YODA ha scritto:
evitiamo commenti politici...
magari solo quelli "tecnici"... ;)
mi quoto visto che qualcuno fa finta di non capire...;)
fatta parziale pulizia per evitare chiusure anticipate, visto che la vicenda telecom è ancora lunga...
 
Certo Tuner, siamo conosciuti all'estero, e forse per questo fino ad oggi società del calibro di AT&T non sono mai volute venire in Italia.
Però se ci pensi, non credo ci sia un mercato telefonico più redditizio (per i gestori) di quello italiano, anche per la nostra virale incapacità di protestare per i disservizi e per le truffe.
Però pensare al complotto, al fatto che gli USa ci vogliano far pagare Mastrogiacomo (tra l'altro se volevano una contropartita, bastava chiedere al governo di zittire le questioni sulla base di Vicenza), oppure al fatto che AT&T stia facendo un favore al biscione.
Come dici tu, quello che ci dobbiamo chiedere è perchè i capitali stranieri stanno lontano dal mercato italiano, perchè preferiscono l'Iraq, la Cina o l'Arabia Saudita, perchè una azienda come la Telecom che si fa strapagare i suoi servizi, dalle telefonate a Internet, è in crisi e non riesce ad avere utili, perchè non ci sono i soldi per ammodernare la rete telefonica su standard internazionali? Tutto ciò sempre rimamendo al mondo delle TLC.
 
Controlla, che non sono stato io a sostenere queste tesi.;)
Detto questo, senza nulla togliere al "mago" roddy, se torni indietro di qualche post leggerai che ritenevo improbabile che AT&T arrivasse in fondo.
Perchè abbiano fatto una mossa eppoi l'altra non posso dirtelo, ribadisco però che come vadano le cose sullo stivale e che tipo di imprenditoria abbiamo, in USA lo sanno benissimo e da tempo immemorabile.
Di norma mi attengo ai fatti, ed in questo caso le motivazioni addotte sono talmente poco credibili da offrire il destro a qualunque illazione.
...insomma, la colpa non è mia.:D


Pigmos ha scritto:
Però pensare al complotto, al fatto che gli USa ci vogliano far pagare Mastrogiacomo (tra l'altro se volevano una contropartita, bastava chiedere al governo di zittire le questioni sulla base di Vicenza), oppure al fatto che AT&T stia facendo un favore al biscione.
 
e la stessa AT&T qualche timido approccio al nostro mercato lo aveva gia tentato in passato
 
e cmq almeno nelle intenzioni sembra ancora interessata.
solo al termine di queste manovre credo si potrà capire le reali intenzioni.
cmq vada spero che arrivi/rimanga una proprietà che migliori
il rapporto qualità/prezzo della rete, ma specialmente l'assistenza...ai consumatori!
ma senza tagli drastici.
forse utopia?
 
Pigmos ha scritto:
Io non la penso come voi. At&T e America Movil avevano interessi, per asset esteri e per asset italiani a Telecom Italia. Il problema è che l'incertezza legislativa che cè in Italia ha fatto si che, almeno per i texani, questo interesse scemasse.
E secondo te una azienda del calibro di AT&T ( ricordiamolo: è l'equivalente della General Motors o della General Electrics nel campo della telefonia... ) fa una operazione di questo genere improvvisandola dall'oggi al domani senza ALCUNA valutazione preliminare ( che avrebbe dovuto necessariamente includere anche una valutazione della situazione generale del Paese sede della Compagnia target, come è prassi costante in tutte le operazioni internazionali di queste dimensioni.... ), salvo spaventarsi e poi ritirarsi dopo due settimane di interviste incrociate e articoli di giornali?:eusa_think:



P.S. Faccio una breve annotazione per gli appassionati della materia: ho fatto una breve ricerca tra gli articoli pubblicati dal New York Times sulla vicenda ( pochissimi: appena 3 in 20 giorni e tutti abbastanza concisi e anonimi, con l'eccezione del resoconto dell'Assemblea degli azionisti su cui campeggiava una grande foto di Beppe Grillo, molto popolare in U.S.A. dopo la storia della Parmalat... ). Ho trovato una notizia sulla reale portata dell'offerta formale di AT&T che non avevo letto nei giornali italiani ( se, invece, è stato pubblicato, chiedo venia... ).
Non vi posso postare il link ( è inutile: non potreste accedervi perché bisogna essere abbonati alla edizione online del N.Y.T. ) per cui vi dovete fidare:

"An AT&T spokesman, Michael Coe, could not provide a range for the size of the investment on Sunday, but the company said it would be based on a share price of 2.82 euros ($3.77), minus the net debt of Olimpia on the closing day of the transaction"

In soldoni: il prezzo dell'offerta ( teorica... ) fatta da AT&T NON ERA di 2.82 euro per azione, come avevo sempre letto su tutti i giornali italiani, ma questa cifra avrebbe dovuto essere DIMINUITA per un importo corrispondente all'ammontare dei debiti di Olimpia ( che non so quanti siano, ma non credo irrilevanti... :eusa_whistle: ).
Non credo possa sfuggire, sempre agli appassionati della materia, l'importanza di questa cosa... :eusa_whistle: :icon_rolleyes:
 
roddy ha scritto:
In soldoni: il prezzo dell'offerta ( teorica... ) fatta da AT&T NON ERA di 2.82 euro per azione, come avevo sempre letto su tutti i giornali italiani, ma questa cifra avrebbe dovuto essere DIMINUITA per un importo corrispondente all'ammontare dei debiti di Olimpia ( che non so quanti siano, ma non credo irrilevanti... :eusa_whistle: ).

il che la direbbe lunga anche sulla qualità dell'informazione nostrana
 
Indietro
Alto Basso