fano ha scritto:
Le frequenze ci sono eccome se c'erano in analogico perchè con il digitale dovrebbero diminuire?
Solo che si è deciso di buttarne qualcuna nel WC (molte per imposizioni Europee):
- Alcune del VHF III devono andare al DAB (invece di digitalizzare l'FM)
- La parte superiore dell'UHF (60-69) dovrà essere ceduta ai telefonini dal 2015... le tv locali che si trovano su quelle frequenze dovranno sloggiare... dove le infiliamo? Chiudono?
- 2 frequenze le abbiamo buttate via per il DVB-H e l'Europa ci impone di darne almeno un'altra (e sarà un bel problema son convinto che quella gara avrà 0 partecipanti!)
Per quanto riguarda le TV piccole provinciali possono condividere eccome la stessa frequenza ci mancherebbe (per dire Tele Sar****o a Torino ha il 24 mentre ad Alessandria ce l'ha TeleAno

).
Il fatto è che l'Europa si occupa di cose di cui non dovrebbe occuparsi le frequenze TV sono un problema locale e dovrebbe essere di competenza del Nostro governo... capisco che loro che hanno l'Etere libero (solo 5 max 6 reti nazionali, nessuna TV locale...) si possono permettere di pensare ad altri usi delle frequenze TV, ma qui da noi è semplicemente inaccettabile
Questo tuo messaggio è solo intriso da bieco euroscettiscismo. Innanzitutto l'Europa non impone nulla, semplicemente decide un uso coordinato coordinato delle risorse frequenziali in tutti gli stati membri per massimizzare i vantaggi che ne derivano dallo sfruttamento. Metti caso che negli anni '80 avessimo deciso di fare come ****o ci pare ed avessimo inziato a trasmettere in analogico sulle frequenze di 900MHz. Negli 90 ci saremmo trovati nell'impossibilità di poter adottare lo standard europeo del gsm ed avremmo avuto solo seccature (dover avere apparecchi creati appositamente per il nostro standard) che avrebbero rallentato la penetrazione della telefonia. Per l'uso delle frequenze dai 850MHz ai 900MHz destinato all'internet mobile è lo stesso.
Poi non voglio venire qua a fare una piccola lezioncina di diritto comunitario, anche se farebbe bene a moltissimi, specialmente ai settentrionali, ma l'europa non impone, decide. Ed ormai negli ultimi anni, attraverso la procedura di codecisione, su quasi tutte le direttive comunitarie si esprime anche il parlamento (che eletto da noi, anzi, l'italia è il secondo paese, dopo la germania, che elegge più membri al parlamento) oltre che la commissione (il cui membro italiano è espressione del governo che lo nomina, governo, anche quello, eletto dai cittadini).
Riassumendo, solo nelle dittature le cose vengono imposte, e l'Unione Europea è tutto fuorchè una dittatura, anzi, è l'unica garanzia che il nostro paese ha di non finire di nuovo in mano ad un pagliaccio emulo di mussolini (e la telefonata a Ballarò di ieri sera non fa ben sperare al riguardo)
Torando IT alle inesattezze che hai espresso, il DAB non occupa alcune delle frequenze del VHF III Banda ma solo una, la 12, che è quella meno ampia (da 224,25 MHz a 229,75 MHz, quindi 6.5 MHz a differenza dei 7 MHz degli altri canali) che è stata suddivisa in più canali (A, B, C, D...), ma in fondo si tratta di una sola frequenza.
Le risorse destinate al DVB-H in ultimo, non sono buttate via solo perchè tu non le utilizzi. C'è chi usa quel servizio, altrimenti non sarebbe profittevole per gli operatori fornirlo, e stai sicuro che se verrà messo a gara un altro mux ci saranno i soggetti interessati ad assicurarselo. In ogni caso l'Europa, ed anche i parlamentari ed i commissari italiani che siedono nelle istituzioni europee, ha deciso di destinare un ulteriore frequenza al dvb-h in prospettiva futura e con il solo scopo di evitare che il mercato di quel settore possa diventare troppo chiuso, perchè essendo l'etere una risorsa finita e limitata, se le risorse non vengono destinate adesso in futuro potrebbero non esserci (in Italia la cosa è pressochè certa). La mancanza di risorse potrebbe essere troppo penalizzante per la concorrenza in quel mercato, soprattutto se, secondo le previsioni, nei prossimi dieci anni si svilupperà ulteriormente.
Stai sicuro in ogni caso che l'europa sa quello che fa, perchè a differenza delle istituzioni italiane, come per esempio la regione Lombardia dove siede uno col cognome celebre ma è così capra da farsi bocciare 3 volte alla maturità, è fatta da gente competente, sia economisti che tecnici, quindi sanno bene ciò che fanno.