Referendum confermativo 25-26 Giugno 2006

Reset, hard reset....
A mio giudizio, le riforme costituzionali non sono semplici leggi ed hanno ragione di esistere soltanto se vengono approvate a larghissima maggioranza dal parlamento (es. >75%) e successivamente vengono confermate dai cittadini con un voto diretto. Voto referendario il cui esito deve nuovamente costituire una larghissima maggioranza, ed essere rapresentativo, cioè composto da un quorum di votanti altrettanto significativo (es. >75% degli aventi diritto).
Se manca solo uno dei tasselli, è bene che le cose restino quel che sono.

PS A valle, penso che chi ha deciso per 3 consultazioni elettorali distinte in soli 3 mesi sia un'irresponsabile e sfacciato opportunista, mosso unicamente da motivazioni personali. Vista la situazione economica del paese, gli si dovrebbe chiedere di pagare di tasca propria le spese derivanti.
 
Ultima modifica:
Non pensiate che il referendum riguardi solo la diminuzione dei ministri come qualcuno vuol farci credere:icon_rolleyes:
La riforma costituzionale prevede tantissime altre cose visionabili qua
http://www.interno.it/
 
Marcellus ha scritto:
Non pensiate che il referendum riguardi solo la diminuzione dei ministri come qualcuno vuol farci credere:icon_rolleyes:
La riforma costituzionale prevede tantissime altre cose visionabili qua
http://www.interno.it/

GRANDE Marcellus.................te quoto in pieno
 
SERGIOZIZZA ha scritto:
Discussione aperta:evil5:
Incredibile! Topic aperto da quanche ora e non ancora chiuso!:D
Bene bene...vi leggo così mi informo che ancora non ci ho capito granchè a proposito...
 
PS A valle, penso che chi ha deciso per 3 consultazioni elettorali distinte in soli 3 mesi sia un'irresponsabile e sfacciato opportunista, mosso unicamente da motivazioni personali. Vista la situazione economica del paese, gli si dovrebbe chiedere di pagare di tasca propria le spese derivanti.

La separazione amministrative e politiche è stata una decisione politica, ma quella del referendum è stata una decisione obbligata dai tempi. Infatti solo poche settimane prima del voto di aprile la corte costituzionale ha dato il via libera al referendum. Almeno due mesi di tempo si son voluti lasciare per la campagna elettorale dei comitati per il sì e per il no.
 
Io vorrei sottolineare una cosa che nessuno ha notato di questa riforma:

Diminuisce il limite di età per essere eletti nelle principali istituzioni.

Si potrà essere deputati a 21 (contro i 25 della norma vigente)
Si potrà essere senatori a 25 (contro i 40 della norma vigente)
Si potrà diventare Presidente della Repubblica a 40 anni (contro i 50 attuali)

Il parlamento della XV legislatura è il più vecchio di tutta la storia della Repubblica Italiana, nonché il più vecchio d'Europa.
Senza contare che Napolitano c'ha 82 anni e finirà (se Dio vuole) a 89.
Guardiamoci intorno e vediamo che abbiamo la classe dirigente più vecchia (ed è cosa abbastanza bipartisan).
Come può un parlamento di vecchi andare a decidere sui giovani senza che questi siano degnamente rappresentati? Come si può parlare di lavoro, pensioni, etc. senza che i giovani siano partecipi del dibattito democratico del paese?

Qualcuno mi obietterà SICURAMENTE che la media dei giovani italiani è alquanto sciatta e indegna di sedere in parlamento. Ma abbiate pazienza, questo è generalizzare in modo indecoroso. Non credete che esistano giovani preparati che possano mangiare in testa a certi personaggi della politica italiana di cui abbiamo le scatole piene? Io credo di sì.
E non venitemi a raccontare che a 21 anni non avranno neanche la laurea, perché ultimamente le lauree più di moda sono proprio le triennali (e non solo in Italia).
 
alex86 ha scritto:
Almeno due mesi di tempo si son voluti lasciare per la campagna elettorale dei comitati per il sì e per il no.

Elezioni o votazioni, qualcuno spende (lo Stato, cioè noi) e qualcuno incassa (indovina un po' chi, e con cosa...).
 
