Vi riporto un articolo di giornale, secondo voi è giusto?
Caos digitale, un antennista spiega perché
07/07/2012
Secondo una mia stima, moltissimi impianti manifestano problemi, e la perizia con la quale sono stati eseguiti gli interventi di adeguamento impianto (antenne, amplificatori, filtri, derivatori cavi ecc.) non c’entra. Il problema sono le interferenze dei ripetitori, (spesso in isofrequenza) la cui propagazione è favorita dalle alte temperature.
Una diffusione dei segnali che disturba ulteriormente il già caotico panorama delle frequenze nell’etere sulla città di Termoli (canali abruzzesi, pugliesi, marchigiane e per finire slave).
La Rai, come Mediaset e le piccole emittenti regionali, sta incontrando grossi problemi per la pianificazione dei segnali digitali in Molise, con disservizi specie sulla fascia costiera per il grosso ostacolo naturale, derivante dall’evaporazione del mare e dalle barriere ionizzanti che rendono nulle o quasi le onde elettromagnetiche; a Termoli e fascia costiera questo problema è molto forte.
Ovvio poi che, con il caldo e l’umidità, questo inconveniente’aumenti.
A tal motivo, ogni responsabilità secondo me è da attribuire alle aziende proprietarie delle reti, “colpevoli” di non eseguire gli interventi che il caso richiederebbe, in particolare sui ripetitori e non sui singoli impianti, (troppo semplice sentirsi dire di chiamare l’antennista e farsi sistemare l’impianto, quando poi il segnale è scarso o disturbato o pieno di echi generati chissà da dove).
Il problema più sentito è la ricezione squadrettata o assenza completa delle immagini di Rai, Mediaset e Telemolise, che ultimamente dura per ore. Il problema riguarda soprattutto le alture, più esposte al bombardamento dei segnali tv.
E a nulla serve mettersi in contatto col numero verde di assistenza di RAI Way, pena 40 interminabili minuti d’attesa, per scoprire poi che gli operatori sono tutti impegnati oppure sono privi di soluzioni.
Di conseguenza al momento non vedo soluzione, anche perché, il problema non è semplice da gestire, in quando nel momento in cui manca il segnale, se la misura viene fatta direttamente con il misuratore di campo a valle dell’antenna e le prove vengono effettuate, con più antenne con caratteristiche diverse (a secondo della banda di ricezione, a basso o alto guadagno, direttive o meno, con rapporto avanti o dietro più selettive o meno, appaiate o collinari ecc.), il segnale comunque e basso o è inquinato da echi disturbanti resta solo la certezza di non aver risolto.
Per questo motivo, in assenza di interventi strutturali sui ripetitori, c’è poco da fare. Di conseguenza l’unica soluzione è investire sui ripetitori per ovviare al caso (tanto le tecnologie avanzate e migliorate esistono, e le aziende proprietarie le conoscono) e in casi estremi montare qualche ripetitore in più che serva la zona con un segnale più robusto e affidabile.
Un antennista di Termoli