Io dico solo una cosa...Intanto andate a votare :D e poi cercate di votare con la propria testa quindi informatevi, questo non é un voto per le due coalizioni, cioé chi é della cdl deve votare SI e chi é dell'Unione deve votare NO...Informatevi e guardate se la riforma vi piace o meno e di conseguenza votate SI o NO... :D
 
DTTutente ha scritto:
Io dico solo una cosa...Intanto andate a votare :D e poi cercate di votare con la propria testa quindi informatevi, questo non é un voto per le due coalizioni, cioé chi é della cdl deve votare SI e chi é dell'Unione deve votare NO...Informatevi e guardate se la riforma vi piace o meno e di conseguenza votate SI o NO... :D
straquote........... informatevi e votate.........secondo cio' che ritenete giusto..........

non ascoltate nessun speciale referendum vi faranno girare le balle....e non capirete un emerito.........
 
La raccomandazione di Dttutente, ancorchè sottoscrivibile, nel mio caso sfonda una porta aperta,perché pur essendo simpatizzante di un certo schieramento, non ho esitazioni a votare NO. La costituzione é sacra, senza retorica é bagnata di sangue, e per modificarla ci vuole piu che la volontà di un Bossi un Maroni un Borghezio, o se no devono buttare il sangue prima di convincerci della bontà delle loro proposte.
 
Allora, visto che sembra che il Topic abbia la possibilità di sopravvivere in modo civile, qualcuno mi può spiegare in modo dettagliato cosa cambierebbe, in caso di vittoria del SI', circa i poteri del Presidente della Repubblica (figura di per sé praticamente solo rappresentativa) in confronto a quelli del Presidente del Consiglio (mi riferisco ad es. allo scioglimento delle Camere)?
Grazie. :)

PS: quoto Spacebeagle, il che dimostra che pur simpatizzando per opposte fazioni si possono raggiungere identità di vedute (o trovare una buona soluzione) quando si tenta di ragionare con la propria testa. :icon_wink:
 
DTTutente ha scritto:
Io dico solo una cosa...Intanto andate a votare :D e poi cercate di votare con la propria testa quindi informatevi, questo non é un voto per le due coalizioni, cioé chi é della cdl deve votare SI e chi é dell'Unione deve votare NO...Informatevi e guardate se la riforma vi piace o meno e di conseguenza votate SI o NO... :D

Bravo ............
 
AG-brasc ha scritto:
Allora, visto che sembra che il Topic abbia la possibilità di sopravvivere in modo civile, qualcuno mi può spiegare in modo dettagliato cosa cambierebbe, in caso di vittoria del SI', circa i poteri del Presidente della Repubblica (figura di per sé praticamente solo rappresentativa) in confronto a quelli del Presidente del Consiglio (mi riferisco ad es. allo scioglimento delle Camere)?
Grazie. :)

PS: quoto Spacebeagle, il che dimostra che pur simpatizzando per opposte fazioni si possono raggiungere identità di vedute (o trovare una buona soluzione) quando si tenta di ragionare con la propria testa. :icon_wink:
Mi associo alla domanda.
Sono molto contento che il topic stia procedendo civilmente...se si continua così può essere una discussione molto proficua ;)
 
AG-brasc ha scritto:
Allora, visto che sembra che il Topic abbia la possibilità di sopravvivere in modo civile, qualcuno mi può spiegare in modo dettagliato cosa cambierebbe, in caso di vittoria del SI', circa i poteri del Presidente della Repubblica (figura di per sé praticamente solo rappresentativa) in confronto a quelli del Presidente del Consiglio (mi riferisco ad es. allo scioglimento delle Camere)?
Grazie. :)
Lo scioglimento delle camere è cosa che è destinata ad avvenire raramente, specialmente con l'indicazione del primo ministro sulla scheda elettorale.

Io però non ci vedo nessuno scandalo. Guardiamo i sindaci, i presidenti di regione e delle province. Essi hanno infatti questo potere e non mi pare che ci sia mai stato il rischio di dittatura da parte di un sindaco o di un presidente locale. Il primo ministro è l'ultima persona che ha interesse ad andare ad elezioni anticipate, essendo la sua persona sottoposta a referendum.
Mi vien da ridere se penso che questa norma per la prima volta in Italia è stata inserita in un testo di riforma da CESARE SALVI (DS) che nella commissione bicamerale presieduta da D'Alema aveva portato questo principio in vigore in molti altri paesi europei.
 
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